Occupazione

Piano casa, benefit da 5mila euro a neoassunti che si trasferiscono oltre 100 chilometri

La manovra introduce il nuovo regime per il 2025 dei fringe benefit esentasse, confermando la soglia di mille euro per la generalità dei lavoratori e di 2mila euro per chi ha figli a carico

di Giorgio Pogliotti e Claudio Tucci

stock.adobe.com

3' di lettura

3' di lettura

Per i nuovi assunti che accettano di trasferire la residenza oltre 100 chilometri i fringe benefit esentasse salgono a 5mila euro.

Lo ha precisato il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti parlando della nuova configurazione dei fringe benefit. per il prossimo anno

Loading...

Il meccanismo dei fringe benefit per il 2025

Anche per il prossimo anno la soglia di esenzione fiscale su questi strumenti si conferma a mille euro per la generalità dei lavoratori. Il tetto massimo resta fissato a 2mila euro per i lavoratori dipendenti con figli fiscalmente a carico, come accade quest’anno. Tra i beni e i servizi che non concorrono alla formazione del reddito rientrano le somme erogate o rimborsate per le utenze domestiche del servizio idrico integrato, dell’energia elettrica, del gas naturale e delle utenze per l’affitto della prima casa, o per gli interessi sul mutuo prima casa.

Senza la conferma per il 2025, in assenza di interventi in legge di Bilancio si sarebbe tornati alla soglia “ordinaria” di fringe benefit esentasse di 258,23 euro, un livello che risale alle vecchie 500mila lire.

La somma utilizzabile per l’affitto della prima casa da neoassunti

Ma la vera novità per il 2025 interessa i nuovi assunti che accettano di trasferire la residenza di oltre 100 chilometri: per loro i fringe benefit esentasse salgono a 5mila euro. Le somme erogate o rimborsate dai datori di lavoro per il pagamento dei canoni di locazione e delle spese di manutenzione dei fabbricati locati dai dipendenti assunti a tempo indeterminato dal 1° gennaio 2025 al 31 dicembre 2025 non concorrono, per i primi due anni dalla data di assunzione, a formare il reddito ai fini fiscali entro il limite complessivo di 5mila euro annui.

Sono due le condizioni poste dalla manovra per ottenere l’agevolazione: il beneficiario deve essere titolare di reddito da lavoro dipendente non superiore nell’anno precedente l’assunzione a 35mila euro e deve aver trasferito la residenza oltre un raggio di 100 chilometri calcolato tra il precedente luogo di residenza e la nuova sede di lavoro contrattuale.

L’esclusione dal concorso alla formazione del reddito del lavoratore non rileva ai fini contributivi. Le somme erogate o rimborsate rilevano ai fini della determinazione della situazione economica equivalente (ISEE) e si computano ai fini dell’accesso alle prestazioni previdenziali e assistenziali.

Al via il Piano casa Italia

Questa estensione ai neoassunti che accettano di trasferirsi oltre i 100 chilometri rappresenta un primo tassello del piano casa proposto dal presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, per risolvere il mismatch tra domanda e offerta di lavoro che è una delle principali criticità del mercato del lavoro. Molte imprese faticano a trovare sul proprio territorio i profili necessari per coprire le posizioni richieste, ma la mobilità dei lavoratori - provenienti da altre città, altre regioni o altre nazioni - in molti casi è frenata dai prezzi alti degli affitti.

A tal fine interviene un altro articolo della legge di Bilancio che istituisce il Piano casa Italia per contrastare il disagio abitativo sul territorio nazionale, anche mediante la valorizzazione del patrimonio immobiliare esistente e il contenimento del consumo di suolo. Con Dpcm, su proposta del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, da adottare, previa intesa con la Conferenza unificata entro 180 giorni dall’ entrata in vigore della manovra, è approvato un piano nazionale per l’edilizia residenziale pubblica e sociale, per il rilancio delle politiche abitative come risposta ai bisogni della persona e della famiglia. Il piano «rappresenta uno strumento programmatico finalizzato a definire le strategie di medio e lungo termine per la complessiva riorganizzazione del sistema casa, in sinergia con gli enti territoriali, al fine di fornire risposte ai nuovi fabbisogni abitativi emergenti dal contesto sociale, integrare i programmi di edilizia residenziale e di edilizia sociale, dare nuovo impulso alle iniziative di settore, individuare modelli innovativi di governance e di finanziamento dei progetti, razionalizzare l’utilizzo dell’offerta abitativa disponibile».

Taglio del cuneo per il 2025: un decalage per evitare penalizzazioni

Nel 2025 l’estensione fino a 40mila euro del taglio al cuneo coinvolgerà 1,3 milioni di lavoratori in più, rispetto ai circa 14 milioni già coinvolti dalla misura: a svelare alcuni nuovi dettagli della manovra è il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti. Il taglio al cuneo contributivo finora vigente (sforbiciata di sette punti fino a redditi di 25mila euro, di sei punti fino a 35mila euro) sta incrementando le buste paga dei lavoratori dipendenti in media di 100 euro al mese. Con la nuova legge di Bilancio il meccanismo è stato modificato per evitare, come accade ora, che al raggiungimento del limite reddituale di 35mila euro ci sia un brusco scalone che comporta perdite economiche.

Da gennaio quindi il taglio al cuneo sarà contributivo e fiscale, combinandosi con la riduzione delle aliquote Irpef. Fino a 20mila euro il taglio resterebbe contributivo, poi si agirebbe sulle detrazioni fiscali, e si introduce un decalage tra 35mila e 40mila euro per “ammorbidire” gli effetti sulle buste paga.

Riproduzione riservata ©
Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti