Eventi del vino

Milano Wine Week scommette sui giovani. NielsenIq: le nuove famiglie bevono meno ma premium

Al via la manifestazione milanese che punta su un format diffuso con 200 eventi diffusi in città: il 60% dei partecipanti nel 2024 erano Millennials o GenZ

di Emiliano Sgambato

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Sul “banco degli imputati” del calo dei consumi di vino c’è spesso chi appartiene alle fasce di età più giovani. Ma forse sarebbe più giusto dire che bevono meno ma meglio, almeno tra i 30 e i 40 anni. La quota dei loro acquisti sul totale è infatti in crescita e in genere riguarda bottiglie di qualità, più spesso bianchi e bollicine. Almeno questo è uno dei trend che emerge dall’analisi degli acquisti di vino delle famiglie italiane che NielsenIq presenterà durante la Milano Wine Week, la cui ottava edizione prende il via oggi 4 ottobre.

Come cambiano i consumi dei Millennials

«Tra gli acquirenti sono ancora più numerose le famiglie con responsabile d’acquisto over 55, senza figli e con un reddito al di sopra della media (29,7% del totale, in calo da 31,9% dello scorso anno) – spiega Eleonora Formisano, sales lead Smb & Global Snapshot Italy di Niq – e anche la loro spesa in valore risulta ancora la più elevata ma in calo (39,8% da 42,9%). Al contrario, le famiglie più giovani con figli e reddito sotto media, pur avendo un’incidenza minore sul totale (21,8%), registrano la crescita maggiore in termini numerici (la quota relativa in aumento sul totale, ndr) e di consumo e mostrano una propensione più significativa all’acquisto di prodotti premium».

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«Si tratta di un segnale evidente di come i Millennials (30-44enni, ndr) abbiano cambiato l’approccio al vino – commenta Federico Gordini, presidente di Milano Wine Week –. Questo pubblico ha polarizzato i propri consumi verso una wine experience più qualitativa e meno quantitativa, ed è lo stesso che traina fenomeni come ad esempio l’enoturismo. Invece potremo comprendere il comportamento degli attuali ventenni quando raggiungeranno i 30 anni, momento in cui emerge oggi il rapporto con il consumo di vino»

Non a caso Mww punta da sempre su Gen Z e Millennials, a cui apparteneva il 60% delle 15mila presenze del 2024. Merito della formula con 200 eventi diffusi che, a fianco alle più classiche masterclass e walk around tasting, «è aperta a nuove idee e vuole comunicare in modo innovativo un settore in grande trasformazione, mettendolo in correlazione con musica, arte, architettura, innovazione» dice Gordini.

«Abbiamo voluto costruire un progetto che fosse sempre più inclusivo e contemporaneo, capace di parlare alle nuove generazioni grazie a un linguaggio pop e alla sua natura fortemente esperienziale, ma anche in grado di valorizzare il patrimonio straordinario dei nostri territori e dei nostri produttori - ha aggiunto -. È un viaggio multisensoriale che coinvolge l’intera città e che attraversa linguaggi diversi per raccontare il vino come elemento vivo della cultura italiana ed europea. Far vivere il vino e la città di Milano attraverso format di esperienze inedite è l’obiettivo che continuiamo a portare avanti per comunicare in maniera innovativa un settore in grande evoluzione».

I contenuti della Mww

Il brindisi di apertura dell aMww sarà all’Arco della Pace sabato 4 ottobre alle 18. «L’Enoteca ai Dazi di Milano, in Piazza Sempione 1, si conferma il vero hub esperienziale della manifestazione, polo di aggregazione per Millennials e Gen Z e luogo simbolo della cultura del vino che si fa lifestyle - dicono gli organizzatori -. Per nove giorni (dal 4 al 12 ottobre, dal lunedì al venerdì dalle 13.00 alle 03.00, sabato e domenica dalle 11.00 alle 3) la città brinda all’ombra dell’Arco della Pace con un palinsesto vibrante di eventi, dj set, degustazioni e momenti immersivi. Al centro dell’esperienza, una card ricaricabile che consente di costruire liberamente il proprio percorso tra centinaia di etichette italiane, servite dai sistemi automatizzati WineEmotion, con la guida di sommelier certificati. Ma l’Enoteca è molto più di un luogo di tasting: è uno spazio vivo, dove ogni calice si accompagna a una proposta gastronomica pensata ad hoc, tra abbinamenti originali e sapori da condividere. È il posto dove ci si incontra, si chiacchiera con i produttori, si ascoltano storie, si scoprono nuove etichette. E quando il sole cala, il vino cambia ritmo: la sera l’atmosfera si accende con format serali, musica e intrattenimento»,

