Paralimpiadi al via, il capitano dell’Ucraina: «Ogni medaglia è per la nostra patria in guerra»
Grygorii Vovchynskyi, capitano dell’Ucraina: «Molti Paesi sostengono l’Ucraina e noi sentiamo le loro voci, le vostre voci»
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Doveva essere una festa la Paralimpiade per i 35 rappresentanti (25 atleti e 10 guide) della Nazionale paralimpica dell’Ucraina e invece la guerra li insegue anche qui con la riammissione di russi e bielorussi alle gare con inno e bandiera.
Per un ucraino è inaccettabile dividere un podio con uno di loro. Grygorii Vovchynskyi, il capitano della Nazionale, 37 anni, ha la voce piana e ferma: «Oggi rappresentare il mio Paese significa far parte di una Nazione forte che affronta il nemico ogni giorno. Ognuno deve combattere al proprio posto e io sono qui pronto a dare il meglio nelle gare di biathlon e sci di fondo. Ognuno di noi sarà responsabile verso sé stesso e il nostro Paese».
Che ogni medaglia sia più di un successo personale ce lo ha ricordato proprio Vovchynskyi quando, a Pechino 2022, con l’invasione russa iniziata da pochi giorni, vinse l’oro nel biathlon e sul podio trattenne a stento le lacrime.
L’Ucraina vanta una prestigiosa tradizione nel mondo paralimpico: a Parigi 2024 era settima nel medagliere, a Pechino 2022 seconda (29 medaglie) dietro agli irraggiungibili padroni di casa della Cina (61).
Già dopo l’indipendenza, nel 1991, il Paese ha avviato il progetto Invasport, per portare su tutto il territorio la cultura dello sport per le persone con disabilità e lo ha fatto con centri regionali di avviamento allo sport. Così, anno dopo anno, la Nazionale è cresciuta e anche nella sfilata di Parigi 2024 è stata la più applaudita: «Sentiamo il sostegno del mondo – conclude il capitano -. Molti Paesi sostengono l’Ucraina e noi sentiamo le loro voci, le vostre voci. Sentiamo parole di incoraggiamento e sento che siete con noi!».



