L’addio di Cingolani: «Nato difficile da smantellare, ma l’Europa si rafforzi»
di Celestina Dominelli
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Nel 2025, i numeri complessivi della migrazione verso l’Europa hanno registrato un calo netto. Secondo i dati diffusi da Frontex, tra gennaio e settembre gli arrivi irregolari sono diminuiti del 22% nell’Unione Europea, mentre in Italia – porta d’ingresso attraverso la rotta del Mediterraneo centrale – i flussi restano stabili ma non in crescita.
L’Austria segnala un -32% nelle domande d’asilo, la Grecia continua a vedere numeri in contrazione, e anche l’Europa orientale riporta un netto ridimensionamento delle pressioni migratorie. L’eccezione più evidente è la Spagna, dove la rotta del Mediterraneo occidentale – principalmente dal Marocco – ha visto un aumento del 28% degli arrivi. Un cambiamento che, secondo analisti e autorità, ha una ragione molto specifica: l’evoluzione tecnologica delle imbarcazioni usate dai trafficanti.
Invece delle usuali barche di fortuna, i trafficanti stanno investendo in motoscafi moderni, potenti e rapidissimi, che rendono quasi impossibile l’intercettazione da parte delle autorità marittime.
Una portavoce di Frontex, Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera, sintetizza così il fenomeno: «Sono più veloci e più maneggevoli dei grandi pattugliatori delle autorità nazionali».
Il passaggio a mezzi più sofisticati è avvenuto in tempi rapidissimi, confermando ciò che gli esperti ripetono da anni: ogni nuova misura di contenimento produce una risposta altrettanto rapida da parte dei network criminali, che modificano le rotte o investono in tecnologie più efficaci.