Auto

Porsche taglia il portafoglio per recuperare marginalità

Allo studio una revisione del parco marchi e maggiore sinergie con Volkswagen - Avviate anche nuove interlocuzioni sindacali

di Matteo Meneghello

 IMAGOECONOMICA

2' di lettura

English Version

2' di lettura

English Version

Porsche si prepara a fare pulizia in portafoglio tagliando la gamma di modelli e, in parallelo, a intensificare la cooperazione e le sinergie all’interno del gruppo Volkswagen, di cui il marchio premium è parte integrante. Le scelte sono funzionali al rilancio della marginalità, messa sotto stress dai dazi statunitensi e dalla debole domanda in Cina.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

Il nuovo ceo Michael Leiters è pronto a comunicare agli azionisti durante l’assemblea annuale di Porsche il piano per semplificare e snellire il portafoglio, una mossa che riflette gli sforzi più ampi di tutto il gruppo Volkswagen per ridurre la complessità e risollevare la marginalità.

Loading...

Attualmente Porsche offre circa 85 varianti basate su sei modelli principali. «Il nostro portafoglio è diventato troppo complesso, anche se confrontato con quello dei nostri concorrenti» si legge nelle dichiarazioni di Leiters, che ha assunto la guida a gennaio. Ha poi aggiunto che Porsche incrementerà la cooperazione con il resto del gruppo per ridurre i costi di sviluppo. «Se un numero inferiore di modelli si farà concorrenza a vicenda, ciò produrrà effetti significativi sulla nostra efficienza del capitale».

Le difficoltà che Porsche si trova ad affrontare sono comuni a tutto il settore premium europeo: la scorsa settimana Bmw ha tagliato le stime sul margine automobilistico portandole fino all’1% a causa del calo della domanda e delle crescenti pressioni geopolitiche, evidenziando la crisi che colpisce l’intero settore delle auto di lusso in Germania. Porsche prevede per quest’anno un rendimento operativo sulle vendite compreso tra il 5,5% e il 7,5%. Si tratta di un valore di molto inferiore ai margini a doppia cifra che gli investitori hanno a lungo associato al marchio.

Le difficoltà di Porsche ricadono anche su Volkswagen. Il marchio è stato tradizionalmente uno dei motori di profitto più importanti della casa di Wolfsburg, contribuendo a compensare i rendimenti più bassi delle operazioni sul mercato di massa. Il suo declino aumenta la pressione sul ceo Oliver Blume, che ha lasciato la guida di Porsche per concentrarsi sulla direzione del più grande costruttore automobilistico europeo attraverso una vasta ristrutturazione. Leiters sta preparando ulteriori tagli ai costi e ha avviato colloqui su questo programma con i rappresentanti sindacali, secondo quanto dichiarato alla Frankfurter Allgemeine. Anche Mercedes, nei giorni scorsi, ha annunciato l’intenzione di convocare i sindacati per rimettere mano ad alcune tutele contrattuali concordate qualche anno fa a tutela del mercato occupazionale interno, ma oggi giudicate non più pienamente sostenibili.

Riproduzione riservata ©

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti