Nordio all’Anm: mai messa in discussione l’indipendenza dei magistrati
Il Guardasigilli in una lettera inviata all’assemblea dell’Anm ha assicuratoi che «durante il mio servizio in via Arenula non potrà trovare un varco alcuna tentazione di sottoporre il pubblico ministero all’esecutivo»
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«Non c’è stato e non ci potrà mai essere alcun atto ministeriale che possa mettere in discussione l’indipendenza e l’autonomia della magistratura, patrimonio irrinunciabile della nostra democrazia». E’ quanto assicura il ministro della Giustizia Carlo Nordio in una lettera inviata all’assemblea dell’Anm dove era stato invitato a partecipare.
Nordio: caso Uss ho esercitato mie prerogative
L’iniziativa disciplinare nei confronti dei giudici della Corte d’appello di Milano che si sono occupati del caso Uss (il figlio di un potente politico siberiano vicino a Vladimir Putin che era stato arrestato in Italia lo scorso ottobre su richiesta degli Usa per riciclaggio ed export illegale di tecnologia militare americana in Russia e riuscito a fuggire dai domiciliari a Milano, ndr) non costituisce «un precedente non rassicurante», come voi temete. E questo perché, come ho detto dal Palazzo di Giustizia di Milano, «non c’è e non c’è mai stata una contrapposizione». C’è stato invece da parte del Ministro «l’esercizio di una prerogativa, nel rispetto dei doveri e delle funzioni attribuite dalla Costituzione». E ancora: «Auspico altre occasioni di dialogo dal vivo e di vivo costruttivo dialogo lungo il cammino delle riforme a cui lavoreremo». Con una rassicurazione finale: «Ribadisco la garanzia che durante il mio servizio in via Arenula non potrà trovare un varco alcuna tentazione di sottoporre il pubblico ministero all’esecutivo: i magistrati - tutti i magistrati - rispondono solo alla legge, nell’ambito degli equilibri costituzionali che regolano la separazione dei poteri. Altro caposaldo di uno Stato di diritto, che in quanto tale vive di continui bilanciamenti»
Uss, Anm:i n gioco indipendenza con iniziativa Nordio
Di diverso avviso l’Anm. «In gioco è un bene collettivo, di cui al più i magistrati possono essere custodi, attenti custodi che avvertono il dovere di lanciare l’allarme ove si avvedano che quel bene viene messo in pericolo. Il bene a cui alludo è l’indipendenza dei magistrati, come singoli e come ordine, dal Potere politico». Lo ha detto il presidente dell’Anm Giuseppe Santalucia,a proposito dell’iniziativa disciplinare promossa dal ministro della Giustizia nei confronti dei magistrati di Milano per il caso Uss, aprendo l’assemblea a Roma degli iscritti.
Anm: riforme magistratura ci allontanano da Costituzione
«La direzione in cui da anni si incamminano le riforme sulla magistratura ci sta allontanando progressivamente dal disegno della Costituzione. La prospettiva che prende sempre più consistenza è che la successiva tappa di questa continua esperienza riformatrice segni un ulteriore distacco da quella complessiva, essenziale, architettura» ha aggiunto Santalucia, parlando all’assemblea degli iscritti. E rispondendo al ministro Nordio sulla separazione delle carriere, Santalucia ha detto: «Nessuno, meno che mai i magistrati, pensa di condizionare nessuno, meno che mai il Parlamento»








