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Meta si adegua all’era Trump: passo indietro su moderazione contenuti. Cosa cambia per gli utenti

L’annuncio arriva oggi dal Ceo di Meta Mark Zuckerberg e per ora vale solo per gli Usa. E’ un nuovo segnale di una svolta trumpiana del colosso dei social?

di Alessandro Longo

Mark Zuckerberg, CEO di Meta. (Photo by Drew ANGERER / AFP)

5' di lettura

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Meta, passo indietro su moderazione contenuti, “basta censura, abbiamo sbagliato”: ecco cosa cambia per gli utenti Fuori i moderatori “professionisti”, verificatori di fatti e di fake news, e meno censura di contenuti scomodi.

Meta annuncia una rivoluzione nelle politiche di revisione contenuti. Sono novità che cambieranno in modo significativo il modo in cui i post, i video e altri contenuti sono moderati online e quindi appaiono a noi utenti su Facebook, Instagram, Threads.

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Meta sostituirà i moderatori con i volontari delle “note della comunità”, generate e valutate da utenti normali, come quelle di X (già Twitter) di Elon Musk. Il miliardario infatti non appena ha acquistato Twitter si è liberato di tanti dipendenti, tra cui appunto i moderatori ufficiali. Meta inoltre si impegna a mostrare di più contenuti che prima bloccava o rendeva poco visibili come quelli politici o di impatto sociale.

L’annuncio arriva oggi dal Ceo di Meta Mark Zuckerberg e per ora vale solo per gli Usa.

E forse non è un caso che avvenga pochi giorni prima dell’insediamento del presidente eletto Donald Trump. Trump e altri repubblicani hanno criticato Zuckerberg e Meta per ciò che considerano una censura delle voci di destra. La stampa amerciana ipotizza uno spostamento a destra del social. E’ notizia di pochi giorni fa l’ingresso di Dana White fedelissimo di Trump e amico di Elon Musk nel loro consiglio di amministrazione come anche settimana scorsa il passo indietro di Nick Clegg dalla carica di responsabile degli affari globali e capo della comunicazione.

Moderazione

«I fact checker sono stati troppo di parte politica e hanno distrutto più fiducia di quanta ne abbiano creata», ha detto Zuckerberg in un video che annunciava la nuova politica martedì. «Quello che è iniziato come un movimento per essere più inclusivo è stato sempre più usato per chiudere le opinioni e per escludere le persone con idee diverse, ed è andato troppo oltre», aggiunge. Una posizione non diversa da quella di Musk che ha sempre considerato Twitter (prima di comprarselo) troppo “di sinistra” o “woke” nelle politiche di moderazione contenuti e messa a bando di profili (che infatti si è affrettato a ripristinare su X, a partire proprio da quello di Trump).

«Negli ultimi anni abbiamo sviluppato sistemi sempre più complessi per gestire i contenuti sulle nostre piattaforme, in parte in risposta alle pressioni sociali e politiche per moderare i contenuti. Questo approccio si è spinto troppo oltre», ha detto Zuckerberg. «Per quanto ben intenzionati, molti di questi sforzi si sono ampliati nel tempo fino al punto in cui stiamo commettendo troppi errori, frustrando i nostri utenti e ostacolando troppo spesso la libera espressione che ci eravamo prefissati di consentire. Troppi contenuti innocui vengono censurati, troppe persone si ritrovano ingiustamente rinchiuse nella “prigione di Facebook” e spesso siamo troppo lenti a rispondere quando succede».

«Vogliamo rimediare a tutto questo e tornare al nostro impegno fondamentale per la libertà di espressione. Oggi stiamo apportando alcune modifiche per rimanere fedeli a questo ideale».

Il Ceo di Meta dice che l’approccio volontaristico “funziona su X, dove la comunità è in grado di decidere quando i post sono potenzialmente fuorvianti e necessitano di un contesto più ampio, e le persone, da una gamma di prospettive diverse, decidono quale tipo di contesto sia utile per gli altri utenti. Pensiamo che questo possa essere un modo migliore per raggiungere il nostro intento originario di fornire alle persone informazioni su ciò che vedono, e che sia meno soggetto a pregiudizi”.

Come funzionerà?

