Primo grado

Marius Borg Høiby, figlio della principessa Mette-Marit, condannato a quattro anni di carcere per due stupri

È stato riconosciuto colpevole di due delle quattro accuse di stupro a suo carico e assolto dalle altre due.

di Enrico Bronzo

aggiornato il 28 agosto 2026

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Il norvegese Marius Borg Hoiby,  16 giugno 2022. (Lise Aserud/NTB via AP, File) AP

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Il 15 giugno 2026 Marius Borg Høiby, il figlio maggiore di Mette-Marit - prossima regina mentre re sarà il marito, il principe Haakon, dopo la morte il 28 agosto 2026 del Re Harald V - , è stato condannato a quattro anni di carcere per stupro.

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È stato riconosciuto colpevole di due delle quattro accuse di stupro a suo carico e assolto dalle altre due.

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Norvegia, figlio principessa ereditaria condannato a 4 anni per violenza sessuale

È stato inoltre condannato per aggressione e abuso all’interno di relazioni intime. Oltre alla pena detentiva, Høiby dovrà pagare un risarcimento alle vittime. Il 29enne doveva rispondere di un totale di 40 capi d’accusa, tra cui alcuni reati minori, quali aggressione, reati legati alla droga e violazioni di un ordine restrittivo: prevedevano una pena complessiva di 16 anni di carcere

Høiby non era presente in aula per motivi di salute e ha assistito alla lettura del verdetto tramite un collegamento video dal carcere. I pubblici ministeri avevano chiesto al Tribunale distrettuale di Oslo di condannarlo a sette anni e sette mesi di reclusione, mentre gli avvocati della difesa avevano sostenuto che dovesse essere assolto dalle accuse di stupro e ricevere non più di 18 mesi per i reati che aveva ammesso.

La richiesta della procura per Marius Borg Høiby

La procura di Oslo il 19 marzo 2026 ha chiesto una condanna a sette anni e sette mesi di carcere per Marius Borg Høiby, figlio della principessa ereditaria di Norvegia Mette-Marit, che compare in centinaia dei cosiddetti file Epstein, e dell’uomo d’affari Morten Borg, con cui lei ebbe una breve relazione.

È figliastro dell’erede al trono, il principe ereditario Haakon.

Tra le accuse figuravano ci sono quelle di stupro, maltrattamenti in una relazione intima ai danni di un’ex partner, atti di violenza contro un’altra persona e trasporto di 3,5 chili di marijuana. Altre accuse includono minacce di morte e violazioni del codice della strada.

 Il ventinovenne ammette alcuni dei reati, ma nega le accuse più gravi, tra cui lo stupro di quattro donne che non hanno potuto opporre resistenza.

“Lo stupro può lasciare cicatrici indelebili e distruggere vite”, ha affermato il pubblico ministero Sturla Henriksbø nell’ultima giornata del processo, durato sette settimane presso il tribunale di Oslo. “Questo può essere qualcosa che la vittima si porterà dentro per tutta la vita”, ha aggiunto.

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