Da Parigi a Varsavia

Merz a Macron: «Ombrello nucleare comune con Francia e Regno Unito»

Il neo-cancelliere tedesco in visita ufficiale all’Eliseo per rilanciare il motore franco-tedesco dell’Unione europea, soprattutto sulla difesa. E poi in Polonia: tema centrale l’immigrazione irregolare, ma Tusk critica i controlli alle frontiere

di Gianluca Di Donfrancesco

Friedrich Merz (a sinistra) ed Emmanuel Macron all’Eliseo  (AP)

3' di lettura

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Un ombrello nucleare “made in Europe”: il giorno dopo la nomina con brivido al Bundestag, il neo-cancelliere, Friedrich Merz ha rilanciato la sua proposta e lo ha fatto dall’Eliseo, a Parigi, nella conferenza stampa congiunta con il presidente Emmanuel Macron. Con Francia e Regno Unito, ha detto ieri Merz, «daremo ai nostri ministri il mandato di avviare la discussione».

L’obiettivo, ha sottolineato il premier tedesco, non è «sostituirci alle garanzie di sicurezza offerte dagli Stati Uniti», quanto di seguire un approccio complementare. Già a febbraio, Merz aveva invitato Parigi e Londra a discutere di deterrenza nucleare comune, di fronte alla svolta apertamente anti-europea di Donald Trump e al suo riavvicinamento al russo Vladimir Putin, con il parallelo disimpegno dal conflitto in Ucraina.

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Macron ha affermato che il rafforzamento del «pilastro europeo della Nato» non indebolisce l’Alleanza atlantica, ma piuttosto rappresenta «una maggiore assunzione di responsabilità da parte degli europei».

La difesa al centro

Mai come in questo bilaterale, il tema dominante è stato la difesa. «Accelereremo i programmi franco-tedeschi e svilupperemo nuove capacità», ha spiegato Macron, menzionando progetti congiunti su carri armati, aerei da combattimento e «missili a lungo raggio». Parigi e Berlino hanno inoltre deciso di istituire un «consiglio di difesa e sicurezza» bilaterale per affrontare le sfide strategiche comuni, con attenzione particolare all’innovazione e alla preparazione delle guerre del futuro.

La parola d’ordine dei due leader di comprovata fede europeista è rilanciare il motore franco-tedesco, senza il quale l’Unione non funziona. Il ministro degli Esteri francese, Jean-Noël Barrot, ha detto di aspettarsi che i rapporti tra Parigi e Berlino saranno più semplici di quanto non lo siano stati con il predecessore di Merz, Olaf Scholz. Nel neo-cancelliere, il Governo francese può finalmente trovare la sponda che cercava sull’aumento della spesa Ue per la difesa.

A Varsavia: immigrazione e riarmo

Da Parigi, Merz è volato a Varsavia: per i neo-cancellieri è tradizione fare visita ai due Paesi confinanti nel primo giorno di incarico, per sottolineare l’unità europea, da Ovest a Est. Questa volta, però, le visite sono particolarmente cariche di significato, nell’80° anniversario dalla capitolazione del nazionalsocialismo. Eppure, ottanta anni dopo il Secondo conflitto mondiale, l’Europa si ritrova ancora la guerra alle porte e a discutere di riarmo. «L’aggressione della Russia all’Ucraina ha infranto l’illusione di pace e sicurezza garantite in Europa», hanno scritto Merz e Macron in un intervento congiunto su Le Figaro.

A Varsavia, il cancelliere tedesco ha incontrato il premier polacco Donald Tusk. La visita segna una «nuova apertura, forse la più importante nella storia delle relazioni polacco-tedesche degli ultimi 10 anni», ha affermato Tusk, nella conferenza stampa congiunta.

Merz ha ribadito di essere «favorevole a un allentamento» delle regole di bilancio Ue per consentire ai Paesi membri di spendere di più nella difesa, con un meccanismo «simile a quanto fatto in Germania» con la riforma del freno al debito.

Tra i temi in agenda, anche l’immigrazione irregolare. Merz ha promesso un’azione immediata per contrastare il fenomeno in Germania, come parte della competizione elettorale con l’estrema destra di Alternative für Deutschland. La questione della politica migratoria «non è un problema nazionale ma europeo, che vogliamo risolvere insieme», ha detto Merz.

Su questo tema, però, le cose non vanno lisce tra Germania e Polonia, che si sono già scontrate, dopo il rafforzamento dei controlli alla frontiera, deciso dal Governo Scholz. E Tusk ha ribadito le critiche, durante la conferenza stampa congiunta: «Se qualcuno introduce un controllo alla frontiera polacca, la Polonia farà altrettanto: non ha senso», ha affermato.

«Saremo duri sulle politiche migratorie, ma - ha detto Tusk - servono soluzioni europee e questo non può voler dire che un Paese provoca problemi a un altro Paese». La Polonia, ha aggiunto, «ha praticamente chiuso la rotta migratoria illegale organizzata da Bielorussia, Russia e trafficanti internazionali. Ci aspettiamo pieno supporto». La Polonia, ha detto ancora Tusk, si è assunta «l’onere maggiore per quanto riguarda i migranti dall’Ucraina e per quanto riguarda gli investimenti nella difesa del confine esterno dell’Unione Europea».


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