Scontro Meloni-Schlein sulla sanità. La premier: «Fate propaganda». La leader Pd: «Decreto fuffa sulle liste d’attesa»
La presidente del Consiglio ha detto che l’esecutivo non ha condiviso le recenti proposte del governo israeliano. Ma ha ribadito che «non è stato Israele a iniziare le ostilità e che c’era un disegno alla base dei disumani attacchi di Hamas e la crudeltà rivolta agli ostaggi»
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I punti chiave
- Scontro con Schlein sulla sanità
- Meloni: non condividiamo le recenti proposte di Israele
- «L’Italia non richiamerà l’ambasciatore in Israele»
- Appello Conte a silenzio per Gaza, opposizioni in piedi
- «Lavoriamo per arrivare a riduzione strutturale prezzo energia»
- Orsini: bene impegno Meloni su costi dell’energia
- «13.500 forze dell’ordine per potenziare sicurezza»
- «Errata transizione solo verso elettrico, aiuta Cina»
- «A Palazzo Chigi gruppo di lavoro su disagio giovanile»
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Scintille nell’Aula della Camera, durante il premier time, tra la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e i leader dell’opposizione Giuseppe Conte (M5s) e Elly Schlein su armi e sanità. Il primo scontro verbale vero e proprio è stato quello con il presidente del Movimento che si è, per primo, rivolto così alla premier: «Ha dato priorità alle armi rispetto alle urgenze di cittadini e imprese che continua a disconoscere: perché si è fatta fregare così in Europa per due volte?». «Non la ricordo con la stessa linea quando da premier ha sottoscritto l’aumento delle spese militari. Non è la stessa persona - ha punzecchiato Meloni - sarà stato uno dei tanti altri Giuseppi che abbiamo visto in questi anni». Sul finale Conte ha fatto appello a tutti i parlamentari ad alzarsi in piedi per «condannare in silenzio lo sterminio» a Gaza. Un invito a cui ha risposto la minoranza parlamentare. «Rimane seduta, vergogna!», ha detto, a quel punto, il pentastellato attaccando per l’ultima volta la presidente del Consiglio.
Scontro con Schlein sulla sanità
Nuovo round, subito dopo, con Schlein: «La sanità pubblica è al collasso, le liste d’attesa sono infinite», la «migrazione sanitaria da sud a nord è aumentata», «avete portato la spesa sanitaria ai minimi storici», ha affermato la segretaria del Pd sventolando dei grafici all’indirizzo di Meloni: «La spesa sanitaria si calcola sul Pil, avete fatto un decreto fuffa senza risorse sulle lista d’attesa», «la domanda è perché state smantellando la sanità pubblica». La premier ha replicato rimarcando come sia «sempre complesso confrontarsi con qualcuno che per fare propaganda è costretto a mentire. Il fondo sanitario nazionale è al livello più alto di sempre, quando ci siamo insediati nel 2022 quel fondo era di 126 miliardi, 10 miliardi meno di adesso. E il Pd quando è stato al governo non si è mai sognato di fare aumenti come quello che abbiamo fatto noi in questi due anni». «Mi risulta che, per esempio, siamo stati noi a fermare il fenomeno odioso dei medici a gettone, che è sì una privatizzazione della sanità», ha contrattaccato. Dura la replica di Schlein: «Quando era al governo l’avete messo voi un tetto alle assunzioni negli ospedali. La gente non si riesce a curare, si vergogni!». «Volete una sanità a misura del portafogli delle persone» e questa è una «vera e propria tassa Meloni, curarsi è diventato un lusso».
Meloni: non condividiamo le recenti proposte di Israele
La crisi umanitaria a Gaza è stata invece al centro dell’interrogazione di Avs. «In questi mesi a più riprese ho sentito il primo ministro Netanyahu, sono state conversazioni spesso difficili in cui ho sempre richiamato l’urgenza di trovare una strada per terminare le ostilità e rispettare il diritto internazionale e il diritto internazionale umanitario. Una richiesta che rinnovo anche oggi, a fronte di una situazione umanitaria a Gaza che non ho difficoltà a definire sempre più drammatica e ingiustificabile» ha detto Meloni rispondendo al deputato di Avs Angelo Bonelli. La premier ha aggiunto: «Non abbiamo condiviso diverse scelte e non condividiamo le recenti proposte del governo israeliano e non abbiamo mancato di dirlo ai nostri interlocutori, consapevoli come siamo che non è stato Israele a iniziare le ostilità e che c’era un disegno alla base dei disumani attacchi di Hamas e la crudeltà rivolta agli ostaggi».
«L’Italia non richiamerà l’ambasciatore in Israele»
Ma la presidente del Consiglio ha spiegato anche di essere convinta che «sulla base delle numerose conversazioni che ho avuto in questi mesi con i leader della Regione, si possa lavorare a un quadro politico e di sicurezza regionale capace di porre fine al conflitto, aprire la strada a un processo che conduca alla soluzione dei due Stati, e resto convinta che per farlo occorra partire dal piano di ricostruzione proposto dai paresi arabi. E’ verso questo obiettivo che il governo continua a impegnarsi, lavorando con i leader della Regione, con i nostri partner europei, con gli Stati Uniti. Lo faremo mantenendo con tutti un dialogo aperto, franco, se necessario anche critico. Ed è esattamente per questo che non è nell’intenzione del governo italiano richiamare l’ambasciatore italiano in Israele».
Appello Conte a silenzio per Gaza, opposizioni in piedi
«Rivolgo un appello a tutti colleghi: un segno di umanità diamolo. Condanniamo in silenzio questo sterminio, alziamoci in piedi». Lo ha detto il leader M5s Giuseppe Conte in Aula alla Camera durante il premier time, invitando a un gesto dei parlamentari per Gaza. Le opposizioni si sono alzate in piedi. «Rimane seduta, vergogna!», ha detto rivolgendosi a Meloni.










