Per colombe e uova di Pasqua affari previsti in leggera crescita
Giro d’affari nei supermercati a quota 600 milioni: secondo Unione italiana food il sentiment dei produttori rimane positivo
5' di lettura
I punti chiave
5' di lettura
A meno di ripercussioni inattese dovute soprattutto alle conseguenze della nuova crisi internazionale, le stime sul business dei dolci legati alla Pasqua sono moderatamente positive. Nessun improbabile sprint in un quadro congiunturale che ormai dura da tempo, ma i produttori contano di aumentare le vendite di qualche punto percentuale, almeno in valore, o comunque di mantenere i risultati dello scorso anno che avevano fatto segnare un segno più.
Business in leggera crescita
Non si sbilancia sulle cifre business dei dolci legati alla Pasqua Marco Brandani, presidente del Gruppo Lievitati da Ricorrenza di Unione Italiana Food, ma dice che «il portafoglio ordini per il 2026 lascia sperare bene, anche se è presto per fare un bilancio», e sia per le uova sia per le colombe è atteso «un mercato stabile o in leggera crescita».
Stabilità dovrebbe esserci pure nei prezzi, anche se sul fronte uova le associazioni dei consumatori parlano già di un aumento medio di almeno il 5% per le famiglie, con punte che arrivano intorno al 10% per alcuni prodotti industriali rispetto al 2025, nonostante il calo delle quotazioni del cacao.
Il business atteso quindi dovrebbe discostarsi di poco dal 2025: secondo i dati che Uif diffonderà a breve il valore alla produzione delle colombe lo scorso anno è cresciuto del 3,5% superando i 90 milioni di euro. L’export delle colombe ha sfiorato le 1.237 tonnellate - circa 1,6 milioni di pezzi - pari al 5% della produzione, per un controvalore di 4,5 milioni di euro.
Sul fronte delle vendite retail, secondo le elaborazioni di NielsenIQ, lo scorso anno solare - comprensivo quindi delle promozioni post ricorrenza - le colombe hanno realizzato un giro d’affari di oltre 130 milioni di euro (+6,4%) in Gdo e discount con un aumento del prezzo medio del 6% circa. Mentre le uova hanno realizzato quasi 464 milioni di euro (+1,8%) a fronte di un aumento medio dei prezzi del +8,7 per cento.








