Ordine pubblico

Agenti Ice a Milano Cortina. Piantedosi vede ambasciatore Usa, il 4 febbraio riferirà alla Camera

Il 4 febbraio il ministro interverrà alla Camera sulla presenza di Ice alle Olimpiadi Milano-Cortina. Viminale: 6mila agenti per la sicurezza alle Olimpiadi invernali

Agenti dell’Ice in azione a Minneapolis

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Agenti dell’agenzia Immigration and Customs Enforcement (Ice) contribuiranno a sostenere le operazioni di sicurezza degli Stati Uniti in occasione dei Giochi Olimpici Invernali in Italia. Lo ha dichiarato un portavoce dell’Ice.

«Durante le Olimpiadi, l’Ice Homeland Security Investigations fornirà supporto al Servizio di Sicurezza Diplomatica del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti e alla nazione ospitante per verificare e mitigare i rischi derivanti dalle organizzazioni criminali transnazionali», ha affermato l’agenzia in una dichiarazione.

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Piantedosi vede l’ambasciatore Usa, coordinamento sul ruolo dell’Ice

Intanto il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi ha incontrato l’ambasciatore americano, Tilman J. Fertitta, affrontando gli aspetti riguardanti le attività di coordinamento dell’His (Homeland security investigations) - componente investigativa dell’Ice - con le sale operative delle autorità italiane per la protezione di atleti e delegazioni statunitensi nelle prossime settimane, in occasione dell’Olimpiadi invernali Milano-Cortina. Come già ribadito più volte dalle autorità di governo, gli agenti dell’Ice non avranno alcuna funzione esterna di ordine pubblico.

Il ministro ha dato la sua disponibilità a rendere una informativa alla Camera dei deputati sulla presenza di Ice alle Olimpiadi Milano-Cortina, mercoledì 4 febbraio alle ore 17.

Viminale: 6mila agenti per la sicurezza alle Olimpiadi invernali

In vista delle Olimpiadi invernali Milano-Cortina, sul fronte della sicurezza saranno impegnati complessivamente di circa seimila agenti del sistema di sicurezza nazionale. Il dispositivo prevede l’impiego di sistemi di sorveglianza avanzati, tra cui droni e dispositivi di vigilanza aerea, a supporto delle attività di prevenzione e controllo del territorio. È quanto emerso al Comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza pubblica, presieduto al Viminale dal ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, alla presenza dei vertici delle forze dell’ordine e delle agenzie di intelligence, per un approfondito aggiornamento sulle misure di sicurezza sull’evento. Particolare attenzione sarà rivolta alla tutela dell’ordine pubblico, alla sicurezza delle infrastrutture e alla gestione dei flussi, oltre ai profili di prevenzione anche in ambito tecnologico.

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Conferma anche dall’ambasciata Usa

Il Servizio di Sicurezza Diplomatica del Dipartimento di Stato americano svolge un ruolo guida in materia di sicurezza degli Stati Uniti ai Giochi Olimpici Invernali Milano–Cortina 2026. È quanto si apprende da fonti dell’Ambasciata Usa a Roma, secondo cui, come in precedenti eventi olimpici, diverse agenzie federali supportano il Servizio di Sicurezza Diplomatica, tra cui Homeland Security Investigations, la componente investigativa dell’Ice.

Come ha osservato il Dipartimento per la Sicurezza Interna, fanno sapere le stesse fonti, «ovviamente l’Ice non svolge operazioni di controllo dell’immigrazione in Paesi stranieri. In occasione delle Olimpiadi, l’Homeland Security Investigations dell’Ice supporta il Servizio di Sicurezza Diplomatica del Dipartimento di Stato americano e il Paese ospitante nel processo di verifica e mitigazione dei rischi provenienti da organizzazioni criminali transnazionali. Tutte le operazioni di sicurezza restano sotto l’autorità italiana».

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Il sindaco di Milano Sala: «Ice? Non mi sento tutelato da Piantedosi»

Sul caso è intervenuto anche il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, parlando in diretta su Rtl 102.5. «Io - ha detto Sala - da italiano, prima ancora che da primo cittadino milanese non mi sento tutelato dal ministro Piantedosi che dice vabbè, se mai dovesse venire l’Ice, che problema c’è? Il problema c’è: questa è una milizia che uccide. È chiaro che non sono i benvenuti a Milano, però mi chiedo, ma per una volta noi potremmo dire un no a Trump? Qui non si parla di interrompere relazioni o di creare un caso diplomatico, ma un no, potremmo dirlo».

«Questa cosa non sa da fare - ha poi ribadito Sala - Credo che non debbano venire in Italia perché non danno garanzie di essere allineati alle nostre modalità di gestire in maniera democratica la sicurezza».

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