Il giallo

Metaniera russa Arctic Metagaz alla deriva: rischio ambientale nel Mediterraneo centrale

A bordo della nave si stima che ci siano 700 tonnellate di carburante più il gas liquefatto trasportato

aggiornato il 18 marzo 2026 ore 10:30

Una veduta aerea del 3 marzo 2026, ripostata su X da OSINTdefender, della petroliera russa "Arctic Metagaz". L'immagine mostra il grande buco nello scafo bruciato della nave dopo essere stata presa di mira da un drone navale non identificato vicino a Malta, 13 marzo 2026 (SULLA SINISTRA la posizione del 15 marzo 2026 della nave alla deriva  a sud ovest di Malta)

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“E’ una bomba ambientale che rischia di fare danni seri in tutta l’area circostante nel mar Mediterraneo”. Così il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, a Radio 24 a proposito della metaniera* russa Arctic Metagaz, alla deriva senza più equipaggio - di 30 membri, nessuna vittima, recuperati da un’altra nave - in acque Sar maltesi.

Secondo i dati Ais (Imo 9243148), la nave risultava diretta a Port Said in Egitto. Il 15 marzo 2026 la nave risultava ancora in galleggiamento, ma alla deriva, con una forte inclinazione, a circa 50 miglia nautiche a sudovest di Malta. Le cause delle esplosioni non sono state chiarite. Alcune fonti hanno ipotizzato un attacco con droni navali ucraini provenienti dalla costa libica, mentre altre suggeriscono un possibile incidente tecnico.

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Si tratta del secondo natante collegato alla flotta fantasma russa a subire un grave incidente nel Mediterraneo dopo il cargo Ursa Major, affondato nel dicembre 2024 (fonte Wikipedia).

“Siamo in contatto con Malta costantemente, condividiamo il monitoraggio in tempo reale: in questo momento la nave si trova a 37 miglia marine dalle acque territoriali maltesi e a circa 43 miglia marine dalle acque territoriali italiane”, ha aggiunto.

Mantovano: pronti ad intervenire per petroliera russa se lo chiede Malta o Ue

“Dopo l’incidente della nave russa l’equipaggio composto da 30 persone è stato recuperato, Malta ha stabilito un divieto di avvicinamento al di sotto dei 7 chilometri, perchè la nave può esplodere da un momento all’altro. Oggi la nave si trova a in acque Sar maltesi, che impongono il soccorso diretto da parte dello Stato di riferimento.

Diretta a est

fonte: VesselFinder

L’Italia ha messo a disposizione delle autorità maltesi i propri tecnici, imbarcazioni di vario tipo, anche quelle per il contenimento del danno ambientale. E se le autorità maltesi od europee ce lo chiedessero, siamo pronti a intervenire nel giro di pochissimo”, ha aggiunto Alfredo Mantovano sempre a 24 Mattino, su Radio 24.

Alla deriva

Rilevazione domenica 15 marzo 2026

fonte: Afp

La posizione attuale

Le autorità maltesi, che collaborano con quelle italiane, hanno predisposto l’intervento di tre rimorchiatori per evitare che il relitto possa entrare nelle acque territoriali dell’arcipelago maltese.

Le forze armate maltesi nell’ultima settimana hanno monitorato i movimenti del relitto tre volte al giorno e stimano che a bordo della nave ci siano ancora 700 tonnellate di carburante più il gas liquefatto oggetto del trasporto.

“Non sappiamo se sarà possibile salire a bordo e assicurare il relitto ai rimorchiatori, né è stato ancora stabilito dove potrebbe essere trainato, ma stiamo cercando di identificare un punto di sufficiente profondità” hanno rivelato le fonti maltesi: l’idea sarebbe quella di provocare l’affondamento del relitto che, nonostante i gravi danni, ha ancora intatti due dei suoi quattro depositi di gas ed è ancora in linea di galleggiamento.

La preoccupazione maggiore delle autorità della Valletta è il rischio di contaminazione delle acque che metterebbe in crisi l’approvvigionamento idrico dell’intero arcipelago, affidato agli impianti di desalinizzazione marina.

* le metaniere sono navi da carico specializzate nel trasporto del gas naturale liquefatto. Il gas naturale liquefatto (Gnl) viene trasportato principalmente via mare tramite speciali navi metaniere a una temperatura criogenica di circa -162°.

** le zone Sar (Search and Rescue - Ricerca e Soccorso) sono aree marittime definite internazionalmente in cui uno Stato costiero ha la responsabilità legale di coordinare operazioni di salvataggio per vite umane in pericolo, spesso estendendosi oltre le acque territoriali.

La marina francese intercetta una petroliera russa: il video dei militari che salgono a bordo

Malta cerca soluzione definitiva

Malta sta cercando sostegno internazionale per trovare una “soluzione definitiva” al problema della petroliera russa alla deriva nel Mediterraneo centrale, che oggi sarà sollevato dal ministro degli esteri Ian Borg nella riunione di oggi con i colleghi del Consiglio Ue.

Lo ha reso noto il primo ministro Robert Abela mentre la Arctic Metagaz continua a vagare in acque internazionali, spostandosi a tratti dalla zona di ricerca e soccorso di Malta verso quelle di Italia e Libia.

Stando ai rilievi effettuati in mattinata, la metaniera è all’interno della zona Sar maltese ma ancora ben lontana dalle sue acque territoriali, ha specificato il premier che ha dichiarato di aver posto la questione anche in sede di Med9 (il gruppo degli stati membri affacciati sul Mediterraneo, che oltre a Malta comprende Italia, Francia, Spagna, Grecia, Croazia, Cipro, Slovenia e Portogallo).

Abela ha affermato di aver contattato il Presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, e la Presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen mentre i paesi del Med9 starebbero lavorando “collettivamente” per trovare una soluzione, ha aggiunto.

Il primo ministro ha ribadito che Malta è preparata a qualsiasi eventualità, con un piano di emergenza già predisposto. Tuttavia, non ha fornito dettagli sul contenuto del piano né su quando verrebbe attivato.

Ha però precisato che il piano di emergenza prevede l’utilizzo di rimorchiatori che non fanno parte dell’attuale flotta di AFM (Armed Forces of Malta). Ed ha rivelato che i contatti avuti nei giorni scorsi con le autorità russe, così come con i rappresentanti della società madre della petroliera, non hanno portato alla “soluzione definitiva” attesa.

Le autorità marittime maltesi hanno emesso un avviso ai pescatori affinché mantengano una distanza di sicurezza di almeno 4 miglia nautiche dala nave russa.

Alfred Vella, rettore dell’Università di Malta e professore in chimica, nei giorni scorsi ha lanciato l’allarme per i danni che potrebbero essere causati dalla dispersione in mare del “carburante e dell’acqua di sentina della nave”.

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