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Titoli di Stato sotto tiro
Non si arresta l’ondata di vendite sul segmento dei governativi. Perché? Ne parliamo con Andrea Campisi, senior investment manager di Pictet AM
Ascoltalo oradi Sissi Bellomo
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I prezzi dei metalli ora hanno preso a scendere, in qualche caso in modo vertiginoso: il palladio ad esempio, usato nelle marmitte catalitiche e di solito rifornito per il 40% dalla Russia, è arrivato a perdere il 17% solo nella seduta di lunedì 14, riportandosi sotto 2.500 dollari l’oncia, un migliaio di dollari in meno rispetto al record storico della settimana scorsa.
I ribassi, sia pure meno vistosi, interessano da qualche giorno anche i non ferrosi quotati al London Metal Exchange, compreso l’alluminio (sceso intorno a 3.300 dollari per tonnellata dagli oltre 4mila che aveva raggiunto) nonostante i il ruolo importante della russa Rusal, le cui esportazioni calano: una marcia indietro che ha avuto l’effetto sorprendente di far sparire – per tutti i metalli – la backwardation, ossia il sovrapprezzo delle forniture a pronti rispetto a quelle per consegna più lontana nel tempo, tipico dei periodi in cui c’è scarsità di offerta.
In realtà i problemi sono tutt’altro che scomparsi dall’orizzonte e su un mercato che resta super volatile il rally rischia di riaccendersi. Tanto per cominciare non si è attenuato l’allarme sulle forniture dalla Russia, diminuite a causa delle sanzioni e non facili da sostituire. E poi a complicare la situazione c’è il caso nickel, anche se presto il metallo potrebbe tornare ad essere negoziato al London Metal Exchange, dove gli scambi sono sospesi da martedì 8 marzo.
Nella serata di lunedì 14 il colosso cinese Tsingshan – che aveva fatto da detonatore alla crisi – ha comunicato di aver concluso un accordo preliminare con un pool di banche creditrici guidato da Jp Morgan Chase e di cui fanno parte anche Bnp Paribas e Standard Chartered.
Gli istituti concedono una tregua sui margin call, le richieste di integrare i margini di garanzia per operare sul mercato, che nel caso di Tsingshan avevano assunto proporzioni epiche. Nel frattempo si continua a trattare per nuove linee di credito garantite da asset minerari e industriali, che permettano al gruppo cinese di non abbandonare il Lme.