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Credit: Gianfranco Ferraro per Save the children
Lo scorso anno sono arrivati in Italia 18.625 minorenni soli
Laconica la descrizione che la legge italiana fornisce di questi giovani. Il minore non accompagnato è «il minorenne non avente cittadinanza italiana o dell’Unione europea che si trova per qualsiasi causa nel territorio dello Stato o che è altrimenti sottoposto alla giurisdizione italiana, privo di assistenza e di rappresentanza da parte dei genitori o di altri adulti per lui legalmente responsabili in base alle leggi vigenti nell’ordinamento italiano». In base al report del ministero del Lavoro lo scorso anno in Italia sono arrivati 18.625 minori non accompagnati, circa 4.600 in meno rispetto al 2023. Sono per lo più maschi (88,4%) quelli giunti in Italia nel 2024. Solo il 13,7% di età compresa fra i 7 e i 14 anni. Quasi il 78% ha più di 16 anni (di questi, il 57% ha 17 anni e il 21% ne ha 16). Le ragazze sono solo 2.227 e rappresentano l’11,6% del totale. Sono soprattutto di origine ucraina, giunte in Italia per fuggire dalla guerra. Secondo il cruscotto del ministero dell’Interno nel 2025, dall’1 gennaio al 16 giugno 2025 sono giunti in Italia 4.720 minori non accompagnati.

Credit: Gianfranco Ferraro per Save the children
Nel 2024 in testa l’Egitto
L’accoglienza è solo il primo passo di un percorso di integrazione che deve essere in grado di fornire un orientamento, di aiutare i giovani negli studi, nelle scelte, nella realizzazione dei sogni di ognuno. Compreso quello di ricongiungersi con familiari in altri Paesi. I minori soli giunti in Italia nel 2024 provengono soprattutto dall’Egitto (3.792), dall’Ucraina (3.503), dal Gambia (2.176), dalla Tunisia (1.789), dalla Guinea (1.512), dalla Costa d’Avorio (2884), dall’Albania (586), dal Bangladesh (487).
La tagliola dei 18 anni
Spegnere le candeline dei 18 anni per ragazzi e ragazze italiani è un rito di passaggio alla vita adulta, un momento di festa con famiglia e amici. Una occasione in cui ricevere gli auguri, scartare i regali e pensare al proprio futuro. Per i minori non accompagnati che arrivano in Italia soli, invece, quel compleanno è una soglia traumatica. Un momento che può interrompere di colpo il percorso di crescita. Perché al compimento dei 18 anni le strade si biforcano e solo alcuni ottengono dal Tribunale dei minorenni la possibilità di essere sostenuti fino ai 21 anni nell’accesso al mondo del lavoro, nella prosecuzione degli studi, nella ricerca di un’abitazione. Nel poter usufruire, insomma, di una rete di accoglienza e di inclusione. Gli altri devono cavarsela da soli. «Troppo spesso i minori non accompagnati - ricorda Niccolò Gargaglia, responsabile protezione minori di Save the children - restano per mesi in grandi centri privi di opportunità e una volta maggiorenni si scontrano con ostacoli burocratici e con notevoli difficoltà di inserimento lavorativo e abitativo». Perché una volta spente le 18 candeline i ragazzi devono disporre di un lavoro e di una abitazione autonoma per poter restare in Italia, tutte conquiste che richiedono tempo e sostegno. Molto difficile la fase di rinnovo dei documenti. Nel corso del 2023, 11.700 neo-diciottenni sono usciti dal sistema di accoglienza e protezione. Nello stesso anno i permessi rilasciati a seguito di conversione dal permesso per minore età sono stati 1.366. Si danno le impronte digitali, si fa la richiesta, poi si aspetta. E cresce l’ansia di questi ragazzi soli e con il futuro appeso alla validità dei documenti.
L’incontro col carcere per chi commette reati
I minori stranieri non accompagnati che commettono reati non dovrebbero essere accolti dal carcere ordinario, ma da istituti penali minorili. Ma non sempre le cose vanno così. «Almeno la metà dei minori che entrano nelle carceri minorili sono stranieri non accompagnati. La fase di identificazione è molto complessa. Non avendo i documenti - spiega Irene Testa, Garante dei detenuti della Sardegna - capita spesso di ritrovarli negli istituti per adulti e talvolta persino nei Cpr. Molti di loro provengono da ambienti molto poveri, vivono in strada, finiscono in contesti di microcriminalità. Con molte difficoltà riescono ad accedere a misure alternative o alle comunità alloggio. Un alto numero viene sottoposto a custodia cautelare negli istituti».
L’importanza del tutore volontario
«Una figura chiave nel percorso di crescita - sottolinea Niccolò Gargaglia, responsabile protezione minori di Save the children - può essere il tutore volontario, che fa le veci dei genitori nel seguire il percorso di crescita del minore». Secondo i dati dell’Autorità garante dell’infanzia e dell’adolescenza è in aumento il numero dei tutori volontari di minori stranieri non accompagnati. Gli iscritti negli elenchi tenuti dai tribunali per minorenni sono a quota 4.273, con un incremento dell’6,59% dal 31 dicembre 2023 al 30 giugno 2024. I distretti di Corte d’appello nei quali si sono riscontrati i maggiori incrementi sono Genova (58,33%), Firenze (42,37%), Milano (20,11%) e Trieste (15%). I tutori volontari, che prestano gratuitamente il loro sostegno, sono 531 a Torino, 524 a Roma, 481 a Venezia, 454 a Milano. I minori non accompagnati che vivono in Italia non sono solo numeri, ma giovani con aspettative e paure. Con la speranza di avere un futuro migliore. Futuro per ora ancora in bilico fra successi e fallimenti, fra vittorie e percorsi tutti in salita.