Peaks & Valleys, il nuovo brand di Marilisa Allegrini che vuole rinnovare il vino veronese
Un progetto definito «di rottura» dal suo ideatore Andrea Lonardi punta a unire sotto un unico brand i vini le etichette di diverse denominazioni del territorio: Valpolicella, Lugana e Soave. Investimento da 8 milioni sulla nuova cantina di Villa della Torre, brand che resterà riservato alla produzione più classica di fine wines
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Valpolicella ma non solo. Dal Lugana al Soave, Verona e il suo terroir sono al centro del nuovo progetto del Gruppo Marilisa Allegrini, che a un anno dalla sua nascita arricchisce e ridefinisce la composizione della sua offerta.
Nasce infatti “Peaks & Valleys”, un marchio che trae ispirazione, e così è scandito graficamente, dal profilo alternato delle cime e delle valli che si snodano parallele da nord a sud alle spalle di Verona. E che ha lo scopo di raccontare in profondità tutte le declinazioni vitivinicole del territorio scaligero, con un occhio attento alle nuove tendenze di consumo; e quindi con vini freschi ed equilibrati, dal tenore alcolico che non dovrebbe superare i 12,5 gradi. Per ora sono pronte 50mila bottiglie, ma le ambizioni sono di crescita, anche con l’ingresso di nuovi vini in futuro (il prossimo potrebbe essere uno spumante).
Parallelamente sarà ancora più approfondito e votato alla qualità il lavoro sulle etichette di Villa della Torre, che da ora in poi caratterizzeranno i vini che nascono tra le mura dell’omonima villa cinquecentesca, fortemente voluta da Marilisa in passato e divenuta sede del Gruppo dopo la separazione dall’altro ramo della famiglia. La Villa avrà un ruolo centrale anche per quel che riguarda l’attività di hospitality con eventi e vendita diretta, e vedrà nascere una nuova avveniristica cantina, per cui è previsto un investimento da 8 milioni di euro: il progetto non è ancora noto, ma questa dovrebbe svilupparsi almeno in parte sotto i terreni e le vigne all’interno delle mura della villa.
In attesa di conoscere i risultati economici del primo anno di attività del Gruppo - si preannunciano positivi ma saranno resi noti a inizio aprile - prosegue anche il lavoro di sviluppo sul “versante toscano” che ha un peso preponderante in termini di giro d’affari: anche in questo caso si punta a crescere molto dal lato dell’ospitalità con un nuovo headquarter che dovrebbe nascere a breve a Bolgheri.
Il business plan a fine 2027 vede Poggio al Tesoro (quinta cantina per grandezza nel Bolgherese) raggiungere i 7 milioni di fatturato e San Polo (Montalcino) i 3 milioni, con Villa della Torre e Peaks & Valleys prudenzialmente fermi a un milione. Risultati a cui si aggiungeranno i ricavi di ospitalità di gruppo previsti a quota 2 milioni.
Gli investimenti dietro l’operazione di “riordino del ramo veneto” del Gruppo assumono maggior valenza se si considera che avvengono in un momento non facile per tutto il mondo del vino: sarà ovviamente il mercato a dare un giudizio concreto sull’operazione, ma intanto va riconosciuto il coraggio di Marilisa Allegrini che, con le figlie Carlotta e Caterina, ha voluto tornare a puntare fortemente sulle potenzialità di un inedito racconto del territorio veronese, puntando sulla carica innovativa che è alla base dei nuovi prodotti pensati dal Master of Wine Andrea Lonardi, “strategic & executive advisor” del Gruppo dal maggio scorso.








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