Perché è crollato il Ponte Morandi: che cosa sappiamo due anni dopo
Perché il Ponte Morandi è crollato? Ufficialmente non si sa ancora. Ma gli sviluppi delle indagini dicono che saperlo non è più così importante
di Maurizio Caprino
9' di lettura
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Perché il Ponte Morandi è crollato? Per capirlo, sono stati mobilitati persino i satelliti. Più volte e da più parti, quasi sempre con molta discrezione per non alimentare indiscrezioni giornalistiche. La verità è, per quanto se ne sa finora, che una risposta netta non è arrivata nemmeno dallo spazio. Ma forse una verità è già emersa. Viene da un’indagine collaterale e potrebbe non portare a condanne clamorose, però ci dà un quadro di come sono state gestite sinora le autostrade italiane. Con responsabilità politiche e imprenditoriali.
Il Ponte Morandi era una costruzione nota in tutto il mondo per le sue soluzioni tecniche ardite. La contropartita era che - al netto di accuse e polemiche su degrado e manutenzione - non aveva ridondanze. Vuol dire che, se cede una parte, le altre non sono dimensionate per far sì che tutta la struttura regga.
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Perché la struttura cede
Bisogna tenere presente che l’equilibrio di una struttura del genere è determinato da un legame a catena tra i vari elementi che la compongono. Se si rompe un elemento, viene meno il legame e quindi l’equilibrio. Questo spiega come mai la pila 9 del Morandi è crollata completamente.
All’indomani del crollo, le indagini giudiziarie sono state mirate su uno strallo. Quando se ne rompe uno, accadono quattro cose:- l’estremità di impalcato a cassone collegata allo strallo che si rompe non ha più sostegno e collassa (sotto il peso dell’impalcato tampone successivo, che non è retto da alcuna pila ed è solo appoggiata all’estremità del cassone) perché resta appesa solo allo strallo che si trova dalla parte opposta della carreggiata, che non è dimensionato per reggerla da solo;- lo strallo collegato alla sommità con quello che ha ceduto non ha più l’ancoraggio superiore e viene trascinato verso il basso dalla sua corrispettiva estremità d’impalcato a cassone, la quale perde anch’essa il sostegno e collassa sotto il peso dell’impalcato tampone successivo;- il collasso di due stralli e del cassone squilibra tutta la pila, che crolla;- i due impalcati tampone contigui alla pila entrata in crisi, rimasti privi di appoggio su un’estremità, cadono.





