Pil, imprese, occupazione: ecco l’impatto di ogni euro investito sulla Difesa
Il ministro Crosetto: «Ogni euro investito nella Difesa genera circa 2 euro addizionali di valore aggiunto per il Paese e per ogni 10 occupati nelle grandi imprese del settore ve ne sono altri 30 nelle piccole e medie imprese collegate»
3' di lettura
I punti chiave
3' di lettura
In questa fase in cui la Difesa, anche a causa dell’ipotesi ventilata dal presidente Donald Trump di un passo indietro degli Usa. così da lasciare ai 27 paesi Ue il compito di pensare loro stessi alla propria sicurezza, è al centro dei vertici europei e del dibattito politico, non manca chi mette in evidenza l’impatto che nuovi investimenti nel settore garantire su piano occupazionale.
Tra questi il ministro Guido Crosetto. Commentando il piano ReArm Europe, ovvero il piano di riarmo ora ribattezzato “Readiness 2030”, ha lanciato un messaggio chiaro: investire in Difesa produce un moltiplicatore sull’economia. «Questi grandi investimenti sulla Difesa dovranno avere un effetto moltiplicatore sull’economia», ha sottolineato durante un recente Question time al Senato. «Il tema - ha aggiunto - non è il riarmo ma la costruzione della difesa» che «potrà essere solo come quella della Nato, data dalla capacità di inter-operare delle difese che ne fanno parte. Avremmo bisogno di trovare un percorso di unità - ha aggiunto Crosetto - perché parliamo della difesa di un Paese, di una nazione. Dire che si può stare senza difesa, è come dire che si può stare senza Parlamento».
Crosetto: ogni euro investito nella Difesa genera circa 2 euro addizionali di valore aggiunto per l’Italia
Nell’introduzione al Documento programmatico pluriennale per la Difesa per il triennio 2024 - 2026, Crosetto mette in evidenza «il ruolo di volano di crescita e stimolo alla competitività industriale, che gli investimenti nel settore della Difesa hanno sull’intera economia.
Ne sono un esempio chiarissimo - osserva ancora - gli investimenti in ricerca e sviluppo, necessari per l’operatività dell’apparato militare e per la competitività dell’Industria di settore, con straordinarie ricadute sul Sistema Italia, che beneficia di centri ricerca, tecnologie innovative trasferibili alla produzione non-militare, incremento dell’occupazione di qualità, economie di scala e mantenimento della leadership tecnologica, grazie alla quale possiamo esercitare una deterrenza credibile e garantire la sicurezza.
Se, d’altronde - aggiunge il ministro della Difesa - ogni euro investito nella Difesa genera circa 2 euro addizionali di valore aggiunto per il Paese e per ogni 10 occupati nelle grandi imprese del settore ve ne sono altri 30 nelle piccole e medie imprese collegate, viene quasi naturale concludere che investire in Difesa ha una valenza strategica che travalica il settore militare e che porta consistenti ricadute nel settore civile, a partire dall’occupazione, specialmente la più qualificata».







