Genova a un anno dal Morandi: le aziende e il porto provano a rialzarsi
Il crollo del viadotto Morandi, il 14 agosto 2018, non ha solo portato lutti alle famiglie delle 43 vittime e all'intera Genova, ma ha anche creato un forte danno sotto il profilo logistico ed economico alla città che ospita il principale porto commerciale italiano
di Raoul de Forcade
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Il crollo del viadotto Morandi, il 14 agosto 2018, non ha solo portato lutti alle famiglie delle 43 vittime e all'intera Genova, ma ha anche creato un forte danno sotto il profilo logistico ed economico alla città che ospita il principale porto commerciale italiano. A pagarne dolorose conseguenze, oltre ovviamente alle aziende che si trovano nell’area del crollo e ad altre colpite indirettamente, è stato dunque il porto di Genova.
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L'intervento del Governo
Il Governo ha però fatto convergere su Genova un notevole quantitativo di risorse, attraverso una serie di provvedimenti che le istituzioni locali hanno battezzato “manovra Genova”. I fondi provengono dal decreto fiscale, dal decreto Genova e dalla legge di bilancio (leggi 130, 136 e 145 del 2018). Grazie a questi provvedimenti e ad altri denari pubblici e privati, è stato messo a punto, dalle istituzioni, un piano triennale da oltre un miliardo di euro, finanziato al momento per circa 450 milioni, destinato alla ripresa e allo sviluppo del porto di Genova e delle attività logistiche legate allo scalo.
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I progetti per la logistica
Le misure previste, in particolare, dalla 130/2018, ricorda il presidente dell'Autorità di sistema portuale di Genova e Savona, Paolo Signorini, «attribuiscono all'Adsp un ruolo centrale sia nella definizione degli interventi infrastrutturali contenuti nel piano straordinario delle opere, sia nell'attuazione delle iniziative funzionali ad alleviare il congestionamento a cui è sottoposto l'intero tessuto urbano dallo scorso 14 agosto e a favorire il trasferimento di parte delle merci dalla strada alla ferrovia».


