Il caso

Germania, per i servizi di intelligence Afd è un partito di «estrema destra incompatibile con la democrazia»

L’Ufficio per la protezione della Costituzione ha accertato che Alternative für Deutschland è un’organizzazione «di estrema destra acclarata» e non è «compatibile con l’ordinamento liberale e democratico» della Germania. Il partito guidato da Alice Weidel e Tino Chrupalla, e sostenuto da Elon Musk durante la recente campagna elettorale, è la seconda forza politica al Bundestag con quasi il 21% dei voti conquistati il 23 febbraio. Da allora è cresciuta ancora. L’8 maggio, l’intelligence ha sospeso la classificazione, dopo il ricorso del partito

di Gianluca Di Donfrancesco

Aggiornato l’8 maggio 2025, ore 13:52

Manifestanti di Afd con uno striscione contro l’immigrazione (Afp)

6' di lettura

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Una bomba sulla politica tedesca a pochi giorni dalla nascita del nuovo Governo che sarà guidato dal conservatore Friedrich Merz: l’Ufficio per la protezione della Costituzione ha accertato il 2 maggio che Alternative für Deutschland è un’organizzazione «di estrema destra acclarata» e non è «compatibile con l’ordinamento liberale e democratico» della Germania. Il partito guidato da Alice Weidel e Tino Chrupalla, e sostenuto da Elon Musk durante la recente campagna elettorale, è la seconda forza politica al Bundestag con 152 seggi e quasi il 21% dei voti conquistati il 23 febbraio. Da allora è cresciuta ancora e in alcuni sondaggi ha addirittura superato la Cdu-Csu, piazzandosi al primo posto, nell’80° anniversario della liberazione dal nazionalsocialismo. Il 5 maggio il partito ha presentato ricorso e l’8 maggio l’Ufficio per la protezione della Costituzione tedesca ha temporaneamente sospeso la classificazione fino a quando il tribunale amministrativo non si sarà pronunciato, senza tuttavia riconoscere alcun obbligo legale.

La decisione

Per l’intelligence interna, però, non ci sono più dubbi. È lo stesso verdetto che finora era stato emesso per le federazioni regionali della Turingia, della Sassonia e della Sassonia-Anhalt, ma non per il partito a livello federale, fin qui considerato solo come un caso «sospetto».

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Afd ha nel suo programma la remigrazione di massa di quanti non si adeguano allo stile di vita dei tedeschi. Remigrazione è l’eufemismo coniato dall’ideologo austriaco di estrema destra, Martin Sellner, che la definisce come l’espulsione degli immigrati che violano la legge o che semplicemente «rifiutano di integrarsi», indipendentemente dal loro status di cittadinanza.

La concezione di popolo «prevalente nel partito, basata sull’etnia e sulla discendenza, non è compatibile con l’ordinamento liberale democratico», sostiene l’intelligence, che conferma il sospetto che Afd stia operando contro l’ordine democratico e alza l’allerta al livello più alto. Per le autorità, Afd ritiene che i tedeschi «con una storia migratoria da Paesi a predominanza musulmana, ad esempio, non siano membri paritari della popolazione tedesca, come definita dal partito in termini etnici». Il partito agisce «con continuità» contro rifugiati e migranti, incitando «paure irrazionali e ostilità» verso individui e gruppi, «violandone la dignità umana».

I risultati dell’indagine erano attesi per la fine del 2024, ma la caduta del Governo guidato da Olaf Scholz e le elezioni anticipate hanno imposto una pausa, per non influenzare il voto.

Le reazioni

I co-leader di Afd hanno annunciato azioni legali contro la decisione, definita «un duro colpo alla democrazia tedesca». Il vicepresidente, Stephan Brandner, parla di «completa idiozia». La decisione «non ha nulla a che fare con il diritto e la legge ed è puramente politica. Tuttavia c’era da aspettarsi una misura ingiusta contro l’unica forza di opposizione».

Si riapre il dibattito sulla messa al bando di Afd. Il futuro vicecancelliere e leader socialdemocratico, Lars Klingbeil, ha detto alla Bild che il prossimo Governo prenderà in esame questo passo. «Afd - ha affermato - è un attacco alla Germania, vogliono distruggere la nostra democrazia. E dobbiamo prenderla molto seriamente». La decisione dell’intelligence «non può rimanere senza conseguenze».

La procedura non è automatica. Come ha spiegato la ministra dell’Interno uscente, Nancy Faeser, alla stampa: «Non si dovrebbe escludere nulla, ma non c’è alcun automatismo». La questione è discussa in realtà da tempo e nella scorsa legislatura, un gruppo trasversale di oltre 110 deputati ha presentato una mozione al Bundestag per chiedere una pronuncia della Corte costituzionale, alla quale spetta la decisione.

Anche il cancelliere uscente, Olaf Scholz, raccomanda cautela: «Penso che sia una questione che non dovrebbe essere affrontata in fretta e furia».

I partiti tedeschi hanno sempre isolato i movimenti di estrema destra: è la Brandmauer, il cordone sanitario che impedisce ogni collaborazione con Afd, non solo nel Bundestag, ma anche nei Länder.

