Operazione militare

Messico, ucciso il capo dei narcos “el Mencho”. Incendi e violenze nel paese: almeno 26 vittime

Il capo del cartello messicano di Jalisco, Nemesio Rubén Oseguera Cervantes, “el Mencho”, morto in una operazione militare è prima rimasto ferito nel blitz per catturarlo a Tapalpa, Jalisco, a circa due ore di macchina a sud-ovest di Guadalajara, ed è morto durante il trasporto aereo a Città del Messico

Gli agenti messicani di polizia mettono in sicurezza un’area dove alcuni veicoli sono stati incendiati dai membri della criminalità organizzata per bloccare una strada, in seguito all’operazione militare in cui è stato ucciso il capo dei narcos “El Mencho” (Reuters)

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Il Messico sprofonda nel caos e nella violenza dopo l’operazione che ha portato all’uccisione di Nemesio Oseguera Cervantes “el Mencho”, il capo del cartello di Jalisco. Al momento le autorità hanno certificato la morte di 26 persone, tra cui una donna incinta e 17 agenti delle forze dell’ordine.

Molte compagnie aeree hanno sospeso i voli verso il Messico, mentre la Farnesina sta seguendo gli sviluppi invitando gli italiani sul posto a limitare gli spostamenti. Sospese anche alcune partite di calcio.

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La morte di “El Mencho”

Il capo del cartello messicano di Jalisco, Nemesio Rubén Oseguera Cervantes, “El Mencho”, morto in una operazione militare è prima rimasto ferito nel blitz per catturarlo a Tapalpa, Jalisco, a circa due ore di macchina a sud-ovest di Guadalajara, ed è morto durante il trasporto aereo a Città del Messico. Lo ha dichiarato il Dipartimento della Difesa in un comunicato. Lo stato di Jalisco è la base del cartello noto per il traffico di enormi quantità di fentanyl e altre droghe verso gli Stati Uniti.

L’operazione militare

Durante l’operazione, i soldati sono stati colpiti dal fuoco nemico e hanno ucciso quattro persone sul posto. Altre tre persone, tra cui Oseguera Cervantes, sono rimaste ferite e sono poi morte, si legge nel comunicato. Altre due persone sono state arrestate e sono stati sequestrati veicoli blindati, lanciarazzi e altre armi. Tre membri delle forze armate sono rimasti feriti e stanno ricevendo cure mediche.

I blocchi stradali e gli scontri

L’uccisione del potente signore della droga ha innescato diverse ore di blocchi stradali con veicoli in fiamme a Jalisco e in altri stati. Tali tattiche sono comunemente utilizzate dai cartelli per bloccare le operazioni militari. Jalisco ha sospeso le lezioni nello stato per lunedì.

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Il bilancio delle vittime

Sono almeno 26 al momento i decessi confermati dalle autorità in seguito alle violenze esplose in Messico per l’uccisione di Nemesio Oseguera Cervantes ’El Mencho’, il capo del cartello di Jalisco.

Tra le vittime figurano una donna al terzo mese di gravidanza e 17 agenti delle forze dell’ordine: quindici membri della Guardia Nazionale, un agente della Procura e una guardia carceraria. Sul fronte criminale si registrano otto decessi. Le forze dell’ordine hanno inoltre arrestato 27 persone: undici per gli episodi di violenza e 14 per i saccheggi ai danni di attività commerciali e istituti di credito.

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Il ruolo degli Stati Uniti

Il merito di aver eliminato il capo narcos El Mencho al centro di un botta e risposta polemica sui social tra una giornalista vicina al movimento Maga, Laura Loomer, e l’ambasciata messicana a Washington. Per prima Loomer ha postato un messaggio in cui raccontava che erano stati i militari americani ad aver portato a termine l’operazione contro il boss. Immediata la replica della missione diplomatica: “Questo post è falso. L’operazione militare a Tapalpa, Jalisco, volta a catturare Rubén ”N”, alias “Mencho”, è stata pianificata ed eseguita dalle Forze Speciali messicane. L’azione è stata condotta nell’ambito della cooperazione bilaterale, con le autorità statunitensi che hanno fornito informazioni di intelligence complementari”, ha quindi precisato l’ambasciata.

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