Migranti, Ue: «Dopo Ceuta attivare sistemi di allerta precoce»
Ministro dell’Interno iberico: in 70mila rientrati da Ceuta in Marocco. Critiche per la decisione italiana di sospendere Schengen. Sale a 75 il bilancio dei morti nelle acque dell’enclave ai confini spagnoli
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Nella videocall dei ministri dell’Interno dell’Ue sulla crisi di Ceuta «è emersa una visione condivisa sulla necessità di continuare a combattere senza tregua il traffico di migranti, di potenziare i rimpatri, di rafforzare le frontiere dell’Ue, di instaurare partenariati solidi con i Paesi terzi e di migliorare la capacità di previsione». È quanto rende noto il Consiglio Ue aggiungendo: «I ministri hanno sottolineato che la comunicazione dovrebbe essere più coordinata e più coerente, soprattutto per contrastare attori esterni malintenzionati impegnati nella manipolazione delle informazioni e nelle interferenze dall’estero».
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Sale a 75 il bilancio dei morti nella crisi migratoria a Ceuta
Intanto, sale a 75 il numero delle vittime accertate nell’ondata migratoria che la scorsa settimana ha investito Ceuta. Lo ha confermato la Delegazione del governo nella città autonoma, dopo il recupero ieri di altri tre cadaveri ieri nelle acque antistanti le coste spagnole, portando a 75 il bilancio complessivo e ancora provvisorio dei migranti morti. Le autorità locali di Ceuta avevano indicato in 88 i corpi recuperati nell’exclave iberica. Mentre, dal lato marocchino, sarebbero almeno 11 le vittime dichiarate da Rabat.
Piantedosi: «Usare ogni leva con chi non collabora»
«Se un Paese terzo rifiuta di cooperare sulla riammissione dei propri cittadini, l’Unione deve poter applicare forti condizionalità in ogni settore, utilizzando tutte le leve a disposizione». Lo ha detto il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi nel suo intervento al Consiglio straordinario Giustizia Affari Interni. «Non possiamo più permetterci che la diplomazia economica viaggi su un binario separato rispetto alla cooperazione in materia di sicurezza e migrazione».
«L’Italia lo ha chiesto formalmente, sia con lettera rivolta al Commissario Brunner che in occasione dell’ultimo Consiglio Informale di Dublino, nei confronti dei Paesi come il Marocco, che pur non collaborando sul fronte dei rimpatri, gode di importanti vantaggi nei rapporti commerciali con l’Europa» ha sottolineato il ministro. «A questo proposito, accogliamo con grande favore la svolta impressa dal nuovo Regolamento sul Sistema delle Preferenze Generalizzate, approvato di recente dal Parlamento europeo e pronto a entrare in vigore dal 1° gennaio 2027 - ha aggiunto -. Accanto alla fermezza sui confini e al contrasto delle reti dei trafficanti, l’Europa deve avere il coraggio di percorrere con decisione la strada delle soluzioni innovative».
Brunner: «Nessun migrante da Ceuta è entrato nell’area Schengen». Ma «capisco l’Italia, la gente era preoccupata»
«C’è stata piena solidarietà con la Spagna attorno al tavolo. La riunione è stata anche un’occasione molto utile per chiarire la situazione sul campo. Il ministro spagnolo Fernando Grande-Marlaska ha confermato che la situazione è sotto controllo, che nessuno si è effettivamente spostato sulla terraferma spagnola e che l’area Schengen non è stata colpita». Lo ha affermato il commissario Ue agli Affari interni, Magnus Brunner, nella conferenza stampa al termine del Consiglio informale sulla crisi di Ceuta, che però ha detto anche di capire la posizione dell’Italia, perché la gente era preoccupata.






