Oscar 2026

Oscar, “Una battaglia dopo l’altra” è uno dei capolavori del secolo

Il memorabile film di Paul Thomas Anderson ha così superato la concorrenza de “I peccatori” di Ryan Coogler

di Stefano Biolchini e Andrea Chimento

Paul Thomas Anderson

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Non servivano certo gli Oscar per farcelo capire, ma quando un premio è meritato fa sempre e comunque piacere commentarlo: Una battaglia dopo l’altra è il film dell’anno, anche per gli Academy Awards, che gli hanno tributato la statuetta più importante di questa 98esima edizione. E stavolta siamo pienamente d’accordo con la Academy!

Le immagini più belle della serata

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Paul Thomas Anderson

Il (capo)lavoro di Paul Thomas Anderson ha così superato la concorrenza de I peccatori di Ryan Coogler, film che rappresentava una vera minaccia per il vincitore, soprattutto perché partiva dalla cifra record di ben 16 nomination.

Incominciamo dal suo autore, Paul Thomas Anderson, vincitore anche degli Oscar per la miglior regia e per la miglior sceneggiatura non originale, che da ormai tanti anni è uno dei più grandi autori in attività: Una battaglia dopo l’altra è infatti l’ennesimo tassello di quello straordinario mosaico che è la sua filmografia, composta da altri titoli portentosi come Magnolia, Il petroliere, The Master, Il filo nascosto o Licorice Pizza.

Il red carpet

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“Vineland” di Thomas Pynchon

Alla base di Una battaglia dopo l’altra c’è il romanzo “Vineland” di Thomas Pynchon (autore da cui Anderson aveva già tratto il notevole “Vizio di forma”), un’ispirazione piuttosto evidente anche se poi il film prende strade narrativamente diverse, pur rimanendo molto fedele allo spirito di uno scrittore complicatissimo da portare sul grande schermo e per il quale si percepisce che il regista provi una vera e propria venerazione.

Al centro della trama c’è Bob Ferguson, un ex rivoluzionario afferente al gruppo politico French 75, che ha cresciuto la figlia sedicenne Willa completamente da solo.

Quando lo storico nemico dei French 75, il colonnello Steven J. Lockjaw, ricompare nella loro vita, Bob Ferguson si lancerà in una disperata ricerca per ritrovare sua figlia e cercare allo stesso tempo di salvarsi.

Girato in pellicola

Girato in pellicola, il film è una vera e propria esperienza audiovisiva, dotata di un ritmo altissimo per l’intera durata (circa 160 minuti), valorizzata da una fotografia precisissima e dalla battente musica di Jonny Greenwoord, compositore geniale e membro dei Radiohead, il cui costante tappeto sonoro contribuisce al coinvolgimento che il film offre dalla prima all’ultima sequenza.

 

Il grande respiro politico e la capacità di divertire

 

“Vineland” è stato pubblicato nel 1990, ma Pynchon non a caso aveva scelto di ambientarlo nel 1984, anno della rielezione del presidente Reagan. Dalla base di quel testo, Anderson costruisce un adattamento che parla dell’America di oggi, del razzismo, dell’orrore generato dal potere e di quel tossico suprematismo bianco che è uno dei temi centrali dell’intera operazione.

Il profondo lato politico di Una battaglia dopo l’altra (che ha vinto anche gli Oscar per il miglior montaggio, il miglior casting e il miglior attore non protagonista, andato a Sean Penn) trova comunque un perfetto equilibrio con il fortissimo intrattenimento che il film riesce a regalare, grazie anche a sequenze estremamente divertenti inserite in un’atmosfera paranoica e grottesca, così come spesso sembra essere il nostro presente.

Per tutte queste ragioni non è soltanto il film dell’anno, ma l’opera d’arte che stavamo aspettando da tempo, in grado di rappresentare con tale potenza e profondità il periodo che stiamo vivendo. L’Oscar lo aiuterà a rimanere ancora di più negli annali, anche se, come dicevamo all’inizio e come abbiamo scritto fin dalla sua uscita in sala, non ce ne sarebbe stato forse bisogno: Una battaglia dopo l’altra è uno dei capolavori del nostro secolo, una nuova tappa nella storia del cinema di ogni tempo.

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