Libia

Metaniera russa Arctic Metagaz di nuovo alla deriva

Gli sforzi per rimorchiare una petroliera russa sono falliti il 3 aprile a causa del maltempo

di Enrico Bronzo

aggiornato il 9 aprile 2026 alle ore 11:25

La nave metaniera russa Arctic Metagaz danneggiata a inizio marzo 2026 e attualmente alla deriva senza equipaggio in acque libiche. Marina Militare/Foto fornita via REUTERS  via REUTERS

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Il relitto della nave metaniera russa Arctic Metagaz è sotto osservazione da parte delle Forze Speciali Navali libiche, dopo il fallimento, il 3 aprile scorso, di un tentativo di rimorchio.

L’imbarcazione è ancora alla deriva, al largo di Bengasi e, secondo fonti libiche, ancora a rischio esplosione.

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La nave è al largo di Bengasi

Da Malta ne ha fatta di strada, le correnti

fonte: Google maps

La nave libica “Benina”, insieme a una squadra specializzata di sommozzatori, è stata incaricata di monitorare costantemente la posizione dell’Arctic Metagaz e di tenere lontane le navi di passaggio.

“In conformità con le istruzioni del Comando generale e dello Stato maggiore - fa sapere la Forza navale sui social - è stata istituita una commissione, presieduta dal Capo di Stato Maggiore della Marina per monitorare gli ultimi sviluppi riguardanti la petroliera russa in difficoltà”.

Le autorità competenti precisano che la commissione rimarrà in carica ininterrottamente fino a quando la situazione non sarà completamente sotto controllo.

Libia, i video della petroliera russa alla deriva nel Mediterraneo: allarme ambientale

Intanto circola sui social un video diffuso dalla Marina dell’est libico, che mostra chiaramente i danni subiti dalla Arctic Metagaz a seguito di una serie di esplosioni, la cui origine non è mai stata del tutto chiarita.

Il relitto del tanker russo resta alla deriva, in condizioni di mare calmo.

Ieri è stato localizzato a 70 miglia a nordovest di Bengasi. 

Nei giorni scorsi un’inchiesta di Radio France International ha rivelato la presenza di oltre 200 specialisti militari ucraini in Libia ipotizzando un loro presunto coinvolgimento nell’attacco alla nave Arctic Metagaz, che sarebbe stato colpito da un drone marittimo.

Arctic Metagaz, cos’è accaduto

L’Arctic Metagaz è stata abbandonata dall’equipaggio dopo essere stata colpita da una serie di esplosioni lo scorso 3 marzo 2026 mentre trasportava un carico di gas naturale liquefatto dalla Russia all’Egitto.

Le operazioni per rimorchiare la nave sono iniziate il 24 marzo, ma il 3 aprile l’autorità di Tripoli ne ha decretato il fallimento a causa delle “difficili condizioni meteorologiche”, con raffiche di vento “che raggiungevano i 40 o 50 nodi e onde alte cinque metri”. Resto valido l’avvertimento a “tutte le navi, le unità marittime e le autorità competenti” di tenersi lontane dalla nave e a segnalare qualsiasi avvistamento di fuoco o fumo.

Secondo le autorità russe, al momento dell’abbandono l’Arctic Metagaz trasportava ancora circa 700 tonnellate di carburante e “una quantità significativa di gas naturale”.

La National Oil Corporation (Noc) libica aveva dichiarato che avrebbe collaborato con il gruppo italiano Eni per trainare la nave danneggiata verso le coste del paese nordafricano, ma i timori di un disastro ambientale hanno convinto le autorità libiche a rimorchiarla lontano dalla costa libica “per ridurre il rischio di inquinamento per il litorale libico”.

Tutti i membri dell’equipaggio sono stati salvati dopo che la nave è stata colpita e da allora è rimasta alla deriva tra la Libia e Malta.

Mosca ha accusato l’Ucraina di aver tentato di farla esplodere, accusa che Kiev non ha ancora commentato.

La metaniera arriverà di fronte all’Egitto?

La direzione delle correnti nel Mediterraneo (azzurra circolazione superficiale, rossa intermedia, blu profonda)

INGVambiente

La Arctic Metagaz senza equipaggio era finita alla deriva tra le coste di Malta e della Sicilia meridionale, per poi dirigersi verso la Libia.

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