Cronaca giudiziaria

Garlasco, esiti finali su garza: in 2 prelievi su 3 stessa contaminazione

La comparazione dunque, compresi i profili già prelevati, riguarderà almeno 30 persone.

a cura di Enrico Bronzo

Aggiornato il 15 luglio 2025 alle ore 16:00

La villetta di Garlasco dove nel 2007 è stata uccisa Chiara Poggi, 12 marzo 2025.  Ansa/ Stefano Rottigni

4' di lettura

4' di lettura

Sul delitto Garlasco tra le cose certe, oggi 15 luglio, c’è che da mesi, e in maniera crescente, le tv, in Lombardia anche locali, vanno in onda per ore quasi tutte le sere parlando delle nuove indagini sull’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto il 13 agosto 2007, ospitando complessivamente un numero, anche questo crescente, di avvocati, giornalisti, investigatori, consulenti scientifici, forze dell’ordine. Ieri sera ho sentito parlare della suola della scarpa che ha lasciato traccia sul luogo del delitto che sarebbe a pianta rettangolare...

Un’altra certezza è che sulla garza della bocca di Chiara non c’è materiale né di Alberto Stasi né di Andrea Sempio. Il quale, essendo unico indagato, prima o poi dovrà sapere il suo destino. Quindi:

Loading...

I tre scenari

In un’indagine penale, l’esito può portare a tre scenari principali:
1) il proscioglimento: l’indagato non verrà processato, spesso per mancanza di prove o perché il fatto non costituisce reato;
2) il prolungamento delle indagini: il pubblico ministero ha bisogno di più tempo per raccogliere elementi utili;
3) il rinvio a giudizio: comporta l’inizio del processo penale vero e proprio.

I termini a disposizione del pubblico ministero per svolgere le indagini, in seguito all’iscrizione del nominativo dell’indagato nel registro delle notizie di reato, prevedono una durata massima di due anni se le indagini preliminari riguardano gravi reati tra i quali l’omicidio.

 Come ricostruito dalla redazione Pavia de “Il giorno”, l’’11 marzo 2025, Andrea Sempio si è ritrovato di nuovo indagato, a seguito di una nuova consulenza sul Dna, promossa dalla Procura di Pavia oggi guidata da Fabio Napoleone. A dare il via ai nuovi accertamenti è stata l’avvocata Giada Bocellari, legale di Stasi (insieme all’avvocato Antonio De Rensis, ndr), che ha affidato a un laboratorio tedesco di genetica di fama internazionale il compito di analizzare nuovamente i reperti biologici, i quali hanno dato esito positivo (riscontrato anche dalla Procura): sulle unghie di Chiara Poggi, in più punti, sarebbero presenti tracce di Dna riconducibile a Sempio.

L’accusa contestata al 37enne è omicidio in concorso con ignoti o con lo stesso Alberto Stasi, che è stato precedentemente condannato per l’omicidio della fidanzata Chiara Poggi. In altre parole quest’accusa non assolve Stasi, perché la sentenza a suo carico non è stata messa in discussione da nessuna revisione.

Periti: in bocca a Chiara Poggi dna da contaminazione

Scrive l’agenzia LaPresse; sulla garza utilizzata per raccogliere materiale dalla bocca di Chiara Poggi c’è dna da contaminazione. Lo ha appreso il 14 luglio 205 LaPresse da fonti informate sull’incidente probatorio in corso disposto dalla gip di Pavia Daniela Garlaschelli e affidato al perito della scientifica, Denise Albani. Il cosiddetto “Ignoto 3”, il profilo di dna maschile sulla garza utilizzata per raccogliere materiale dalla bocca di Chiara Poggi, è compatibile con quello dell’assistente del medico legale Dario Ballardini che eseguì l’autopsia sul corpo della 26enne uccisa il 13 agosto 2007.

Secondo quanto ricostruito nella bocca di Poggi non fu effettuato un vero tampone orale come in altre parti del cadavere ma la garza fu utilizzata per raccogliere materiale da confronto con gli esiti dell’analisi delle tracce ematiche sulla scena del crimine di Garlasco.

Dei due campioni utilizzabili della garza anche oggi nella ripetizione dei test uno ha avuto un match all’80% con l’assistente del medico legale.

Delitto Garlasco, nella bocca di Chiara Poggi dna da contaminazione

Sul secondo si vede sia il profilo Y del professionista che un altro profilo in quantità che viene definita “infinitesimale”, non riconducibile ad un’azione violenta nella zona faringea della vittima e da “contaminazione”. La ricostruzione più probabile è che questa sia avvenuta in sala autoptica maneggiando la garza o toccandola con oggetti a loro volta contaminati.

Questa è una delle ricostruzioni, altri siti cavalcano invece la pista dell’ignoto veramente ignoto, quindi, presente il giorno del delitto il 13 agosto 2007. Ovviamente ci sono titoli sui siti come “Delitto di Garlasco, l’ombra del terzo uomo: ora è caccia ad ignoto 3”: ombre, caccia, il lettore viene portato più o meno consapevolmente in un film thriller con tanto di possibile - gradito? - colpo di scena.

Dna ignoto 3 sarà comparato con almeno 30 persone

Ci dovrebbe essere anche chi si occupò di riesumare il corpo di Chiara Poggi per prendere le impronte dattiloscopiche, tra coloro che potrebbero essere sottoposti a tampone per verificare se il Dna maschile individuato nel cavo orofaringeo sia o meno una contaminazione. I prelievi per la comparazione dovrebbero essere fatti a tutti quelli che sono entrati in contatto col cadavere. La comparazione dunque, compresi i profili già prelevati, riguarderà almeno 30 persone.

Esiti finali su garza, in due prelievi su tre stessa contaminazione

Alle 15 del 15 luglio 2025 viene diffuso dalle agenzie un nuovo risultato sul fronte dell’incidente probatorio sul delitto di Chiara Poggi. Sono 3 - invece di 2 - su 5 i risultati ‘utili’ sul fronte della garza che è stata usata nella bocca della 26enne per raccogliere il suo materiale genetico da confrontare con le tracce dell’omicidio del 13 agosto 2007 a Garlasco. E anche la replica sulla terza traccia ha restituito un presunto inquinamento. Di questa ripetizione ne dà conto la mail della genetista Denise Albani – scelta dalla giudice per le indagini preliminari di Pavia Daniela Garlaschelli - inviata nella tarda mattinata ai consulenti del nuovo indagato Andrea Sempio, del condannato Alberto Stasi e della famiglia della vittima.

Sulla garza di pochi centimetri usata in sede di autopsia, e che ha toccato tutte le pareti della bocca della giovane, sono stati fatti 5 prelievi.

1) uno ha mostrato un aplotipo Y (linea maschile) compatibile al 99% con Ernesto Gabriele Ferrari l’assistente del medico legale;

2) un secondo è in parte sovrapponibile a Ferrari e in parte no (fino a qui gli elementi noti);

3) la seconda replica odierna ha restituito anche nel terzo prelievo una traccia mista di Ferrari e dello stesso materiale ignoto. Si tratta di un campione ancora più eseguo e degradato degli altri due e che avvalora che la garza fosse già contaminata prima del prelievo.

In tutti e tre i casi si tratta di campioni che sono inferiori a una sola cellula (tra i 2 e i 4 picogrammi) rispetto alla quantità della vittima (presente con concentrazioni nell’ordine dei 40.000 picogrammi) e che la logica e la scienza lega a un “inquinamento”.

E che questa sia l’ipotesi a cui crede l’esperta del giudice è anche legata alla sua richiesta di “qualche specifica in più” al medico legale Marco Ballardini per capire come e da chi è stata maneggiata la garza durante l’autopsia.

Riproduzione riservata ©
Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti