Oil

Petroliferi giù con calo greggio, Saipem regge con contratto in vista in Medio Oriente

Eni e Tenaris tra le peggiori sul Ftse Mib. Saipem è in pole position per il progetto Dorra sviluppato da Al Khafji Joint Operations con un valore complessivo di circa 10 miliardi di dollari

di Stefania Arcudi

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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - In una giornata di rialzi per Piazza Affari (il FTSE MIB è a livelli record), viaggiano in controtendenza i titoli petroliferi in Europa (-1% l'Euro Stoxx 600 di settore) e in Italia, dove Eni e Tenaris sono tra le peggiori, pur riducendo i ribassi rispetto alla prima parte della seduta. Limita i cali Saipem, che ha girato in negativo dopo l'avvio in territorio positivo: secondo i media italiani è tra i principali offerenti per il progetto Dorra sviluppato da Al Khafji Joint Operations con un valore complessivo di circa 10 miliardi di dollari (non è ancora chiaro quale sarebbe la quota in capo al gruppo italiano).

Stando a quanto scrive UpstreamOnline, la cordata formata da Saipem e dalla multinazionale indiana Larsen & Toubro sarebbe in pole position per l'assegnazione dei pacchetti offshore 2A e 2B del giacimento di gas Dorra, sviluppato da Arabia Saudita e Kuwait. I lavori comprendono strutture offshore, gasdotti sottomarini e oltre 50.000 tonnellate di attività di fabbricazione. Per gli analisti di Banca Akros "il contratto può avere un valore significativo", motivo per cui è confermata la valutazione 'buy' con target price di 4,4 euro.

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A orientare però l'andamento dei titoli petroliferi è l'altalena del greggio, oggi in discesa (-1,8% a 90,5 dollari al barile il Wti, -2% a 93,08 dollari il Brent) con la possibile schiarita in Medio Oriente. Dopo lo stop ai colloqui tra Stati Uniti e Iran della vigilia, dopo gli attacchi di Israele in Libano, il presidente americano Donald Trump ha fatto da mediatore e ha fatto sapere che Israele ed Hezbollah sono pronti a un cessate il fuoco in Libano e, di conseguenza, un accordo con l'Iran, con la riapertura dello stretto di Hormuz, potrà arrivare la settimana prossima.

Ad ogni modo, la mancanza di progressi nel processo di pace tra Stati Uniti e Iran è un dato di fatto e le notizie spesso di segno contrario aumentano la volatilità dei listini: "Il mercato è attualmente concentrato su eventuali progressi concreti o battute d'arresto nei negoziati tra Stati Uniti e Iran, sul tono e sul contenuto delle dichiarazioni di entrambe le parti (in particolare sulle minacce dell'Iran relative allo Stretto di Hormuz) e sui movimenti effettivi delle petroliere attraverso quella via navigabile”, dicono gli esperti di Kcm Trade, spiegando che "l'andamento dei negoziati determinerà se l'attuale premio di rischio rimarrà incorporato nei prezzi del petrolio o inizierà a ridursi".

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