In una giornata così, non poteva mancare all’appello Musk, secondo il quale Afd è un partito «centrista» (e allora Cdu e Spd cosa sono nella mente del tecno-visionario?): «Vietare il partito centrista Afd, il più popolare in Germania, sarebbe un attacco estremo alla democrazia». Più sobrio il segretario di Stato Usa, Marco Rubio, che si è limitato ad accusare la Germania di essere una «tirannia mascherata».

Cosa succede ora

Il potere di avviare il procedimento per la messa al bando è nelle mani di tre organi: Bundestag, Bundesrat (la Camera dei Länder) o Governo federale. La cautela, di fronte a un passo che potrebbe privare oltre dieci milioni di elettori del loro partito, è altissima. Tutti i titolari di cariche del partito perderebbero automaticamente il loro mandato, o il loro seggio in Parlamento.

Diversi parlamentari aspettavano appunto di conoscere i risultati delle indagini dell’Ufficio per la protezione della Costituzione.

Sulla base di questa decisione, arrivata alla fine di una lunga indagine e motivata in un rapporto di oltre 1.100 pagine consegnato il 2 maggio al ministero degli Interni, le autorità potranno utilizzare con più facilità strumenti investigativi invasivi già impiegati: osservare gli incontri, intercettare i telefoni e reclutare informatori.

Il Bundestag potrebbe tentare di limitare o bloccare i finanziamenti pubblici ad Afd, ma a tal fine le autorità dovrebbero dimostrare che il partito mira esplicitamente a minare o addirittura a rovesciare la democrazia tedesca. Nel 2023, Afd doveva il 45% delle sue entrate ai fondi pubblici.

La radicalizzazione di Afd

Alternative für Deutschland è un partito giovane. Nato nel febbraio del 2013 come «movimento dei professori no-euro», ha già nel nome la contestazione all’euro, all’Unione Europea e ad Angela Merkel: durante la crisi della moneta unica, nel 2010, l’ex cancelliera aveva detto che il salvataggio della Grecia non aveva alternative. Tre anni dopo, il fondatore del partito, Alexander Gauland, si proponeva appunto di offrire un’alternativa alla Germania. Nel programma elettorale per il voto 2025, il partito chiede ancora l’uscita dall’euro e la rifondazione dell’Unione Europea sotto forma di comunità di Stati sovrani.

Il no all’immigrazione è un carattere distintivo di Afd, sin dalle origini. Con la rapida radicalizzazione, questo diventa il tema centrale di un’agenda sempre più spostata su posizioni xenofobe, in particolare dopo la crisi dei migranti del 2015, con i milioni di rifugiati siriani accolti in Germania per volontà di Merkel.

Ci sono poi il revisionismo storico e le accuse di derive neonaziste. Più volte i suoi esponenti sono finiti nella polemica per affermazioni controverse e per l’utilizzo di slogan hitleriani. Nel 2018, lo stesso Gauland minimizzò il nazismo come «una semplice cacca di uccello» sulla storia tedesca. Il leader di Afd in Turingia, Björn Höcke, è stato condannato due volte per aver usato slogan nazisti. Nel 2017, definì il memoriale dell’Olocausto di Berlino un «monumento alla vergogna»: «Noi tedeschi siamo l’unico popolo al mondo che ha piantato un monumento alla vergogna nel cuore della sua capitale».

Già nel 2019, l’Ufficio per la protezione della Costituzione aveva messo sotto osservazione Afd, insieme all’associazione nativista L’Ala, creata da Höcke come «movimento di resistenza contro l’erosione dell’identità tedesca».

Afd è relativamente isolata anche all’Europarlamento: nel maggio del 2024, la leader del Rassemblement National, Marine Le Pen, prende le distanze dopo che Maximilian Krah, candidato di punta per le europee, rifiuta di condannare le SS in un’intervista a Repubblica.

Afd ha la sua base elettorale nei Länder orientali, che non hanno ancora colmato il divario con l’Ovest dopo la riunificazione. Quello per il partito non è più solo un voto di protesta. Come spiega Oliviero Angeli, politologo della Technische Universität di Dresda e coordinatore del centro di ricerca Midem, «gli elettori di Afd non sono i poveri emarginati alla periferia sociale, come quelli della Npd negli anni 90, che in Sassonia raccoglieva i voti di disoccupati, precari o persone comunque insoddisfatte. Afd è radicata nel tessuto sociale e ha elettori anche nella borghesia locale, avvocati, piccoli imprenditori, persone integrate a livello economico».

I precedenti

Altre organizzazioni classificate come estremiste in Germania sono gruppi neonazisti come il Partito democratico nazionale, gruppi islamici come l’Isis e movimenti di estrema sinistra come il Partito marxista-leninista.

I primi due procedimenti per la messa al bando di un partito in Germania risalgono agli anni Cinquanta. Si trattava del Partito comunista e di un successore del Partito nazionalsocialista, il Partito socialista del Reich. Furono entrambi proibiti. Ci sono poi stati altri casi e la Corte costituzionale ha affermato che i partiti possono essere proibiti non solo se si oppongono alla democrazia e allo Stato di diritto, ma anche se hanno un programma o si impegnano in attività che violano il principio della dignità degli esseri umani.

Nel 2017, il Partito nazionaldemocratico, ora noto come Die Heimat, si salvò perché, a differenza di Afd, non era abbastanza forte, non aveva cioè il potenziale necessario a rappresentare una minaccia. Nel 2024, Die Heimat è stato escluso dal finanziamento statale dei partiti nel 2024, per un periodo di sei anni.


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