La visita lampo da Trump

Accordo con Space X: un miliardo e mezzo per portare in Italia i satelliti di Musk

Organizzata all’ultimo istante, la missione americana di Meloni ha visto la regia di Elon Musk

di Redazione Roma

Aggiornato il 6 gennaio 2025 alle ore 7.00

FILE PHOTO: FILE PHOTO: A SpaceX Falcon 9 rocket is shown as it is prepared for another launch attempt for Polaris Dawn, a private human spaceflight mission, at the Kennedy Space Center in Cape Canaveral, Florida, U.S. September 9, 2024.   REUTERS/Joe Skipper/File Photo

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L’Italia è in discussioni avanzate con la Space X di Elon Musk per un contratto di 5 anni che prevede la fornitura al governo di servizi di telecomunicazione sicuri, un’operazione dal valore di 1,5 miliardi di euro. Lo riporta Bloomberg spiegando che il progetto prevede un sistema criptato di massimo livello per le reti telefoniche e i servizi internet del governo, le comunicazioni militari e i servizi satellitari per le emergenze. Secondo Bloomberg il piano avrebbe subito un’accelerazione dopo l’incontro tra la premier Giorgia Meloni e il presidente designato degli Usa Donald Trump.

Giorgia Meloni ha spiazzato tutti. E lo ha fatto con un blitz, a sorpresa. Senza avvertire nessuno, o quasi. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha incontrato il presidente eletto degli Stati Uniti Donald Trump nel golf club di quest’ultimo a Mar-a-Lago, in Florida. La missione, organizzata nel massimo riserbo, non era attesa, anche perché fonti vicine alla presidenza del Consiglio ancora non davano nemmeno per certa la presenza della leader di Fdi al giuramento di Trump, che si svolgerà il 20 gennaio, di fronte al Congresso Usa. Con Trump e Meloni (accompagnata dall’ambasciatrice in Usa Mariangela Zappia) si sono visti il futuro segretario di Stato Marco Rubio e il futuro segretario al Tesoro Scott Bessent, il prossimo consigliere per la sicurezza nazionale Mike Waltz e quello che sarà il nuovo ambasciatore Usa in Italia Tilman Fertitta.

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La regia di Elon Musk

È probabile che l’accelerazione e la ricerca di un occasione di confronto con il presidente Usa sia nata dalla necessità di risolvere il caso Cecilia Sala, la giornalista in carcere a Teheran la cui vicenda è legata a stretto filo a quella dell’ingegnere iraniano Abedini, arrestato in Italia. Organizzata all’ultimo istante, la missione americana di Meloni ha visto la regia di Elon Musk che nel tardo pomeriggio di ieri aveva lasciato piccoli indizi su X sull’imminenza di un contatto tra The Donald e Giorgia. Uno tra tutti quello postato dal suo referente italiano Andrea Stroppa che affidandosi all’intelligenza artificiale aveva raffigurato il presidente eletto, la premier italiana e lo stesso mister X vestiti da antichi romani. Sua, dunque, la regia e la scenografia, ma con un ruolo da attore non protagonista - alla fine - dato che a Palm Beach non è stato visto.

L’aereo della premier Giorgia Meloni è ripartito da Palm Beach poco dopo le 23 locali, le 5 del mattino in Italia. È stata una “toccata e fuga”, Secondo il sito flightradar24.com, dovrebbe arrivare nel primo pomeriggio a Roma. Per ora nessuna traccia che durante la permanenza serale della premier a Mar-a-Lago sia comparso anche Elon Musk.

I due, riporta il New York Times, sono apparsi insieme nella grande sala da ballo del club con Trump che, secondo alcuni partecipanti, ha definito la premier italiana “una donna fantastica”, aggiungendo che “ha davvero preso d’assalto l’Europa e tutti gli altri”.

Tra i leader stranieri che hanno fatto visita a Trump dopo la sua elezione ci sono il primo ministro canadese Justin Trudeau, il presidente argentino Javier Milei e il primo ministro ungherese Viktor Orban.

Trump vede Meloni a Mar-a-Lago

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L’incontro e la visione del documentario su “giustizia faziosa”

Trump e Meloni hanno assistito alla proiezione di “The Eastman Dilemma: Lawfare or Justice”, un documentario sulle sfide che alcuni avvocati conservatori affermano di dover affrontare nel sistema legale statunitense. Alla proiezione erano presenti alcuni membri della futura amministrazione, tra cui il segretario di Stato nominato Marc Rubio, che ha parlato della Meloni come di una “grande alleata e grande leader”, e quello al Tesoro Scott Bessent. L’incontro tra la premier italiana e il presidente eletto americano - a pochi giorni dall’arrivo in Italia, venerdì prossimo, di Joe Biden - “rafforza le speranze dei sostenitori di Meloni sulla possibilità che il primo ministro conservatore diventi l’alleato principale di Trump in Europa”, commenta il New York Times. Secondo in cui buona parte di quel ruolo prevede che “medi le tensioni” tra i leader europei e il presidente eletto, che “ha minacciato di avviare una guerra commerciale con il continente così come di ridurre il sostegno ad alcuni Paesi della Nato e all’Ucraina nella guerra contro la Russia”. Meloni, sottolinea ancora il quotidiano americano, “è uno dei pochi leader stranieri ad essersi recato in visita dal presidente eletto in Florida dalla sua elezione”: tra questi l’ungherese Viktor Orban e l’argentino Javier Milei.

Tra i temi affrontati anche il caso Cecilia Sala

Oltre alle possibili tensioni con i Paesi europei, dovute a una eventuale guerra commerciale con l’Ue a causa dei dazi minacciati da Trump e alla concreta possibilità che gli Usa riducano il proprio sostegno all’Ucraina, i due, scrive il New York Times citando una fonte anonima, hanno anche parlato del caso di Cecilia Sala, la giornalista italiana arrestata in Iran pochi giorni dopo che l’Italia ha fermato, su richiesta degli Stati Uniti, un iraniano sospettato di aver fornito componenti per i droni alle Guardie rivoluzionarie iraniane. Secondo la fonte citata dal Nyt, la premier Meloni avrebbe insistito con forza per affrontare la questione.

A quanto apprendono le agenzie di stampa italiane si parlava già da qualche giorno di una missione della premier in Florida, prima dell’Inauguration day, al quale non parteciperà, confermano fonti diplomatiche.

L’audizione di Mantovano al Copasir

Intanto oggi, lunedì 6 gennaio, alle 14 sul caso Sala interverrà in audizione davanti al Copasir, il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica, l’Autorità delegata per la sicurezza della Repubblica, Alfredo Mantovano.

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