Domenica 5 ottobre torna Wine List Italia, la guida «che racconta il mondo del vino attraverso gli occhi, il palato e la penna dei migliori sommelier italiani, con l’obiettivo di dare voce a una categoria spesso poco visibile, ma fondamentale del settore». Illustra fino a mille etichette e la sua presentazione sarà seguita da un grande evento di degustazione, che prenderà vita nelle sale dell’hotel Marriott e che quest’anno proseguirà anche il lunedì. Contestualmente si aprirà anche il Partesa Wine Lab «con l’obiettivo di creare nuove occasioni di incontro tra gli operatori del fuoricasa e le cantine italiane, europee e americane».

Tornano anche i Mww Awards, gli “Oscar del vino” che «celebrano la qualità e la cura nella selezione vinicola da parte degli operatori della ristorazione (Premio Carte Vini) e del dettaglio qualificato (Premio Wine Retail), sia in Italia che all’estero (Premio Best Italian Wine Selection)».

Sempre lunedì 6 ottobre, andrà in scena il convegno “Terre, ambiente, vino: biodiversità e sostenibilità, radici del domani”, rivolto agli studenti universitari della Società Umanitaria e organizzato dal direttore responsabile di Vendemmie-MWW Media, Luca Serafini. Sarà presente anche Il wine club XtraWine con una selezione curata di etichette italiane e internazionali.

Tra le novità di quest’anno una nuova collaborazione che affronta il vino dal punto di vista normativo: il 7 ottobre, dalle 17 alle ore 20, il Marriott ospita un appuntamento speciale firmato Lca Studio Legale: “Wine Not? Valorizzazione e tutela del prodotto di fronte alle nuove sfide del settore”.

Tra le masterclass di spicco, lunedì ci sarà una verticale di Solaia condotta da Renzo Cotarella e, il 9 ottobre un’antologia dei vini di Riccardo Cotarella, «che guiderà 100 partecipanti in un percorso unico nel suo genere».

Da segnalare poi la nuova collaborazione con la Fondazione Arnaldo Pomodoro, che invita il pubblico a scoprire il vino attraverso la lente dell’arte contemporanea. Spazio anche al dialogo tra design e cultura del bere con l’Osteria dell’Architetto, il progetto ideato da Fiorenzo Valbonesi e Roberto Bosi: 240 architetti saranno protagonisti di un confronto aperto su architettura, vino e territorio, accompagnati da degustazioni di vini e prodotti locali.

Torna Wine in Action, lo spazio dedicato alle start up con Wine Innovation Speed Date, un format in collaborazione con LifeGate Way, «pensato per mettere in connessione le realtà più innovative della filiera vitivinicola, facilitando il confronto diretto tra start up, aziende e investitori attraverso incontri mirati ad alto valore aggiunto».

A rafforzare il dialogo tra cibo, vino e sostenibilità debuua Slow Food Week Milano, con al centro l’acqua come risorsa fondamentale da tutelare e i produttori che custodiscono la biodiversità agroalimentare italiana. Milano Wine Week rinnova anche nel 2025 il proprio impegno solidale scegliendo come Charity Partner dell’ottava edizione la Fondazione Francesca Rava – Nph Italia Ets.

Sul fronte enoturismo, infine, sono da segnalare i tour in pullman in Franciacorta organizzati da Mww in collaborazione con il Consorzio e Autoguidovie nel weekend dell’11 e 12 ottobre: prima tappa a Rovato con calice di benvenuto e, da lì, massima libertà di movimento grazie a un sistema di navette che collegherà oltre 25 tra cantine, ristoranti e strutture ricettive del territorio.

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