Vertice dei Volenterosi

Meloni con i leader europei si smarca da Trump: «Spetta solo a Danimarca e Groenlandia decidere sui loro territori»

La dichiarazione congiunta siglata con Macron, Merz, Tusk, Sanchez, Starmer e con la premier danese Frederiksen

di Manuela Perrone

La premier Giorgia Meloni

4' di lettura

English Version

4' di lettura

English Version

Mai come in questo momento Giorgia Meloni deve fare i conti con la realtà. Le minacce di Donald Trump sull’annessione della Groenlandia agli Usa sono un orizzonte degli eventi per la premier italiana, sinora la più fida pontiera tra le due sponde dell’oceano. Ma giustificarle non si può. Alla vigilia della riunione dei Volenterosi in programma oggi a Parigi - sul tavolo innanzitutto l’Ucraina - Meloni firma dunque una dichiarazione congiunta con gli altri leader europei a sostegno dell’omologa danese, Mette Frederiksen.

Il testo della dichiarazione congiunta

Il testo, con cui anche Meloni si smarca dalle posizioni del presidente Usa, viene siglato assieme al francese Emmanuel Macron, al tedesco Friedrich Merz, al polacco Donald Tusk, allo spagnolo Pedro Sanchez, al britannico Keir Starmer e, naturalmente, a Frederiksen. «La sicurezza nell’Artico - esordisce la dichiarazione - rimane una priorità fondamentale per l’Europa ed è cruciale per la sicurezza internazionale e transatlantica. La Nato ha chiarito che la regione artica è una priorità e gli alleati europei stanno intensificando i loro sforzi. Noi e molti altri alleati abbiamo aumentato la nostra presenza, le nostre attività e i nostri investimenti per mantenere l’Artico sicuro e per dissuadere gli avversari. Il Regno di Danimarca – inclusa la Groenlandia – fa parte della Nato».

Loading...

«Frontiere inviolabili, solo Danimarca e Groenlandia possono decidere»

I leader proseguono con un richiamo implicito a Trump: «La sicurezza nell’Artico deve quindi essere raggiunta collettivamente, in collaborazione con gli alleati della Nato, inclusi gli Stati Uniti, rispettando i principi della Carta delle Nazioni Unite, tra cui la sovranità, l’integrità territoriale e l’inviolabilità delle frontiere. Questi sono principi universali e non smetteremo di difenderli. Gli Stati Uniti sono un partner essenziale in questo impegno, in quanto alleato della Nato e attraverso l’accordo di difesa tra il Regno di Danimarca e gli Stati Uniti del 1951. La Groenlandia appartiene al suo popolo. Spetta alla Danimarca e alla Groenlandia, e solo a loro, decidere sulle questioni che riguardano la Danimarca e la Groenlandia».

Il vertice in Francia

Gli sherpa sono stati al lavoro per tutta la giornata di ieri: in prima fila per l’Italia, il consigliere diplomatico di Meloni, Fabrizio Saggio. Il summit è previsto alle 14. Nella Capitale francese accorreranno i 37 rappresentanti dei cosiddetti Volenterosi, a partire dagli europei. Ci saranno anche Ursula von der Leyen e Antonio Costa per l’Ue e Mark Rutte per la Nato. Per gli Stati Uniti presenti l’inviato speciale di Trump per l’Ucraina Steve Witcoff e il genero di Trump, Jared Kushner.

L’Ucraina e il nodo truppe

Sulla guerra in corso tra Kiev e Mosca - anche stanotte i russi hanno lanciato un massiccio attacco con droni d’attacco Shahed e Gerbera e altri tipi, secondo quanto riporta Rbc Ukraine - all’ordine del giorno ci sono le garanzie di sicurezza da offrire all’Ucraina in caso di cessate il fuoco. Il meccanismo di cui si discute è quello mutuato dall’articolo 5 della Nato, come proposto dall’Italia sin dai primi incontri, ma va decisa sia la durata temporale dello scudo sia la fisionomia dell’eventuale forza multinazionale da schierare sul campo a ulteriore protezione. Meloni ha già chiarito che l’Italia non invierà soldati.

Cautela sul Venezuela, l’obiettivo è la liberazione di Trentini

Inevitabile, per i Volenterosi, il confronto sul “salto di qualità” del trumpismo. Sul blitz contro Maduro in Venezuela Meloni ha sposato la tesi dell’atto legittimo, «di natura difensiva» contro il narcotraffico e gli attacchi ibridi. Una prudenza dettata anche dalla speranza di approfittare di queste ore per riuscire a liberare il cooperante italiano Alberto Trentini, detenuto a Caracas dal 15 novembre 2024: sull’obiettivo il Governo lavora incessantemente anche con la mediazione della Santa Sede, sotto la regia del sottosegretario Alfredo Mantovano, autorità delegata ai servizi segreti.

Groenlandia, la dottrina Trump imbarazza

Ma è davanti alle minacce alla Groenlandia che l’Italia non può più reggere il gioco di Trump. Le parole del tycoon - «Abbiamo bisogno della Groenlandia a livello strategico, dal punto di vista della sicurezza nazionale. E la Danimarca non è in grado di garantirla. La Groenlandia è piena di navi russe e cinesi ovunque» - hanno fatto reagire innanzitutto la premier danese che ieri, in un’intervista televisiva, aveva avvertito: «Se gli Stati Uniti decidono di attaccare militarmente un altro Paese della Nato, allora tutto finisce. Compresa la nostra Nato e quindi la sicurezza che è stata garantita dalla fine della Seconda guerra mondiale».

La solidarietà dei leader

La Danimarca ha incassato la solidarietà di tanti. Persino il premier britannico Starmer aveva assicurato subito il sostegno di Londra alla Danimarca: «Sono dalla parte di Frederiksen. La Danimarca è un nostro stretto alleato in Europa, un alleato nella Nato, ed è molto importante che il futuro della Groenlandia sia deciso solo dal Regno di Danimarca e dalla Groenlandia stessa». O dell’Unione europea, come ha affermato una portavoce della Commissione. È questa la linea affidata ieri al vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, unico a parlare per il Governo: «La Ue deve prendere posizione e garantire l’indipendenza di un territorio che fa parte della Danimarca». La dichiarazione congiunta dei leader a Parigi, che Meloni firma dopo aver consultato i vice Tajani e Matteo Salvini e aver soppesato attentamente ogni parola, respinge la tesi di Trump secondo cui gli Usa sarebbero costretti a intervenire davanti alla minaccia cinese e russa e ricorda gli impegni Nato e i principi Onu, assicurando il sostegno europeo alla sicurezza. Perché la netta presa di distanza da Trump e dalle sue mire espansionistiche non deve assomigliare a una rottura.

Riproduzione riservata ©
Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti