4 anni di guerra

L’Onu approva risoluzione su pace in Ucraina, Usa astenuti

In occasione del quarto anniversario dell’invasione russa, i ministri degli Esteri dell’E3, il tedesco Johann Wadephul, il francese Jean-Noel Barrot e il polacco Radoslaw Sikorski, mandano un messaggio intitolato “l’Europa ha il fiato lungo”

Kiev, a quattro anni dall’invasione russa

8' di lettura

English Version

8' di lettura

English Version

L’Assemblea generale dell’Onu ha approvato con 107 voti a favore la risoluzione “Sostegno a una pace duratura in Ucraina”, promossa da Kiev, in occasione del quarto anniversario della guerra scatenata dalla Russia. “Accolgo con favore l’adozione odierna”, ha scritto su X il ministro degli Esteri ucraino Andrii Sybiha, osservando che “nei momenti decisivi, la comunità internazionale deve essere chiara. Oggi lo è”. In base al risultato del voto elettronico, gli Usa si sono astenuti, mentre la Russia ha bocciato l’iniziativa insieme ad altri 11 Paesi, tra cui Corea del Nord, Cuba e Iran.

A quattro anni dall’inizio dell’invasione russa su vasta scala dell’Ucraina, i leader della Coalizione dei Volenterosi si sono incontrati per esprimere la loro solidarietà al presidente Zelensky e al popolo ucraino. «Hanno offerto il loro pieno e incrollabile sostegno all’Ucraina nella sua lotta per la sovranità e l’integrità territoriale e nella sua difesa della libertà dell’Europa»: è quanto si legge in una nota diffusa dall’Eliseo. Su invito del premier britannico Keir Starmer, del presidente francese Emmanuel Macron e del cancelliere tedesco Friedrich Merz, «oltre 30 leader hanno partecipato all’incontro virtuale. Il presidente Volodymyr Zelensky è stato raggiunto di persona a Kiev dai leader dei Paesi nordici e baltici, dell’Ue e della Croazia. I leader hanno ribadito il loro incrollabile impegno a lavorare insieme per raggiungere una pace giusta e duratura, in conformità con i principi della Carta delle Nazioni Unite».

Loading...

Nel corso della riunione, «i leader hanno ribadito che i confini internazionali non devono essere alterati con la forza». Hanno poi accolto «con favore i continui sforzi degli Stati Uniti nei negoziati di pace, che - avvertono - devono coinvolgere tutte le parti interessate quando i loro interessi sono in gioco» e hanno «esortato la Russia a impegnarsi in modo costruttivo nei colloqui e ad accettare un cessate il fuoco completo e incondizionato». La riunione è stata anche l’occasione di ribadire «l’impegno a intensificare la pressione economica sulla Russia, anche attraverso ulteriori sanzioni e prendendo di mira la flotta ombra russa, le reti di commercio di petrolio, il complesso militare-industriale russo e interrompendo le reti finanziarie russe».

Il comunicato del G7

Anche i leader del G7, nella giornata di oggi, hanno riaffermato«l’incrollabile sostegno all’Ucraina nella difesa della sua integrità territoriale e del suo diritto all’esistenza, nonché della sua libertà, sovranità e indipendenza». «Esprimiamo il nostro continuo sostegno agli sforzi del Presidente Trump - viene aggiunto - per raggiungere questi obiettivi avviando un processo di pace e portando le parti a colloqui diretti. L’Europa ha un ruolo guida da svolgere in questo processo, insieme ad altri partner. Sosteniamo inoltre gli impegni assunti nell’ambito della Coalizione dei Volenterosi per fornire solide e affidabili garanzie di sicurezza all’Ucraina. Riconosciamo che solo Ucraina e Russia, lavorando insieme in negoziati in buona fede, possono raggiungere un accordo di pace».

E proprio Donald Trump vuole un accordo di pace per l’Ucraina entro il prossimo 4 luglio, giorno in cui celebrerà il 250mo anniversario dell’approvazione della Dichiarazione di Indipendenza del 1776. Lo rivela Bloomberg, secondo quanto riferisce SkyNews.

A quattro anni «dall’ingiustificata e brutale aggressione russa all’Ucraina», il governo italiano, in una nota diffusa da Palazzo Chigi sulla partecipazione della premier Meloni alla call dei Volenterosi, «rinnova la propria solidarietà e vicinanza alle istituzioni e alla popolazione ucraina». «In questi quattro anni di lotta del popolo ucraino per la difesa della propria libertà e indipendenza, l’Italia ha sempre assicurato il proprio costante e convinto sostegno insieme ai propri alleati europei e occidentali. L’Italia concorre con determinazione agli sforzi internazionali per promuovere una pace giusta e duratura. In questa prospettiva, il governo sostiene e accompagna il processo negoziale promosso dagli Stati Uniti e partecipa alle attività della Coalizione dei volenterosi per la definizione di solide garanzie di sicurezza per l’Ucraina». Secondo quanto fatto filtrare da Palazzo Chigi, la premier Meloni avrebbe sottolineato, per l’Europa, la necessità di essere presente e parlare con una voce sola, ed essere rappresentata da una persona che possa prendere parti ai negoziati con la Russia e agli altri colloqui che emergeranno per il post-guerra in Ucraina. Intanto, a Roma, il ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani ha posto a nome del governo la questione di fiducia sul decreto Ucraina in Senato. Il voto sul testo, senza emendamenti né articoli aggiuntivi, è previsto domani. Il provvedimento è già stato approvato alla Camera, anche lì con la fiducia.

