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A Natale è l’ora di riscoprire Moscato, passito e vin santo: ecco gli abbinamenti

Poco consumati durante l’anno sono vini pregiati della tradizione che si sposano perfettamente con panettone, pandoro, torrone e panpepato. Ma anche con i formaggi.

di Cristiana Lauro

Ecco come abbinare i vini dolci con le golosità del Natale

2' di lettura

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Il periodo natalizio rappresenta la rivincita delle preparazioni dolci sulle nostre tavole. Messe un po’ all’angolo durante il resto dell’anno – per questioni legate soprattutto alla linea – godono di un’impennata nei consumi durante le festività, grazie alla riscossa delle loro punte di diamante che il mondo ci invidia e richiede anche “fuori stagione” (alla faccia del Pudding).

Panettone, pandoro, torrone, panpepato, struffoli e un’infinità di ricette con varianti regionali e locali, accompagnano pranzi e cene in famiglia che diventano vere e proprie maratone caloriche.
E non vogliamo accompagnare queste golosità adeguatamente? La scelta migliore per me è quella di abbinarli per concordanza, rispolverando quei vini dolci che, purtroppo, seguono il medesimo destino delle preparazioni culinarie, finendo per essere un po’ accantonati, quando in realtà mostrano versatilità e abbinamenti ottimi anche sul salato, come ad esempio con i formaggi.

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Mi piace ricordare ancora una volta – a costo di ripetermi abusando della vostra pazienza – che il gusto dolce è dominante e pertanto non va contrastato. Ecco perché consiglio caldamente l’abbinamento per assonanza e non per contrasto.

Veniamo a noi. Il re della convivialità è il Moscato d’Asti, ovviamente per la sua dolcezza naturale e la delicata effervescenza. A mio avviso è un ottimo compagno del fine pasto natalizio, in grado di esaltare dessert amatissimi come il pandoro, soprattutto se arricchito con una cucchiaiata di crema pasticciera o, perché no, una chantilly. Moscato che, nella versione ferma e passita piemontese, può accompagnare alla grande anche il panettone, aromaticamente più complesso dell’eterno cugino-rivale veronese, soprattutto nelle versioni più elaborate (e di moda) sfornate dai maestri pasticceri.

Passando al torrone: è ovviamente importante la tipologia. Se ricoperto di cioccolato, ad esempio, si accompagna bene con un Sagrantino Passito, dato che i toni dell’amarena e dei frutti di bosco ben si abbinano al cacao. Nella versione bianca invece la sapidità di un Passito di Pantelleria può bilanciare la dolcezza del miele, richiamandolo aromaticamente e gustativamente.

Trovo interessante anche il discorso del Vin Santo; le complessità speziate e di frutta disidratata scoprono un matrimonio perfetto col panpepato, in un dialogo molto più costruttivo del fin troppo inflazionato cantuccio toscano.

Per concludere una dritta sui vini dolci: nel caso ne dovesse avanzare qualche dito nella bottiglia, non preoccupatevi! Potete ritapparli e rimettere tranquillamente nel frigorifero. Lo zucchero è un ottimo conservante e rende questi vini molto resistenti e duraturi anche a bottiglia aperta. A maggior ragione se, come nel caso del Vin Santo, l’ossidazione naturale ne ha impreziosito l’affinamento in cantina prima dell’imbottigliamento.


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