Merz: «Resto per garantire la democrazia in Germania». Ma la Spd chiede una svolta
Il giorno seguente alla doppia sconfitta a Berlino e in Meclemburgo, il cancelliere si difende e attacca Afd: «Dobbiamo restare ancorati alla Ue e all’Occidente. Ci siamo lasciati il nazionalismo alle spalle». E ribadisce l’impegno sulle riforme. La leader socialdemocratica del Meclemburgo: «Faccia autocritica». Nella capitale, la Linke chiama Spd e Verdi
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Il giorno dopo il voto che ha visto la Cdu sconfitta a Berlino ed esclusa dal Parlamento del Meclemburgo-Pomerania Anteriore, Friedrich Merz ha ribadito la linea tracciata a caldo, domenica sera. In conferenza stampa, nel primo pomeriggio ha confermato l’intenzione di restare al proprio posto e di andare avanti con le riforme. Deve però fare i conti con i partner di coalizione, la Spd, a sua volta uscita malconcia dalla tornata elettorale e in cerca di rivincite.
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Spd: le cose devono cambiare
In mattinata, il vicecancelliere e ministro delle Finanze, Lars Klingbeil, ha avvisato: «La Spd resta fedele alle sue responsabilità in questo Governo federale, ma dobbiamo fare le cose diversamente e discutere sulle riforme». Già dopo il trionfo di Alternative für Deutschland in Sassonia-Anhalt, la Spd aveva riaperto i dossier più impopolari, dal lavoro alle pensioni. Lo stesso Klingbeil aveva detto che non si può «andare a testa bassa contro il muro».
Si è fatta sentire anche la governatrice uscente della Spd in Meclemburgo, Manuela Schwesig, forte della sicura riconferma. «Un cancelliere che ha preso meno del 5% nel mio Land dovrebbe fare autocritica e chiedersi cosa ha sbagliato. Se vuole recuperare la fiducia, e non so è possibile, deve fare i conti con la realtà». L’ex ministra di Angela Merkel, pur superata da Afd, ha tenuto il suo partito sopra il 35% e si prepara a un Governo con Verdi e Linke, relegando l’estrema destra ancora all’opposizione.
Gli scontri all’interno della maggioranza sono uno dei tarli che erodono i consensi del cancelliere, dell’Esecutivo e dei due partiti che lo sorreggono. L’accusa di schiacciamento sulle posizioni dell’altro partner insegue tanto Merz che Klingbeil. I pessimi risultati elettorali non possono che irrigidire due partner, che stanno insieme soprattutto per necessità.
«Resto per garantire la democrazia»
«Il Governo resterà per garantire il futuro democratico della Germania», ha detto Merz in conferenza stampa, caricando di solennità il suo discorso. Il bersaglio qui è il nemico a destra, Afd, che mangia consensi a tutti, ma ha nel mirino soprattutto i conservatori. In polemica con l’agenda anti-Ue e filo-russa del movimento, il cancelliere ha sottolineato che la Germania e la Cdu «devono restare saldamente ancorati» all’Europa e all’Occidente. «Ci siamo lasciati alle spalle il nazionalismo. Sarà compito dell’attuale Governo, ma soprattutto del mio partito, fare in modo che le cose rimangano così».








