Inchiesta urbanistica

Milano, parla il sindaco Sala: «Rivendico gran parte delle operazioni edilizie»

Il primo cittadino è stato intervistato dalla radio Rtl 102.5. Ha ringraziato la premier Meloni per le sue parole e ha ribadito: «Vado avanti su San Siro»

Il sindaco di Milano Giuseppe Sala partecipa all’inaugurazione  dello spazio Smart City Lab in via Ripamonti a Milano, 22 luglio 2025. 
ANSA/MOURAD BALTI TOUATI

4' di lettura

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“Sono un po’ provato, ovviamente non è piacevole la situazione, ma alla fine la passione e la voglia di lavorare prevalgono, per cui andiamo avanti con intensità”. Lo ha detto il sindaco di Milano Giuseppe Sala in diretta a Rtl 102.5, commentando il suo stato d’animo in seguito alle inchieste dell’urbanistica per cui anche lui è indagato.

Il 21 luglio in Consiglio comunale ha tenuto un discorso dove ha spiegato di voler andare avanti nel mandato nonostante tutto. “Alla fine prevale il senso del dovere, ho 67 anni e ho fatto tante cose nella vita - ha aggiunto -, non è che coltivo qualche ambizione, guardo al futuro con disincanto. Ho il senso del dovere e credo che Milano abbia ancora bisogno - ha spiegato ancora -, torneremo dalle vacanze a settembre e mancheranno 18 mesi alla fine del mandato e vorrei farli al meglio possibile”.

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Di non dimettermi “l’ho fatto solo per senso del dovere perché non sono un tipo che molla - ha detto Sala -. Non è che Expo sia stata una passeggiata, io so cosa ho sofferto ma è stato un successo per Milano, quindi bisogna anche sapere resistere in certi momenti”.

Grazie a Meloni per sue parole

Le parole della premier Giorgia Meloni secondo cui “non ci si dimette per un avviso di garanzia”, sono dichiarazioni “che mi hanno fatto piacere e sono parole corrette, perché non possiamo essere legalitari a corrente alternata”, ha sottolineato Sala commentando le parole della premier dopo la notizia dell’indagine a suo carico nell’inchiesta sull’urbanistica.

“Di essere indagato l’ho saputo alle dieci di sera da una telefonata del direttore del Corriere della Sera. È evidente che qualcuno lo aveva detto ai giornalisti”, ha detto il sindaco di Milano ai microfoni di Rtl 102.5. “Questo capita sempre - ha aggiunto - e a mio avviso in un paese democratico non va bene ma vedo che lo si accetta. Al di là dell’amarezza le cose stanno così”.

Rivendico gran parte delle operazioni edilizie a Milano

“Io dico che a Milano possono esserci state operazioni non corrette ma nella stragrande maggioranza le operazioni immobiliari che sono state fatte hanno un senso, anzi le rivendico. È inutile che mi nasconda dietro a un dito. Milano secondo me è meglio di anni fa, alcuni errori ci possono essere ma se l’alternativa è stare fermi non è il motivo per cui cittadini mi hanno votato - ha aggiunto Giuseppe Sala -. Lungi da me dire, non è colpa mia, se ci sono errori la colpa è mia, poi vediamo la forma della colpa”.

L’inchiesta è nata dal caso di un palazzo con più piani costruito in un cortile vicinissimo ad altre case. “Si tratta di uno su 300 interventi a Milano - ha replicato il sindaco -, è stato certamente un errore, il resto è lì da vedere. Si è passati dal magnificare il modello Milano dicendo che era tutto perfetto, adesso è diventato il sistema Milano, queste cose non servono e non corrispondono a realtà - ha aggiunto ancora -. Chi fa per definizione sbaglia ma Milano rispetto a venti anni fa è migliorata, poi la giustizia farà il suo corso ma non possiamo buttare via tutto. Milano ha fatto un percorso ed è l’unica città internazionale italiana - ha affermato in radio -, anche con errori ma buttare via tutto mi pare sbagliato”.

Su commissione paesaggio ho firmato proposta dei tecnici

“Nel mio caso il Gip ha negato che io abbia fatto pressione per fare approvare delle cose, rimane a mio carico l’accusa di avere firmato la nomina della commissione paesaggio”, ha spiegato il sindaco a Rtl 102.5. “Quando fai un bando pubblico, una commissione del Comune sceglie in base a una valutazione tecnica i componenti e il sindaco poi firma - ha aggiunto -. Ma cosa pensiamo, che il sindaco una volta che questa commissione ha fatto questo lavoro si mette a fare l’analisi sua, uno per uno dei componenti? Firma. Io ho firmato rispetto ad una proposta su cui altri hanno lavorato per mesi”. “La giustizia farà il suo corso ma stiamo parlando di questo”.

Su San Siro vado avanti anche per dignità personale

Sulla vendita dello stadio di San Siro a Inter e Milan “vedremo a settembre cosa succederà, dobbiamo passare dal Consiglio comunale. San Siro è uno di miei obiettivi per dignità personale ci sto lavorando da parecchi anni”, ha sottolineato Sala. “Vedremo se la politica seguirà questa via, quello che noto avendo viaggiato per il mondo è che le grandi città hanno stadi nuovi, San Siro invece non è nuovo - ha aggiunto -. Qui mi fermo perché so che sarà motivo di polemiche, a non fare nulla apparentemente va tutto bene ma la contemporaneità spinge al cambiamento soprattutto una città come Milano. Io voterò a favore in aula, perché voto anch’io, e vedremo quello che succederà”, ha ribadito.

Per sbloccare l’edilizia a Milano serve un tavolo

“Il rischio che Milano si fermi” a causa delle inchieste sull’urbanistica “c’è, adesso la situazione è un po’ rallentata, poi c’è la situazione delle persone che hanno versato anticipi per le costruzioni che sono ferme”, ha spiegato Giuseppe, parlando della situazione delle famiglie che hanno acquistato casa ma non riescono a entrarci a causa del blocco causato dalle inchieste. Le famiglie “le ho incontrare anche venerdì e mi sento di dire quello che ha detto il presidente del Tribunale di Milano, Fabio Roia, cioè che serve un tavolo in cui ci sono tutti i protagonisti - ha aggiunto -, ci devono essere anche i costruttori e l’accordo deve essere siglato dalla Procura, noi ci stiamo lavorando con l’avvocatura del Comune. C’è bisogno che tutti ci diamo una mano, non è un tema che si risolve tra Comune e cittadini”.

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