Oscar 2026

Oscar: “Una battaglia dopo l’altra” trionfa con 6 statuette

Sentimental Value è il miglior film internazionale, Michael B. Jordan è il miglior attore, Jessie Buckley la miglior attrice

di Stefano Biolchini e Andrea Chimento

Sara Murphy e Paul Thomas Anderson.

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Trionfo al Dolby Theater di Los Angeles per il meraviglioso Una battaglia dopo l’altra di Paul Thomas Anderson che ha vinto le statuette per il miglior film, miglior regia, miglior attore non protagonista a Sean Penn, miglior casting (una novità di questa edizione), miglior sceneggiatura non originale e miglior montaggio. Anderson, regista di film cult come Boogie Nights, Magnolia, Il petroliere, Vizio di Forma e Il filo nascosto, ha così finalmente e meritatamente ottenuto la statuetta che gli era sempre mancata in passato: ce l’ha fatta con questo grande film giustamente premiato in questa novantottesima edizione degli Academy Award, condotta da Conan O’Brien. La serata, particolarmente veloce nello svolgimento e senza grandi scossoni da un punto di vista maggiormente politico, ha avuto uno dei suoi momenti più emozionanti con la premiazione del miglior film internazionale, andato meritatamente al norvegese Sentimental Value: a consegnare la statuetta è stato Javier Bardem che ha esordito con un emblematico “No alla guerra, Palestina libera”. A ritirare il premio il regista Joachim Trier che, citando lo scrittore americano James Baldwin, ha detto “tutti gli adulti sono responsabili per tutti i bambini”, e ha aggiunto: “non votate per i politici che non lo accettano”. 

Le immagini più belle della serata

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L’assenza assordante di Motaz Malhees di La voce di Hind Rajab

E a proposito di politica, se in apertura di serata si è fatta satira su l’AI e sugli Epstein files, qualche parola la si sarebbe potuta e dovuta spendere per la mancata presenza in sala dell’attore Motaz Malhees, protagonista del film La voce di Hind Rajab, toccante lungometraggio sulla tragedia del popolo palestinese, candidato nella cinquina dei migliori film internazionali, a cui gli Stati Uniti non hanno permesso l’ingresso nel paese a causa della cittadinanza palestinese.

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Il red carpet

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Miglior attore Michael B. Jordan

Michael B. Jordan è il miglior attore protagonista, per I peccatori, ben oltre le previsioni che davano per favorito fino a poche settimane orsono Timothée Chalamet che, con le sue controverse dichiarazioni su Opera e Balletto, ha visto scemare le sue chances di vittoria.

Jessie Buckley miglior attrice

L’attrice irlandese Jessie Buckley (strepitosa) ha vinto come miglior attrice protagonista per Hamnet.

Altre statuette di peso sono andate al già citato Sean Penn (Una battaglia dopo l’altra) che, per protesta e senza dare motivazioni, non è andato a ritirare il premio (questo è il suo terzo Oscar), mentre la miglior attrice non protagonista è Amy Madigan per il potente horror Weapons.  Il premio per i migliori costumi se lo è aggiudicato Frankenstein, che ha vinto anche per la miglior scenografia e miglior trucco e acconciatura; mentre miglior film d’animazione è il sopravvalutato KPop Demon Hunters (avremmo di gran lunga preferito La piccola Amèlie), vincitore anche dell’Oscar per la miglior canzone originale con Golden. 

"Una battaglia dopo l'altra" trionfa ai Critics Choice Awards

Miglior fotografia

Migliori effetti speciali sono quelli di Avatar – Fuoco e cenere, mentre F1 ha vinto per il miglior sonoro. La statuetta per la miglior colonna sonora va a Ludwig Goransson per I peccatori, film che si è aggiudicato anche il premio per la miglior fotografia e miglior sceneggiatura originale: forse la produzione sperava anche nel titolo di miglior regista e miglior film, ma il record di 16 nomination lo consegna comunque alla storia degli Oscar. Infine, da segnalare il titolo di miglior documentario andato al potente Mr. Nobody Against Putin.

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