Domande e risposte

Che cos’è il Digital Services Act? Ecco cosa cambia per utenti e aziende

Il Dsa rivoluziona i rapporti di forza su internet, garantendo diritti agli utenti e imponendo regole di sicurezza e trasparenza alle piattaforme online

di Alessandro Longo

The European Digital Services Act concept. The letters DSA surrounded by yellow stars on blue background showing Europe. Pins representing the digital nature of the legislation.

4' di lettura

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Il Digital Services Act (Dsa) è operativo e prova a cambiare la vita degli utenti internet europei, dando loro più diritti. Al tempo stesso cerca di creare condizioni migliori per lo sviluppo dell’innovazione e delle aziende minori. In altre parole, la normativa Dsa è il primo grande tentativo dell’Europa di rivoluzionare i rapporti di forza nella grande internet, che ritiene ora troppo dominata dalle big tech. L’impatto è sia sull’economia sia sulla società attraversate dall’era digitale.

Cos’è il Digital Services Act?

Il Digital Services Act, anche chiamata “normativa sui servizi digitali”, è un regolamento approvato dall’Unione Europea e di vasta portata. Si propone di aggiornare le regole di settore in risposta all’evoluzione delle tecnologie digitali e delle pratiche di business. Stabilisce regole stringenti per garantire che le piattaforme online operino in modo sicuro, trasparente e responsabile. Dal 17 febbraio 2024 la normativa sui servizi digitali si applica a tutte le piattaforme. Dalla fine di agosto 2023 le norme si applicavano già alle piattaforme designate con oltre 45 milioni di utenti nell’UE (il 10% della popolazione europea), ossia le piattaforme o i motori di ricerca online di dimensioni molto grandi.

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Gli obblighi previsti crescono in modo proporzionale a importanza e ruolo delle aziende interessate. Da notare che gli obblighi e i diritti (per utenti e aziende) del Dsa trovano complementarietà con quelli di un’altra importante normativa europea, il Digital Markets Act.

A chi si rivolge il Dsa

Le aziende che hanno più obblighi sono le big tech, chi ha oltre i 45 milioni di utenti in Europa. Seguono le altre piattaforme online (quelle che riuniscono venditori e consumatori, come mercati online, app store, piattaforme dell’economia collaborativa e piattaforme dei social media); i servizi di hosting (cloud e di web hosting) e i servizi di intermediazione, che offrono infrastrutture di rete (fornitori di accesso a Internet e registrar di nomi di dominio).

Se la Commissione europea accerta definitivamente una violazione della legge sui servizi digitali, può adottare una decisione che infligge ammende fino al 6% del fatturato globale dell’azienda in questione.

Obiettivi del Dsa

La normativa sui servizi digitali tutela i consumatori e i loro diritti fondamentali stabilendo norme chiare e proporzionate per le attività online. Promuove l’innovazione, la crescita e la competitività e facilita l’espansione delle piattaforme più piccole, delle pmi e delle start-up. I ruoli degli utenti, delle piattaforme e delle autorità pubbliche sono riequilibrati in base ai valori europei, ponendo al centro i cittadini.

Le stesse norme si applicheranno in tutta l’Unione. L’Ue prevede che grazie al Dsa il commercio digitale transfrontaliero nel mercato unico aumenterà fino al 2 per cento.

Cosa cambia per gli utenti?

Noi utenti acquisiamo nuovi diritti, sempre pensati per riequilibrare i rapporti di forza verso le aziende internet.

Maggiore trasparenza sulle raccomandazioni fornite (su social, ecommerce eccetera): ad esempio, se un utente su una piattaforma come Facebook o YouTube si domanda perché gli vengano mostrati certi contenuti, il Dsa obbliga queste piattaforme a fornire spiegazioni chiare sui criteri usati dai loro algoritmi di raccomandazione.

Diritto di replica più efficace: se il contenuto di un utente viene rimosso per presunta violazione delle norme, le piattaforme grandi dovranno offrire un processo di appello più trasparente, più accessibile e indipendente, consentendo agli utenti di difendere e ripristinare i loro contenuti (se ingiustamente rimossi).

Protezione contro i contenuti dannosi: gli utenti avranno strumenti più potenti per segnalare contenuti illegali o nocivi, e le piattaforme dovranno agire rapidamente per valutarli e, se necessario, rimuoverli. Per l’Europa è importante adesso proteggere i cittadini e la società ad esempio dalla disinformazione, in questo modo, o da contenuti lesivi per i soggetti più deboli come i minori.

Il Dsa tra l’altro vieta annunci pubblicitari mirati, sulle piattaforme online, rivolti ai minori o annunci pubblicitari che usano dati personali sensibili.

Per giornalisti e ricercatori prevedere il diritto all’accesso ai dati delle piattaforme, al fine di comprendere i rischi connessi per la società e per i diritti fondamentali (ad esempio per monitorare il livello di fake news).

Cosa cambia per le aziende?

Le aziende che operano nel settore digitale dovranno introdurre varie misure, sempre con un criterio di proporzionalità rapportato alle loro dimensioni.

Sorveglianza dei contenuti illegali: le aziende ecommerce come eBay o Amazon dovranno rafforzare i loro sistemi per prevenire la vendita di merci illegali o contraffatte attraverso i loro siti. Previste policy basate sul principio della conoscenza dei propri clienti (o “know your business customer”) e obbligo a compiere controlli a campione sui prodotti venduti sulla propria piattaforma e di adottare nuove tecnologie per la tracciabilità dei prodotti

Conformità e sicurezza dei dati: le aziende dovranno adottare i migliori protocolli di sicurezza per proteggere i dati degli utenti, come crittografia e autenticazione a più fattori, per evitare violazioni dei dati e garantire la privacy.

Audit e controlli regolari: grandi piattaforme come Google e Meta (Facebook, Instagram) dovranno sottoporsi a controlli regolari per assicurare la conformità alle nuove norme. Ciò include verifiche indipendenti e rapporti dettagliati sulle loro operazioni e pratiche di moderazione.

Gestione degli annunci migliorata: le piattaforme dovranno garantire che la pubblicità online non sia ingannevole o dannosa. Per esempio, Google Ads dovrà implementare sistemi più robusti per filtrare e rifiutare pubblicità che promuovono prodotti o servizi illegali.

Facilità di segnalazione: miglioramenti nell’interfaccia utente per permettere una più facile segnalazione di contenuti problematici su piattaforme social, rendendo il processo più intuitivo e meno oneroso per l’utente. Le aziende digitali più piccole, che fanno business con le piattaforme online, potranno prendere decisioni di business più accurate grazie all’obbligo di rendere più trasparenti i processi interni di quelle piattaforme.

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