Come spiega il capo di Meta, le note sono scritte e valutate dagli utenti che contribuiscono. Proprio come avviene su X, le Note della Comunità richiederanno l’accordo tra persone con diversi punti di vista per evitare valutazioni distorte. “Intendiamo essere trasparenti sul modo in cui i diversi punti di vista influenzano le note visualizzate nelle nostre app e stiamo lavorando al modo giusto per condividere queste informazioni”.

Le persone possono iscriversi già oggi negli Usa (Facebook, Instagram, Threads) per avere l’opportunità di essere tra i primi a contribuire a questo programma non appena sarà disponibile.

“Abbiamo in programma di introdurre gradualmente Community Notes negli Stati Uniti nei prossimi due mesi e continueremo a migliorarlo nel corso dell’anno. Nel corso della transizione, elimineremo il controllo del fact-checking, smetteremo di declassare i contenuti verificati e, invece di sovrapporre avvisi interstiziali a schermo intero su cui è necessario cliccare prima di poter vedere il post, utilizzeremo un’etichetta molto meno invadente che indicherà che ci sono informazioni aggiuntive per coloro che vogliono vederle”, aggiunge.

Visibili più contenuti, meno censura

Zuckerberg dice che aumenteranno i tipi di contenuti permessi, perché “stiamo eliminando una serie di restrizioni su argomenti come l’immigrazione, l’identità di genere e il sesso, che sono oggetto di frequenti discorsi e dibattiti politici. Non è giusto che si possano dire certe cose in televisione o al Congresso, ma non sulle nostre piattaforme. Questi cambiamenti di politica potrebbero richiedere alcune settimane per essere pienamente attuati”.

“Cambieremo anche il modo in cui applichiamo le nostre politiche per ridurre il tipo di errori che rappresentano la maggior parte della censura sulle nostre piattaforme. Finora abbiamo utilizzato sistemi automatici per individuare tutte le violazioni delle policy, ma questo ha comportato troppi errori e la censura di troppi contenuti che non avrebbero dovuto essere censurati. Continueremo quindi a concentrare questi sistemi sulle violazioni illegali e ad alta gravità, come il terrorismo, lo sfruttamento sessuale dei minori, la droga, le frodi e le truffe”. “Per le violazioni meno gravi, ci affideremo alla segnalazione di un problema prima di intraprendere qualsiasi azione”.

Altra novità, aumenterà la visibilità di contenuti politici e sociali sulle piattaforme, ora fortemente penalizzati sulle quelle piattaforme. Zuckerberg ammette di avere esagerato e quindi comincerà gradualmente a fare vedere di più quei contenuti, “con un approccio più personalizzato, in modo che le persone che desiderano vedere più contenuti politici nei loro feed possano farlo”.

Zuckerberg dice anche che migliorerà la possibilità degli utenti di appellarsi alle loro decisioni di blocco contenuti e profili; un sistema che Meta deve ottimizzare già ora in Europa, per legge.

“Stiamo studiando modi per rendere più semplice il recupero degli account, stiamo testando la tecnologia di riconoscimento facciale e abbiamo iniziato a utilizzare i modelli linguistici di grandi dimensioni (LLM) dell’intelligenza artificiale per fornire una seconda opinione su alcuni contenuti prima di intraprendere azioni di contrasto”.

L’annuncio arriva nel contesto di un più ampio spostamento ideologico a destra all’interno dei vertici di Meta (come di altri protagonisti della Silicon Valley), e mentre Zuckerberg cerca di migliorare il suo rapporto con Trump prima che il presidente eletto entri in carica alla fine del mese. Appena un giorno prima, Meta aveva annunciato che l’alleato di Trump e amministratore delegato della UFC Dana White sarebbe entrato a far parte del suo consiglio di amministrazione, insieme ad altri due nuovi direttori. Meta ha anche dichiarato che donerà un milione di dollari al fondo inaugurale di Trump e che Zuckerberg vuole assumere un “ruolo attivo” nelle discussioni sulla politica tecnologica.

E l’Europa?

Non è chiaro come si regolerà Meta per l’Europa dove si applicano leggi più stringenti sulle politiche di moderazione, con più potere affidato agli utenti e ai cosiddetti “segnalatori attendibili” (di contenuti fake news o simili), certificati e indipendenti.

L’applauso di Donald Trump

Anche il presidente eletto Usa Donald Trump è intervenuto sulla decisione di Meta: «Penso che Meta abbia fatto molta strada, l’uomo (Zuckerberg, ndr) è impressionante», ha detto in conferenza stampa.

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