Consiglio europeo informale

Meloni insiste: su energia serve allentare Patto di stabilità. «Non sono sola»

Bilaterale con Merz: volontà di venirsi incontro. No a Putin al G20: è lui che deve fare passi verso di noi. L’allerta sui migranti: scongiurare crisi come nel 2015

di Manuela Perrone

Nella foto la premier Giorgia Meloni arriva a Nicosia (Lefkosia), a Cipro, per partecipare a un vertice dei leader dell’Unione Europea e dei partner regionali REUTERS

4' di lettura

English Version

4' di lettura

English Version

Giorgia Meloni torna alla carica sull’allentamento dei vincoli del Patto di stabilità europeo per affrontare lo shock energetico causato dalla guerra in Iran, nonostante il nuovo alt del commissario Ue all’Economia, Valdis Dombrovskis. Da Cipro, in una pausa della seconda giornata del Consiglio europeo informale a Nicosia, dopo la cena di lavoro di ieri ad Agia Napa, la premier mette in chiaro: «Non sono la sola a chiedere queste misure, la consapevolezza che si tratti di una questione seria è diffusa. Sono fiduciosa che una sintesi si possa trovare».

Capacità fiscale diseguale, «non creare altre disparità»

«Serve il coraggio di prevenire una crisi e non di rispondere quando si manifesta in tutta la sua intensità, e mi pare di non essere sola all’interno del Consiglio», mette in chiaro Meloni, ricordando - con riferimento agli aiuti di Stato su cui la Commissione ha già aperto - che bisogna capire a quali settori ci si riferisce (l’Italia ha già segnalato l’emergenza dell’autotrasporto, foriera di un aumento dell’inflazione) e che la capacità fiscale non è uguale in tutti gli Stati membri. «Di tutto abbiamo bisogno - chiosa - fuorché di creare altre disparità».

Loading...

Sanchez apre, con Merz «volontà di venirsi incontro»

Se lo spagnolo Pedro Sanchez ha espresso lo stesso auspicio di Meloni per superare le rigidità delle regole di bilancio europee, resta la freddezza del cancelliere tedesco Friedrich Merz, che nella notte ha avuto un bilaterale con la premier. La posizione della Germania «è nota - spiega Meloni - ma anche i tedeschi si rendono conto di quanto sia difficile la situazione che si sta affrontando. C’è sicuramente la volontà di venirsi incontro, cioè di trovare delle soluzioni che possano andare bene per tutti. Non ho trovato chiusura. Tutti capiscono che se un problema impatta su alcune economie europee impatta anche sulle altre, perché siamo interconnessi».

Bilancio Ue, per l’Italia conta tutelare Coesione e Pac

Al vertice si è discusso anche del Quadro finanziario pluriennale 2028-2034. L’obiettivo, non scontato, è arrivare a una bozza negoziale con le cifre al Consiglio europeo di giugno e a un accordo a dicembre. Ma le posizioni sono ancora molto distanti, come conferma Meloni. «Il negoziato è difficilissimo», scandisce. «All’Italia premono Coesione e Politica agricola comune. Ed è vero che cerchiamo risorse nuove per nuove priorità, ma io penso che un segnale vada dato anche sulle spese amministrative: non è questo il momento di destinare 800 milioni alla ristrutturazione del palazzo della sede del Consiglio. È una cosa che l’Italia non è in grado di sostenere, che sarebbe un segnale sbagliato nei confronti dei cittadini».

Trump? «Non sentito». No a Putin al G20

Ribadendo di non aver sentito Trump, né di stare tentando una ricucitura dopo gli attacchi del tycoon, Meloni commenta «non positivamente» l’indiscrezione sull’email del Pentagono sull’ipotesi di escludere la Spagna dalla Nato: «Penso che la Nato debba rimanere unita, che sia un elemento di forza che abbiamo nel contesto e che dobbiamo lavorare per rafforzarla, insieme alla colonna europea della Nato perché sia complementare a quella americana». Non si sottrae neppure a una domanda sulla partecipazione eventuale al G20 di fine anno in Florida di Vladimir Putin, che Trump avrebbe intenzione di invitare. E il suo è un “no”: «Siamo noi a chiedere a Putin di fare qualche passo avanti, non siamo noi a doverli fare».

Unifil? Aspettiamo proposte Onu, presenza è necessaria

Meloni si pronuncia anche sul post Unifil in Libano. «Una presenza internazionale al confine tra Israele e Libano è necessaria - dice - e il ruolo che gioca l’Italia può fare la differenza. Ne ho parlato con Aoun. Bisogna cercare una cornice legale». Sull’idea di procedere senza l’Onu, la premier precisa che dal segretario generale delle Nazioni Unite si attendono entro metà anno le proposte su cosa intende fare della missione, che scadrà a fine anno. In ogni caso, come Meloni ha affermato nel faccia a faccia con il presidente libanese a margine del Consiglio, «l’Italia è pronta a continuare a fare la sua parte».

L’alert sui migranti con Grecia, Cipro e Malta

«Prevenire una crisi migratoria simile a quella del 2015». L’Italia promette inoltre sin dal mattino di lavorare assieme a Cipro, Grecia e Malta per garantire l’assistenza e il sostegno necessari alle popolazioni colpite dalla guerra in Medio Oriente, ma esorta l’Unione europea ad attivare uno stretto coordinamento per difendere i confini esterni da nuove possibili ondate migratorie.

La dichiarazione congiunta

L’appello dà seguito a quanto già Roma aveva fatto mettere nero su bianco, in asse con Copenaghen, nelle conclusioni del vertice dei capi di Stato di Governo riunito il 19 marzo a Bruxelles. La preoccupazione di Meloni, del presidente cipriota Nikos Christodoulides, del greco Kyriakos Mitsotakis e del maltese Robert Abela è adesso quella di far sentire la voce dei Paesi situati alle frontiere esterne dell’Unione Europea e dunque «maggiormente esposti a potenziali flussi migratori incontrollati verso l’Unione».

«Salvaguardare la gestione delle frontiere esterne»

Nasce da qui il confronto sulle possibili misure volte a «salvaguardare, se necessario e nel pieno rispetto del diritto internazionale, la sicurezza e l’efficace gestione delle frontiere esterne dell’Unione Europea». Perché ciò che serve, secondo i leader, è riaffermare l’importanza di un «approccio europeo comune» al fine di «massimizzare» l’efficacia delle rispettive risposte nazionali a un possibile «aumento significativo» dei flussi migratori legati al conflitto in Medio Oriente.

Coordinamento tra i ministri dell’Interno

Per questo Meloni e gli altri hanno incaricato i rispettivi ministri dell’Interno di «proseguire lo stretto coordinamento, anche esaminando, in collaborazione con la Commissione europea, le modalità più opportune per integrare gli sforzi nazionali nel quadro delle competenze e delle iniziative pertinenti dell’Unione Europea».

Riproduzione riservata ©
Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti