Le principali Istituzioni e stakeholder della Salute del nostro Paese, a testimonianza di come le malattie rare rappresentano un argomento di rilievo per tutte le parti del sistema, hanno approfondito il tema parlando di programmazione sanitaria, valutazione delle tecnologie (Hta), screening neonatale, horizon scanning, accesso regionale e ruolo dei presidi territoriali nella distribuzione dei farmaci.
«La Giornata delle malattie rare giunge alla 19a edizione - ha ricordato la presidente di Uniamo Annalisa Scopinaro -. Cinque anni fa abbiamo iniziato un viaggio ideale attraverso il quale scandire il percorso delle nostre persone nel loro approccio alla patologia: dal percorso diagnostico alla presa in cura olistica, passando dalla necessità degli approfondimenti legati alla ricerca. Quest’anno la Giornata ha come focus l’accesso equo, tempestivo e omogeneo a terapie e trattamenti non farmacologici».
Solo per il 5% delle patologie rare esiste un trattamento farmacologico specifico, quasi mai una cura. Esistono tempi diversi di accesso ai farmaci a livello regionale e se le patologie sono sottodiagnosticate i tempi si allungano ulteriormente. Per la maggior parte delle malattie rare i trattamenti riabilitativi, la logopedia, la psicomotricità, il supporto psicologico, i dispositivi medici , sono l’unico modo per migliorare sensibilmente la qualità della vita dei pazienti e delle loro famiglie. La Legge 175/2021 ha statuito il diritto a questi trattamenti, che dovrebbero essere erogati con continuità e uniformemente su tutto il territorio nazionale.
Italia ai primi posti in Ue
«L’Italia ha approvato 146 farmaci orfani sui 155 autorizzati da Ema, che significa il 94,2% del totale: un dato che ci colloca al secondo posto in Europa dopo la Germania; il nostro Paese è un punto di riferimento per la gestione delle malattie rare nella Ue, ma esistono ancora diversi margini di miglioramento sui quali lavorare in un’ottica di sistema, tra questi senza dubbio la semplificazione dell’accesso attraverso procedure più snelle e una distribuzione territoriale sempre più efficiente.
Infine, la ricerca per cui serve un ulteriore potenziamento», ha spiegato il sottosegretario alla Salute con delega alle malattie rare Marcello Gemmato. Che ha ricordato però il primo posto sul fronte degli screening neonatali: «Con l’aggiornamento dei Livelli essenziali di assistenza abbiamo inserito il test per la Sma e per 8 nuove malattie rare confermando il primato dell’Italia nel mondo e questo è un elemento a cui contribuiscono in modo trasversale maggioranza e opposizione».