Guerra sugli scambi

Trump minaccia di abolire il patto commerciale tra Usa, Canada e Messico

Per la Casa Bianca il vecchio Nafta, ora ribattezzato Usmca, «non porta vantaggi» e va sostituito con accordi bilaterali

di Luca Veronese

Il primo ministro canadese Mark Carney, la presidente messicana Claudia Sheinbaum e il presidente Usa Donald Trump.

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Donald Trump e la sua amministrazione sono tornati a minacciare il Canada e Messico: il trattato di libero scambio in Nord America potrebbe essere abolito. Jamieson Greer, rappresentante commerciale degli Stati Uniti, ha ribadito che Trump intende «mantenere gli aspetti funzionanti dell’accordo, ma che non vi è alcuna ragione naturale per cui ci debba essere un unico accordo».

Si tratta del vecchio Nafta - North American Free Trade Agreement - rinnovato da Trump nel corso del suo primo mandato, poi ribattezzato Usmca - United States, Mexico and Canada - e ora da rivedere entro il prossimo luglio.

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Gli Stati Uniti - ha detto Greer un paio di settimane fa in un’intervista al New York Times - vogliono discutere con il Messico di produzione energetica, vendita di mais e questioni sindacali, mentre le questioni principali con il Canada includono prodotti lattiero-caseari, trasmissione elettrica e regolamentazione digitale. «Non siamo vincolati a nessun accordo o formato specifico semplicemente perché esiste, la priorità dell’amministrazione è portare posti di lavoro nel settore manifatturiero negli Stati Uniti, incoraggiare la crescita salariale e ridurre il deficit commerciale statunitense», ha aggiunto. Per poi essere ancora più categorico: «Il presidente è stato molto chiaro. Ha intenzione di uscire dall’accordo. Quindi vedremo come andrà». Quindi l’accordo Usmca - noto anche come nuovo Nafta, o in Messico come T-Mec, cioè Tratado entre Mexico, Estados Unidos y Canada - potrebbe avere i giorni contati e dissolversi nel nulla lasciando spazio ad accordi bilaterali. In perfetta linea con le politiche commerciali aggressive dell’amministrazione repubblicana.

Ciò potrebbe rivelarsi catastrofico per le aziende che hanno strutturato la propria attività attorno all’accordo commerciale. Migliaia di miliardi di dollari di scambi commerciali avvengono nell’ambito del patto, e abbandonarlo potrebbe causare danni agli agricoltori e alle case automobilistiche americane e danneggiare la crescita economica degli Stati Uniti.

La prospettiva di rompere l’Usmca è un’anticipazione delle tattiche di pressione che la Casa Bianca metterà in atto quando la sua amministrazione rinegozierà le intese sul commercio. La minaccia di Trump di bloccare il ponte Detroit-Windsor è stata l’ultima di una serie di attacchi contro il premier canadese Mark Carney. A ottobre, Trump ha sospeso i colloqui commerciali a causa di uno spot pubblicitario - pagato dalla Provincia dell’Ontario e trasmesso negli Stati Uniti - che riportava uno storico discorso nel quale il presidente Ronald Reagan condannava i dazi doganali.

L’amministrazione Trump sta osservando con irritazione le mosse di Carney per rafforzare le relazioni commerciali del Canada con altri Paesi, tra cui la Cina: il presidente Usa ha minacciato di imporre dazi del 100% sui prodotti canadesi e ha affermato che «la Cina avrebbe conquistato» il Canada e vietato l’hockey.

Lo stesso Trump ha risposto con animosità al discorso tenuto da Carney a Davos , in Svizzera, per spiegare che «l’era di un ordine globale guidato dagli Stati Uniti è finita» e che le potenze medie come il Canada avrebbero dovuto unirsi per difendere i propri interessi. «Il Canada vive grazie agli Stati Uniti. Ricordatelo, Mark, la prossima volta che farai un discorso», ha dichiarato Trump il giorno dopo il discorso di Carney a Davos.

Gli scontri non hanno portato a nuovi dazi e costituiscono il contesto aspro in cui i Stati uniti e Canada arriveranno a negoziare il teso dell’Usmca. Sempre che l’accordo non venga abolito per sempre. Del resto nell’ultimo anno l’amministrazione Trump ha imposto dazi su Canada e Messico nonostante l’Usmca. In Canada, questi dazi stanno colpendo duramente importanti settori dell’economia come legname, automobili, acciaio e alluminio.

Tuttavia, l’accordo attuale lascia la maggior parte degli scambi commerciali in Nord America sono stati risparmiati dalle tariffe. Tuttavia, a riprova della difficile fase di scontri, tra Stati Uniti e Canada gli scambi si sono ridotti nel 2025. I dati ufficiali mostrano come l’anno scorso il deficit commerciale degli Usa con il Canada si sia ridotto a 46,4 miliardi di dollari, rispetto ai 62 miliardi di dollari dell’anno precedente: tutto a causa del calo sia delle importazioni che delle esportazioni.

Canada e Messico si stanno riorganizzando per sostenere i costi della fine dell’Usmca. Un accordo che per Trump «non porta vantaggi agli Stati Uniti, è irrilevante, e solo il Canada vuole, perché ne ha bisogno».

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