Fisco, modello 730 fai da te per altri 5 milioni di contribuenti Irpef
Chi è senza partita Iva potrà dichiarare anche i redditi finanziari
di Marco Mobili e Giovanni Parente
2' di lettura
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Un modello 730 con una base sempre più ampia. L’allargamento della platea della dichiarazione dei redditi semplificata (e fai da te) arriva con il decreto attuativo della Delega fiscale sulla semplificazione degli adempimenti, che dopo l’approvazione definitiva in Consiglio dei ministri, prima di Natale, è stato firmato dal presidente della Repubblica e si appresta a sbarcare in «Gazzetta Ufficiale» forse già il 10 gennaio. L’operazione in realtà è articolata e si muove su più fronti.
Modello già utilizzato da 20 mln di contribuenti
Per quanto riguarda lo specifico del 730, che è il modello già utilizzato da oltre 20 milioni tra lavoratori dipendenti e pensionati, resta comunque lo spartiacque dell’avere o meno una partita Iva aperta.
Quindi, è bene ribadirlo, chi ha una propria posizione Iva (anche se nel regime forfettario) come autonomo, imprenditore o professionista dovrà continuare a utilizzare il modello Redditi. Ma per chi non ha la partita Iva, il modello 730 diventerà lo strumento per dichiarare altri redditi, che finora non erano compresi nel perimetro.
È il caso, ad esempio, dei redditi di natura finanziaria e di chi ha effettuato investimenti all’estero. Ma non solo, perché anche chi ha un sostituto d’imposta, che effettua rimborsi o conguagli, potrà avvalersi della possibilità di presentazione senza sostituto chiedendo alle Entrate il rimborso se spettante o pagando l’eventuale debito d’imposta. Ritocchi che potrebbero far salire complessivamente la platea del 730 - come ricordato dalle osservazioni presentate da Confindustria presso le commissioni parlamentari prima dell’approvazione dei pareri al decreto - di oltre 5 milioni di contribuenti, pari al 59% dei soggetti che attualmente presentano il modello Redditi persone fisiche (quello che una volta si chiamava Unico).
Possibili incognite dietro l’angolo
Connesse alle opportunità, potrebbero esserci anche delle incognite dietro l’angolo. Ad esempio, proprio le osservazioni di Confindustria facevano notare ai parlamentari come potrebbero sorgere complicazioni nel passaggio in corso d’anno da una platea all’altra di contribuente. Il caso più lampante è quello dell’apertura o della chiusura della partita Iva. Per questo sarà decisivo il provvedimento che l’agenzia delle Entrate dovrà adottare, previa consultazione delle categorie produttive e dei commercialisti, per fissare le modalità attuative dell’ampliamento di soggetti interessati.


