Giorgetti: «Non serve una manovra “lacrime e sangue” per ridurre debito». Panetta: «Nel secondo trimestre Pil stimato al +0,3%». Patuelli: «Ridurre tasse sul risparmio»
Il neoeletto Consiglio dell’Abi, che si è riunito dopo l’Assemblea annuale, accogliendo l’indicazione unanime formulata dal Comitato esecutivo, ha rieletto per acclamazione Patuelli Presidente dell’Abi
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I punti chiave
- Giorgetti: insolvenze su garanzie pubbliche sotto controllo
- «No politica industriale di incentivi a pioggia, focus su competitività»
- Panetta: Italia ha punti di forza ma no eccessivo ottimismo
- «Banche contribuiscano a rilancio economia italiana»
- «Aumento salari inevitabile per recupero potere d’acquisto»
- «Il calo dei tassi proseguirà con gradualità»
- «Lente Bankitalia su criptoattività banche»
- Patuelli: tassazione su risparmio è pesante, va ridotta
- «Servono misure per giovani e patrimonio imprese»
- Il presidente dell’Abi: «Completare l’unione bancaria e dei mercati»
- «Fintech competano con banche ad armi pari»
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L’obiettivo del Def per il Pil 2024 è alla portata. Non serve una manovra “lacrime e sangue” per ridurre il debito. In un “contesto globale instabile e incerto l’economia italiana conferma un’ottima tenuta, gli andamenti macroeconomici sono positivi” ha affermato il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, intervenuto all’assemblea dell’Abi, l’Associazione bancaria italiana, che si è svolta martedì 9 luglio a Roma. All’assemblea, aperta dal presidente Antonio Patuelli, è intervenuto anche il governatore di Bankitalia Fabio Panetta. Il neoeletto Consiglio dell’Abi, che si è riunito dopo l’Assemblea annuale, accogliendo l’indicazione unanime formulata dal Comitato esecutivo, ha rieletto per acclamazione Patuelli Presidente dell’Abi.
Il ministro dell’Economia del governo Meloni ha aggiunto che “negli ultimi 3 anni l’andamento della crescita è stato più sostenuto da altri paesi dell’area euro. I dati del primo trimestre sono in continuità con questo. Il rialzo del pil dello 0,3% è confortante perchè ad oggi la crescita acquisita sarebbe già pari allo 0,6 e salirebbe allo 0,9% se le stime del governatore fossero confermate”. Di qui, la conclusione di Giorgetti: “L’uscita dalla condizione di paese ad alto debito è un obiettivo raggiungibile” e “senza una manovra lacrime e sangue”. L’obiettivo può essere raggiunto “semplicemente” sulla base di “una seria politica di controllo della dinamica della spesa pubblica e di miglioramento dell’efficienza del prelievo fiscale, senza un inasprimento delle aliquote d’imposta”. “Sebbene l’andamento dell’economia risenta ancora di fattori di ordine sovranazionale - ha continuato il responsabile dell’Economia e delle Finanze -, in particolare le decisioni delle banche centrali, con tutte le cautele del caso siamo fiduciosi che l’obiettivo di crescita dell’1% fissato nell’ultimo DEF sia ampiamente alla nostra».
La sfida è il progressivo invecchiamento della popolazione. Una “tendenza demografica che - ha detto il responsabile del Mef - va invertita. Il governo continuerà e intensificherà le politiche a favore delle famiglie con figli a carico. Anche le banche facciano una riflessione su come contribuire a questa sfida”. “Il sistema bancario, finanziario e assicurativo può e deve contribuire al raggiungimento dei diversi obiettivi che attendono il nostro paese, anche affiancando l’operatore pubblico nel fornire supporto”.
“La banca - ha poi aggiunto Giorgetti, rivolgendosi alla platea - non è un algoritmo, metteteci il cuore”.
Giorgetti: insolvenze su garanzie pubbliche sotto controllo
L’andamento delle “insolvenze” sui prestiti bancari garantiti dallo Stato sui finanziamenti “è contenuto e sotto controllo”oltre che in calo, ha detto Giorgetti. Il ministro ha ricordato come dei 300 miliardi circa al 31 dicembre, più della metà (167) era riferito ai prestiti Covid e crisi energetica.






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