Metaniera russa Arctic Metagaz alla deriva: rischio ambientale nel Mediterraneo centrale
A bordo della nave si stima che ci siano 700 tonnellate di carburante più il gas liquefatto trasportato
4' di lettura
4' di lettura
“E’ una bomba ambientale che rischia di fare danni seri in tutta l’area circostante nel mar Mediterraneo”. Così il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, a Radio 24 a proposito della metaniera* russa Arctic Metagaz, alla deriva senza più equipaggio - di 30 membri, nessuna vittima, recuperati da un’altra nave - in acque Sar maltesi.
Secondo i dati Ais (Imo 9243148), la nave risultava diretta a Port Said in Egitto. Il 15 marzo 2026 la nave risultava ancora in galleggiamento, ma alla deriva, con una forte inclinazione, a circa 50 miglia nautiche a sudovest di Malta. Le cause delle esplosioni non sono state chiarite. Alcune fonti hanno ipotizzato un attacco con droni navali ucraini provenienti dalla costa libica, mentre altre suggeriscono un possibile incidente tecnico.
Si tratta del secondo natante collegato alla flotta fantasma russa a subire un grave incidente nel Mediterraneo dopo il cargo Ursa Major, affondato nel dicembre 2024 (fonte Wikipedia).
“Siamo in contatto con Malta costantemente, condividiamo il monitoraggio in tempo reale: in questo momento la nave si trova a 37 miglia marine dalle acque territoriali maltesi e a circa 43 miglia marine dalle acque territoriali italiane”, ha aggiunto.
Mantovano: pronti ad intervenire per petroliera russa se lo chiede Malta o Ue
“Dopo l’incidente della nave russa l’equipaggio composto da 30 persone è stato recuperato, Malta ha stabilito un divieto di avvicinamento al di sotto dei 7 chilometri, perchè la nave può esplodere da un momento all’altro. Oggi la nave si trova a in acque Sar maltesi, che impongono il soccorso diretto da parte dello Stato di riferimento.










