Migranti, Meloni: «Fermare le partenze illegali». Von der Leyen presenta piano in 10 punti
Altri 144 migranti, 69 dei quali sbarcati direttamente a Cala Croce, sono approdati nell’isola. Rintracciati egiziani, siriani e sudanesi salpati da Zawia, in Libia, dopo aver pagato 4mila dollari a testa
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I punti chiave
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La premier Giorgia Meloni con la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e con la commissaria europea per gli Affari interni Ylva Johansson hanno concluso la visita nell’hotspot di Lampedusa per incontrare i migranti. La Premier prima di arrivare con la delegazione europea al centro di accoglienza era stata fermata da un gruppo di cittadini di Lampedusa che minacciavano di bloccare la strada se non avessero avuto un confronto con le autorità. Tensione smorzata quando la Meloni ha rassicurato i lampedusani «stiamo lavorando e le istituzioni europee sono con voi». Secondo il programma, dopo una visita anche al molo Favarolo dove si susseguono gli sbarchi, alle 11.20 la presidente del Consiglio e von der Leyen hanno tenuto un punto stampa.
Le parole della Meloni
«Non è un gesto di solidarietà verso l’Italia, ma un gesto di responsabilità verso l’Europa». Così ha aperto la conferenza stampa. «Qui è in gioco il futuro dell’Europa. È una sfida epocale per l’Europa. E su questo la presidente von der Leyen è sempre stata collaborativa», ha aggiunto Meloni, specificando che «servono soluzioni durature, complesse e serie, abbiamo bisogno di lavorare tutti nella stessa direzione». Per affrontare il problema l’unica soluzione, sottolineato ancora la Premier, «è bloccare le partenze illegali, è quello che chiedono i cittadini europei, gli immigrati regolari gli stessi rifugiati». In sostanza, spiega la Meloni parlando di strumenti da adottare, servono «stop alle partenze più che redistribuire, lotta più incisiva ai trafficanti di esseri umani, più efficace missione europea navale e strumenti più efficaci per i rimpatri decisi a livello europeo e non dai singoli Stati». Serve poi «un maggiore coinvolgimento delle Nazioni Unite e ora l’accordo con la Tunisia va applicato velocemente. Sono ottimista - ha detto ancora la Meloni - perchè è la posizione italiana è ampiamente condivisa nella Ue».
E nel ringraziare ancora le autorità e le strutture impegnate nel gestire l’emergenza e le “persone belle” di Lampedusa, Meloni ha confermato l’approvazione nel Consiglio dei ministri di lunedì 18 settembre delle misure per velocizzare i rimpatri e per consentire al ministero della Difesa di iniziare a lavorare sulle nuove strutture di accoglienza». Su minori e donne il probema merita «un’attezione a parte». Stiamo aspettando una risposta del Consiglio europeo, ma Meloni è ottimista che sul tema immigrazione se ne parlerà presto al prossimo Consiglio di ottobre. Così come «discuteremo lo sblocco del memorandum e un sostegno al bilancio tunisino senza agganciarlo all’accordo con il Fondo monetario». Sul blocco navale, inoltre, «occorre mettere in atto iniziative in accordo con le istituzioni locali. Credo sia opportuno ripartire dalla seconda e terza parte della missione Sofia».
Il piano in 10 punti della von der Leyen
«Siamo qui per una risposta coordinata. L’emergenza migranti è causata dai trafficanti». Così la presidente delle Commissione europea che ha poi presentato un piano di intervento in 10 punti. Aumenteremo il nostro sostegno per spostare i migranti fuori dall’Italia facendo appello al meccanismo di accoglienza volontario. Offriamo il sostegno di Frontex per consentire ai migranti che non hanno titolo di entrare in Europa di poter rientrare nei loro Paesi. Occorre lavorare tutti insieme per contrastare gli scafisti e con Frontex dialogare con i Paesi di partenza. Dobbiamo migliorare la sorveglianza navale e aerea lavorando anche su nuove missioni e aiutare la guardia costiera tunisina. Necessario, con la collaborazione dell’autorità italiana, di distruggere tutte le imbarcazioni utilizzate dai trafficanti. L’agenzia europea per l’asilo dovrà sostenere l’Italia nell’esame delle domande. Chi non ha diritto di asilo dovrà tornare nel Paese d’origine. Per lottare contro gli scafisti occorre offrire ai migranti corridoi umanitari legali. In questo senso occorre migliorare la collaborazione c on le organizzazioni umanitarie che si occupano di corridoi umanitari e possono aiutare nei rimpatri. Ultimo punto è poi il sostegno alla Tunisia per sviluppare l’ufficio per i migranti e garantire gli aiuti alla Tunisia». Sul piano d’azione, la presidente della Commissione, rispondendo alla stampa ha sottolineato che sulle iniziative è in corso un dialogo con tutti i leader europei. «L’idea è quella di affrontare questa sfida tutti insieme e non solo a livello europeo ma anche a livello internazionale». E nel concludere ha sottolineato che è arrivata a Lampedusa per affrontare l’emergenza tutti insieme.
Il Papa venerdì a Marsiglia
Il «Fenomeno migratorio è una sfida non facile che va affrontata insieme. Potremo avere un futuro prospero solo mettendo al primo posto la dignità umana, soprattutto quella delle persone più bisognose». Lo ha detto Papa Francesco dopo l’Angelus davanti ai fedeli riuniti in piazza San Pietro ricordando che venerdì sarà a Marsiglia per partecipare a un evento per promuovere percorsi di pace e integrazionne’ dedicato al ’’mare nostrum’’.