Vertici Ue a Kiev

Nel quarto anniversario dell’aggressione russa all’Ucraina, i vertici Ue sono a Kiev. «La Russia non ha raggiunto i suoi obiettivi militari in Ucraina. Non riuscendo ad avanzare sul campo di battaglia, prende deliberatamente di mira civili e infrastrutture critiche ucraine, comprese quelle energetiche, ospedali, scuole ed edifici residenziali, nel mezzo di un inverno rigido. Gli ucraini restano straordinari per fermezza, determinazione e resilienza», affermano in una nota congiunta Ursula von der Leyen, Antonio Costa e Roberta Metsola. «La guerra di logoramento di Putin sta progressivamente indebolendo la Russia e siamo determinati ad aumentare ulteriormente la pressione affinché Mosca ponga fine alla sua aggressione e si impegni in negoziati significativi verso la pace», aggiungono.

Von der Leyen: pace alle condizioni di Kiev

Nella sua decima visita nella capitale ucraina, Von der Leyen chiede «pace alle condizioni dell’Ucraina» e riafferma che «l’Europa è fermamente al fianco dell’Ucraina, finanziariamente e militarmente, anche durante questo rigido inverno» e sottolinea «il nostro impegno costante nella giusta lotta dell’Ucraina». La presidente della Commissione è infine a Kiev «per inviare un messaggio chiaro sia al popolo ucraino che all’aggressore: non cederemo finché la pace non sarà ristabilita».

Richiesta di chiarire che cosa pensi sulla richiesta ucraina di aderire alla Ue entro il 2026, von der Leyen ha evitato di entrare nel merito della scadenza indicando che si tratta di un «parametro di riferimento» dell’Ucraina e che in ogni caso è fiduciosa: «Il Paese è sulla buona strada per diventare membro della Ue, i progressi nelle riforme sono enormi anche per la velocità con la quale vengono realizzati nonostante la guerra in corso», ha detto. Aggiungendo che «la velocità dipende dal paese candidato a entrare nella Ue, da parte nostra il sostegno è pieno».

La presidente della Commissione von der Leyen ha poi detto che quanto concordato sul prestito a Kiev deve essere realizzato: «I 27 hanno dato la loro parola e non possono tornare indietro: dobbiamo decidere in un modo o nell’altro, abbiamo diverse opzioni e le useremo». Von der Leyen si è riferita al veto ungherese sull’attuazione dell’accordo sancito a dicembre dai capi di stato e di governo. Non ha dettagliato le opzioni cui si è riferita. La “ministra” degli esteri Ue Kallas ieri ha parlato della possibilità di usare gli asset russi congelati dalle sanzioni, tuttavia è una soluzione che non è passata al vaglio dei 27 leader per cui difficilmente può essere la soluzione.

Ucraina, Von der Leyen arrivata a Kiev nell'anniversario della guerra

Zelensky: di Mosca non ci si può fidare

Anche secondo il presidente ucraino Volodymir Zelensky, Vladimir Putin «ha fallito, non ha raggiunto i suoi obiettivi di guerra». Kiev «farà qualunque cosa necessaria per arrivare a una pace solida e duratura», ha detto il leader ucraino. «Noi ucraini siamo sfiniti dalla guerra e vorremmo finirla il prima possibile, ma se diamo a Putin tutto quello che chiede avremo perso ogni cosa» ha detto Zelensky in un’intervista con la Cnn, aggiungendo che questa non è un’opzione. Al Financial Times Zelensky ha detto: «Stanno giocando con Trump e stanno giocando con il mondo intero. Putin pensa di apparire convincente e di potersi fidare di lui. No, è un pessimo attore». Nell’intervista a FT Zelensky definisce “miope” credere che la guerra finirà con il ritiro ucraino dal Donbass, perché di Mosca “non ci si può fidare”, sottolineando che sulle concessioni territoriali c’è «più pressione su Kiev che su Mosca”. Zelensky, questa volta alla Cnn, ha poi invitato il presidente Usa a “rimanere al fianco dell’Ucraina».

Al Pe solo M5s e Vannacci contrari al testo pro-Kiev. Lega e Avs astenuti

Gli eurodeputati del Movimento 5 Stelle e Roberto Vannacci sono stato gli unici italiani a votare contro la risoluzione dell’Eurocamera in sostegno all’Ucraina, votata in Aula dopo il discorso in videocollegamento da Kiev del presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Risultano invece astenuti gli eurodeputati della Lega, di Avs e Marco Tarquinio del Pd. A favore infine le delegazioni di FdI, FI e Pd e Elisabetta Gualmini da poco passata ad Azione.

Ministro Difesa Fedorov delinea nuovo piano di guerra di Kiev

Dopo l’intervento del presidente ucraino, il ministro della Difesa di Kiev Mykhailo Fedorov ha annunciato che, parallelamente ai negoziati di pace, l’Ucraina ha preparato un piano di guerra che comprende tre aree chiave: il rafforzamento della difesa aerea, l’arresto delle truppe russe e la privazione della Russia delle risorse economiche per continuare la sua aggressione.

«Ogni giorno, ogni ucraino pensa a una cosa: quando finirà la guerra. Vogliamo la pace più di chiunque altro al mondo. Il presidente, il team negoziale e i diplomatici lavorano ogni giorno per avvicinarla. Ma la Russia continua a combattere perché crede di poterci spezzare con la forza e le risorse. Pertanto, il presidente ha assegnato un compito chiaro al team del Ministero della Difesa: parallelamente alla diplomazia, rafforzare la difesa in modo da costringere il nemico alla pace», ha scritto Fedorov sul proprio profilo Telegram.

Delineando i tre obiettivi della difesa ucraina, Fedorov ha specificato che il primo obiettivo è rafforzare la difesa aerea per proteggere i civili e le infrastrutture critiche. Il ministero della Difesa ucraino ha dichiarato che l’Ucraina mira a rilevare tutte le minacce aeree in tempo reale e intercettare la maggior parte dei missili e dei droni. A tal fine, sta creando un sistema di difesa aerea multilivello e sta intensificando l’uso di intercettori.

Il secondo obiettivo è fermare le forze russe sulla terraferma, in mare e nel cyberspazio. «Il nemico paga per ogni chilometro di territorio ucraino. Nella regione di Donetsk - 156 soldati per chilometro quadrato», ha osservato Fedorov. Il terzo obiettivo è privare la Russia delle opportunità economiche per continuare la guerra. Il dipartimento ha osservato che la principale fonte di finanziamento dell’aggressione russa sono i proventi delle esportazioni di petrolio, in particolare attraverso la cosiddetta flotta ombra. L’Ucraina prevede di rafforzare le sanzioni, coordinare le azioni con i partner e sta sviluppando una strategia per contrastare questo meccanismo.

Tre ministri Ue: «Pronti ad aumentare la pressione su Mosca»

La diplomazia dei paesi europei ha voluto lanciare un suo messaggio. «Gli europei hanno un piano chiaro: una pace giusta in Ucraina». Per questo sono pronti ad «aumentare la pressione sulla Russia», mentre la volontà di sostenere Kiev resta «irremovibile». È quello che scrivono in un intervento congiunto sulla Frankfurter Allgemeine Zeitung, in occasione del quarto anniversario dell’invasione russa, i ministri degli Esteri dell’E3, il tedesco Johann Wadephul, il francese Jean-Noel Barrot e il polacco Radoslaw Sikorski. Nel messaggio intitolato “L’Europa ha il fiato lungo”, affermano: il piano di Putin è «clamorosamente fallito», la Nato è «più unita che mai», e l’Europa è «più forte e resiliente».

Ucraina, 1453° giorno di guerra

Photogallery18 foto

Mosca: pace impossibile se Nato si espande verso confini russi

La Russia non arretra. «Gli obiettivi» dell’intervento militare russo in Ucraina «non sono stati pienamente raggiunti», e quindi «l’operazione militare speciale continua», ha detto il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, citato dalle agenzie russe. La Russia, inoltre, sostiene che sia impossibile risolvere il conflitto in Ucraina senza affrontare la questione dell’espansione della Nato verso i confini russi, indicata da Mosca come una delle cause principali della guerra. Lo ha dichiarato la portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova alle agenzie russe. «L’espansione incontrollata dello spazio geopolitico dell’Alleanza fino ai nostri confini, inclusa l’Ucraina, è diventata una delle cause profonde del conflitto», ha affermato Zakharova, aggiungendo che «senza la sua eliminazione è impossibile una soluzione della crisi».

Londra vara nuove sanzioni

Mentre il ventesimo pacchetto di sanzioni Ue contro Mosca si arena per l’opposizione dell’ungherese Orban, il governo britannico di Keir Starmer annuncia un ennesimo pacchetto di sanzioni contro la Russia nel quarto anniversario dell’inizio della guerra in Ucraina. In totale vengono evocate 300 nuove misure, contro aziende e individui nel settore energetico e petrolifero nella fornitura di «equipaggiamento militare» per le forze di Mosca. Nel mirino le «cruciali» esportazioni di petrolio russo e il colosso degli oleodotti Transneft, «responsabile dell’80%» dell’export petrolifero nell’ambito di quelli che vengono definiti «i disperati sforzi del Cremlino di trovare compratori per il suo greggio» già sanzionato dall’occidente.

Riproduzione riservata ©
Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti