Merz, bene la seconda: fiducia al Bundestag per il leader dei conservatori dopo aver sfiorato la debacle
Il candidato premier ha ottenuto la maggioranza necessaria alla Camera per il suo Governo di coalizione tra Cdu-Csu e Spd. Nel mattino non ce l’aveva fatta
dal nostro inviato Gianluca Di Donfrancesco
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Friedrich Merz ce l’ha fatta, al secondo tentativo, ma ce l’ha fatta: sarà il prossimo cancelliere tedesco. Al primo tentativo non ha ottenuto la fiducia al Bundestag per sei voti, fermandosi a 310 sui 316 necessari. Ore di trattative e nel pomeriggio del 6 maggio nuovo tentativo: maggioranza assoluta superata con 325 voti per il suo Governo di coalizione tra l’Unione dei conservatori Cdu-Csu e i socialdemocratici. Comunque una situazione impensabile alla vigilia. Per la prima volta dalla seconda guerra mondiale un candidato cancelliere fallisce la fiducia al primo tentativo.
Il colpo di scena
Nella seduta del mattino, la chiamata al voto procede veloce e si chiude alle 9:35. Il risultato, circa trenta minuti dopo, viene accolto da un silenzio carico di incredulità. Sulla carta, la coalizione nero-rossa poteva contare su una maggioranza ridotta: 328 seggi (208 la Cdu-Csu e 120 la Spd) rispetto alla soglia dei 316 voti necessari. Merz ne ha ottenuti solo 310 mentre 307 deputati hanno detto no. Sono stati espressi 621 voti su 630, uno è stato annullato e tre deputati si sono astenuti.
Immediata la caccia ai franchi tiratori, coperti dallo scrutinio segreto. Nell’Unione quasi tutti guardano nel campo dei socialdemocratici. Nella Spd quasi tutti sono convinti del contrario e puntano il dito sulla Cdu-Csu. Merz però tiene la calma e con lui i vertici del suo partito. Non si perde un secondo e ci si tuffa al lavoro per organizzare una seconda votazione nel pomeriggio. Per farlo, serve la maggioranza dei due terzi della Camera: tutti i gruppi acconsentono. Ma non basta l’opposizione dell’ultradestra.
Poco dopo le 15:30, va in atto il secondo tempo di una partita alla quale nessuno in Germania pensava di dover assistere. L’ormai ex cancelliere della Spd, Olaf Scholz, va a stringere la mano al rivale. Lo scontro aspro della campagna elettorale e della passata legislatura è alle spalle. Scholz è il primo a congratularsi quando Merz ribalta il risultato: sono le 16:17, l’esito dello scrutinio segreto viene accolto da un applauso carico di sollievo.
Il percorso
Dalle elezioni del 23 febbraio alla fiducia al Bundestag sono passati circa 70 giorni, per la firma del patto di coalizione tra l’Unione dei conservatori Cdu-Csu e la Spd ne sono bastati 45. E prima ancora che il vecchio Bundestag fosse sciolto, a fine marzo, Merz aveva già incassato un risultato storico, la riforma del freno al debito, il tabù incastonato nella Costituzione tedesca. Una svolta in primo luogo rispetto alle proprie posizioni e a quelle dell’Unione, da sempre schierati sulla difesa del vincolo, che consegna al Governo nascente una dote enorme da gestire: 500 miliardi di euro da investire nelle trascurate infrastrutture tedesche in 12 anni e il via libera alla spesa potenzialmente senza limiti sulla difesa.









