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Pirateria, blitz a Crotone: 2.769 utenti identificati e sequestri per 650mila euro

Sequestrati beni per 650mila euro e denunciate quattro persone. Duilio (ceo Sky): «Chi usa questi servizi rischia multe, truffe e furti di dati»

di Andrea Biondi

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Ormai la questione è chiarita: la pirateria televisiva non è più materia di ragazzi smanettoni e furbi davanti alla partita. È una macchina organizzata, con server, rivenditori, clienti, incassi e perfino assistenza tecnica.

Andrea Duilio, amministratore delegato di Sky Italia, sceglie parole nette dopo il blitz della Guardia di Finanza di Crotone: «Ringrazio la Procura di Crotone e la Guardia di Finanza di Crotone per questa nuova operazione antipirateria». Un’azione, aggiunge, che serve a «contrastare il senso di impunità» e a ricordare agli utenti che il pezzotto espone «non solo a multe e sanzioni, ma anche a truffe, furti di dati personali e minacce informatiche».

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Il caso nasce a Crotone, ma racconta un mercato nazionale. Le Fiamme gialle hanno scoperto tre centrali di smistamento illegale del segnale Iptv, gestite da quattro italiani, denunciati per violazioni del copyright e della proprietà intellettuale.

Almeno due dei quattro denunciati hanno reinvestito i proventi in moneta virtuale o polizze vita, facendo scattare l’accusa, pesante, di autoriciclaggio. I beni sequestrati valgono circa 650mila euro.

Secondo gli investigatori, gli abbonamenti pirata davano accesso ai contenuti di Sky, Dazn, NowTv, Netflix, Disney+ e Spotify. Prezzi popolari, da 10 a 40 euro, pacchetti su misura e perfino un servizio clienti per chi non riusciva a vedere. La vetrina del falso che imitava nella maniera più speculare possibile quella del vero.

L’indagine è partita da segnalazioni finanziarie sospette e da bonifici con la causale “Ibo player pro”, software usato per riprodurre flussi streaming illegali. Da lì è emersa una filiera: head-provider, reseller e utenti finali.

Questi ultimi sono almeno 2.769, identificati in 43 province italiane. Per loro le conseguenze non si limitano all’interruzione del servizio. Nei prossimi giorni saranno infatti notificate le sanzioni amministrative previste dalla normativa vigente, con importi compresi tra 154 e 5mila euro nei casi di maggiore gravità e recidiva.

Il blitz arriva in concomitanza con l’avvio dei Mondiali 2026, terreno naturale per la pirateria sportiva. Ma il messaggio va oltre il calcio e vuole portare a catalogare il pezzotto non come un risparmio, quanto piuttosto come un ingresso laterale in un’economia illegale che sottrae valore all’industria audiovisiva e lascia tracce bancarie, digitali e personali.

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