Minneapolis, proteste anche tra i Repubblicani: lascia il candidato governatore
Il ritiro di Madel, candidato governatore in testa tra i repubblicani, riflette la crescente divisione nel Gop sul ruolo dell’Ice e le conseguenze delle operazioni contro l’immigrazione in vista delle elezioni di midterm. Parole dure anche dal podcaster Joe Rogan e su Fox News
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Chris Madel, avvocato di Minneapolis in corsa (e in testa) come candidato repubblicano per la carica di governatore del Minnesota, annuncia che interrompe la sua campagna a causa della «ritorsione» del Grand Old Party contro il suo stato, definendo le operazioni dell’Ice come un «disastro totale». «Non posso sostenere la ritorsione dichiarata dei repubblicani a livello nazionale verso i cittadini del nostro stato, né posso considerarmi un membro di un partito che lo farebbe» dice Madel in un video pubblicato sui social della sua campagna. Aggiunge: «E’ chiaro che quello che sta accadendo in Minnesota è che persone del Dipartimento per la sicurezza interna fermano individui e, in alcuni casi, li trattengono semplicemente in base al colore della pelle senza alcuna ragionevole indicazione di una violazione della legge». Sostiene che agenti di polizia latinoamericani e asiatici che conosce personalmente sarebbero stati bloccati con il pretesto dell’eccesso di velocità, un ambito che - secondo lui - non rientra nelle competenze delle autorità per l’immigrazione.
Madel è noto per il suo stile diretto e talvolta aggressivo anche in aula. Nel 2024 ha difeso un agente della polizia statale del Minnesota accusato di omicidio in un caso molto seguito poi archiviato dai pubblici ministeri. Nelle ultime settimane ha fornito consulenza a Jonathan Ross, l’agente dell’immigrazione che all’inizio del mese ha ucciso sempre a Minneapolis Renee Good, la prima cittadina statunitense a cadere nella campagna Ice promossa in città dall’amministrazione Trump. La scorsa settimana la popolare senatrice democratica Amy Klobuchar ha presentato la documentazione per candidarsi alla carica di governatrice del Minnesota, ma Madel assicura che la sua decisione di ritirarsi non è legata alla nuova candidata.
Dopo l’uccisione di Alex Pretti, la seconda in un mese di un cittadino americano durante le proteste contro l’Ice a Minneapolis, si alzano diverse voci di repubblicani contro le tattiche e i metodi della polizia anti-immigrati di Donald Trump che «non può avere carta bianca», afferma la senatrice Lisa Murkowski. La nuova sparatoria «solleva seri dubbi all’interno dell’amministrazione sull’adeguatezza dell’addestramento delle forze anti-immigrati e gli ordini dati per portare a termine la missione», continua la repubblicana moderata, spesso voce critica di Trump. «Gli eventi a Minneapolis sono incredibilmente inquietanti, sono in gioco la credibilità di Ice e del dipartimento per la Sicurezza Nazionale, ci deve essere una piena inchiesta congiunta statale e nazionale, per dare al popolo americano la verità dei fatti» scrive Bill Cassidy, senatore della Lousiana.
«Ci deve essere un’inchiesta imparziale e attenta sulla sparatoria di sabato a Minneapolis» chiede il senatore del North Carolina Thom Tills che critica anche il fatto che l’amministrazione, come nel caso dell’uccisione di Renee Good nelle scorse settimane, abbiano subito affermato che si è trattato di legittima difesa. «Qualsiasi funzionario che affretta il giudizio e cerca di chiudere un’inchiesta prima che inizi, fa un incredibile disservizio alla nazione e al presidente Trump», conclude Murkowski chiede anche «una completa indipendente inchiesta» esortando anche le «commissioni del Congresso a svolgere audizioni».
Un’altra voce critica è quella del senatore repubblicano del Texas Ted Cruz che ha condannato la reazione dell’amministrazione Trump alle uccisioni da parte di agenti federali ICE a Minneapolis, in particolare il tono utilizzato nella comunicazione ufficiale. «Quello che penso l’amministrazione potrebbe fare meglio è il modo in cui descrive questi episodi: immediatamente, quando succede qualcosa del genere, escono con le armi spianate dicendo ’abbiamo eliminato un terrorista violento, evviva!’», ha affermato Cruz nel suo podcast lunedì. «Il problema è che, soprattutto per chi non segue attentamente la vicenda, se ti viene detto che si tratta di una madre di tre figli e non c’è alcuna indicazione, non sta sventolando una bandiera dell’Isis né indossa una cintura esplosiva, l’escalation della retorica non aiuta e anzi fa perdere credibilità» ha aggiunto il senatore.








