Metalmeccanici, Fiom-Fim-Uilm chiedono più welfare, 280 euro di aumento e la riduzione dell’orario fino a 35 ore
Nella piattaforma del rinnovo del contratto nazionale che interessa 1,5 milioni di metalmeccanici si propone di innalzare a 250 euro i flexible benefit esentasse
di Giorgio Pogliotti
4' di lettura
I punti chiave
- Indennità di 700 euro per i dipendenti di imprese senza contrattazione aziendale
- Welfare: una piattaforma unica nazionale
- Orario di lavoro: sperimentare la riduzione fino a 35 ore
- Conciliazione tempi di vita e di lavoro: più flessibilità nell’utilizzo dei Par
- Politiche di genere e contrasto del gender pay gap
- Rapporti di lavoro a termine: definire nei contratti le causali
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Un incremento medio a regime dei minimi retributivi pari a 280 euro. Insieme a più risorse per il welfare, portando i flexible benefit - totalmente esentasse- dagli attuali 200 a 250 euro e favorendo la conversione del premio di risultato in prestazioni di welfare. Sperimentazione della riduzione dell’orario di lavoro per portarlo progressivamente a 35 ore settimanali. Aumento delle risorse aziendali per rafforzare il fondo sanitario complementare Mèta salute, più spazio alle misure di conciliazione tra vita e lavoro (congedi parentali, smart working).
Sono alcuni dei punti qualificanti dell’ipotesi di piattaforma presentata da Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm per il rinnovo del contratto nazionale dei metalmeccanici con Federmeccanica e Assistal che ha durata dal 30 giugno 2024 al 30 giugno 2027, che sarà sottoposta a consultazione certificata con voto segreto dei lavoratori per l’approvazione finale.
Si avvicina, infatti, la scadenza del 30 giugno del contratto vigente che coinvolge più di 1,5 milioni di lavoratori in 30mila aziende che nel 2022 hanno prodotto l’8% del Pil italiano, rappresentano il 6,2% dell’occupazione e il 45% delle esportazioni del nostro Paese.
Indennità di 700 euro per i dipendenti di imprese senza contrattazione aziendale
L’aumento economico dei minimi retributivi pari a 280 euro è riferito al livello C3 del nuovo inquadramento contrattuale (ex-5°cat.) che è considerato il parametro medio di riferimento.I sindacati propongono un incremento a 700 euro dell’importo annuo dell’elemento di perequazione riconosciuto ai dipendenti di imprese che non hanno in vigore un premio di risultato o senza voci retributive derivanti dalla contrattazione aziendale.
Welfare: una piattaforma unica nazionale
Sul versante welfare i sindacati propongono un aumento dell’importo dei flexible benefit a 250 euro annui e l’istituzione di una «Piattaforma metalmeccanica Welfare» unicanazionale gestita dalle parti per garantire a tutti la possibile conversione del Premio di risultato in prestazioni di welfare, con ulteriori convenzioni e forme di sostegno ai dipendenti. Nella piattaforma si chiede l’adeguamento progressivo del contributo mensile a carico aziendale di 4 euro a dipendente, per sviluppare prestazioni di carattereintegrativo e mutualistico erogate dal Fondo sanitario. Si propone anche di incrementare il numero di aderenti al Fondo previdenziale Cometa attraverso forme di premialità straordinarie riservate ai nuovi aderenti.
Orario di lavoro: sperimentare la riduzione fino a 35 ore
La piattaforma dei sindacati prevede di sperimentare e consolidare a livello di contratto nazionale la riduzione dell’orario di lavoro e la rimodulazione oraria secondo modalità come il telelavoro, o il lavoro agile già parzialmente utilizzate nella contrattazione di secondo livello, attraverso un maggior utilizzo degli impianti e nuovi turni. Nella piattaforma si propone di definire una normativa quadro a livello nazionale. Secondo i sindacati si tratta di misure che accrescono l’attrattività del settore per le giovani generazioni, e possono migliorare le condizioni di lavoro riducendo gliinfortuni.








