Dichiarazioni dei redditi

Partite Iva, ecco il software delle Entrate per calcolare quanto pagare

Al via il concordato con il Fisco. Primo test per 2,7 milioni di autonomi e imprese con le pagelle fiscali, a luglio toccherà ai forfettari

di Marco Mobili e Giovanni Parente

2' di lettura

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Al via il calcolo del concordato preventivo biennale per le partite Iva. Dopo mesi di attesa l’agenzia delle Entrate ha pubblicato sul suo sito nella serata di sabato 15 giugno il programma di calcolo destinato ai 2,7 milioni di partite Iva che compilano le pagelle fiscali (i cosiddetti Isa). Per autonomi, ditte individuali e professionisti in flat tax (il regime forfettario) i tempi di attesa saranno più lunghi di un mese: il programma sarà diffuso, infatti, entro il 15 luglio.

Conto ridotto alla metà il primo anno

Tra le novità di maggior rilievo, la gradualità nella proposta del Fisco. Il miglioramento degli imponibili chiesto ai contribuenti sarà progressivo. In pratica il software di calcolo (la versione evoluta del programma «Il Tuo Isa» che si utilizza per le pagelle fiscale) chiederà un adeguamento in due step con uno uno sconto del 50% nell’anno del debutto. Come anticipato da «Il Sole 24 Ore» del 15 giugno, in estrema sintesi se l’aumento di reddito necessario a ottenere il «10» nella pagella fiscale sarà per esempio di 10mila euro, per accordarsi con l’amministrazione finanziaria sui redditi di quest’anno basterà un aumento di 5mila.

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I dati da indicare

Una volta scaricato il software, e controllate le parti già precompilate dal Fisco con i dati anagrafici e le serie storiche di ricavi e costi, isi tratterà di indicare tutto il set di dati necessari a calcolare il reddito come numero dei dipendenti, percentuale di utilizzo di materie di proprietà o acquistate da fornitori e i costi di produzione.

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Dal Pil all’ultimo triennio: le variabili in gioco

Sono diverse le variabili che entreranno in gioco per attualizzare il risultato finale a cui sarà chiesto di aderire al contribuente. Nell’elaborazione degli imponibili necessari a firmare il concordato preventivo biennale con il Fisco il calcolo terrà conto, infatti, anche della crescita prevista dai documenti ufficiali di finanza pubblica. Come spiega il decreto ministeriale sulla nota metodologica firmato dal viceministro dell’Economia Maurizio Leo (pubblicato insieme all’allegato sulla «Gazzetta Ufficiale» il 15 giugno), per le «rivalutazioni prospettiche della proposta di concordato sono utilizzate le proiezioni macroeconomiche di crescita del Pil elaborate dalla Banca d’Italia».

Accanto alle condizioni macro del contesto economico, il software considererà anche la dinamica economica vissuta dalla partita Iva nell’ultimo triennio prospettando quindi richieste più modeste ad aziende con fatturati in calo.

Per l’adesione ci sarà tempo fino al 31 ottobre

Con il decreto correttivo sul concordato atteso in Consiglio dei ministri giovedì 20 giugno arriverà uno slittamento dei termini per l’adesione al nuovo concordato preventivo. Attualmente la scadenza è fissata al 15 ottobre ma l’intenzione del Governo è spostare il termine al 31 ottobre. Inoltre il 31 ottobre diventerà a regime (quindi non solo per il 2024) la data ultima di trasmissione telematica dei modelli Redditi e Irap.

Il primo versamento entro il 30 novembre

Il primo test nei versamenti per il concordato preventivo sarà entro il 30 novembre, ossia entro la scadenza per il secondo acconto. Per chi effettua il calcolo con il riferimento ai dati storici, viene previsto un meccanismo con percentuali fisse. In pratica si tratterà di una maggiorazione risultante dalla differenza tra reddito concordato e reddito dichiarato per il 2023, che sarà considerata per il 15% nei contribuenti soggetti a pagelle fiscali e al 12% o al 4% per i forfettari.

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