Premier time

Scontro Meloni-Schlein sulla sanità. La premier: «Fate propaganda». La leader Pd: «Decreto fuffa sulle liste d’attesa»

La presidente del Consiglio ha detto che l’esecutivo non ha condiviso le recenti proposte del governo israeliano. Ma ha ribadito che «non è stato Israele a iniziare le ostilità e che c’era un disegno alla base dei disumani attacchi di Hamas e la crudeltà rivolta agli ostaggi»

di Redazione Roma

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni nell’aula della Camera durante il premier time, Roma, Mercoledì 14 Maggio 2025 (Foto Roberto Monaldo / LaPresse)

6' di lettura

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Scintille nell’Aula della Camera, durante il premier time, tra la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e i leader dell’opposizione Giuseppe Conte (M5s) e Elly Schlein su armi e sanità. Il primo scontro verbale vero e proprio è stato quello con il presidente del Movimento che si è, per primo, rivolto così alla premier: «Ha dato priorità alle armi rispetto alle urgenze di cittadini e imprese che continua a disconoscere: perché si è fatta fregare così in Europa per due volte?». «Non la ricordo con la stessa linea quando da premier ha sottoscritto l’aumento delle spese militari. Non è la stessa persona - ha punzecchiato Meloni - sarà stato uno dei tanti altri Giuseppi che abbiamo visto in questi anni». Sul finale Conte ha fatto appello a tutti i parlamentari ad alzarsi in piedi per «condannare in silenzio lo sterminio» a Gaza. Un invito a cui ha risposto la minoranza parlamentare. «Rimane seduta, vergogna!», ha detto, a quel punto, il pentastellato attaccando per l’ultima volta la presidente del Consiglio.

Scontro con Schlein sulla sanità

Nuovo round, subito dopo, con Schlein: «La sanità pubblica è al collasso, le liste d’attesa sono infinite», la «migrazione sanitaria da sud a nord è aumentata», «avete portato la spesa sanitaria ai minimi storici», ha affermato la segretaria del Pd sventolando dei grafici all’indirizzo di Meloni: «La spesa sanitaria si calcola sul Pil, avete fatto un decreto fuffa senza risorse sulle lista d’attesa», «la domanda è perché state smantellando la sanità pubblica». La premier ha replicato rimarcando come sia «sempre complesso confrontarsi con qualcuno che per fare propaganda è costretto a mentire. Il fondo sanitario nazionale è al livello più alto di sempre, quando ci siamo insediati nel 2022 quel fondo era di 126 miliardi, 10 miliardi meno di adesso. E il Pd quando è stato al governo non si è mai sognato di fare aumenti come quello che abbiamo fatto noi in questi due anni». «Mi risulta che, per esempio, siamo stati noi a fermare il fenomeno odioso dei medici a gettone, che è sì una privatizzazione della sanità», ha contrattaccato. Dura la replica di Schlein: «Quando era al governo l’avete messo voi un tetto alle assunzioni negli ospedali. La gente non si riesce a curare, si vergogni!». «Volete una sanità a misura del portafogli delle persone» e questa è una «vera e propria tassa Meloni, curarsi è diventato un lusso».

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Foto IPP/Marco Mattei Roma 14/05/2025 Camera dei deputati Question time con la Presidente del Consiglio nella foto Elly Schlein Italy Photo Press - World Copyright Camera dei deputati Question time con la Presidente del Consiglio

Meloni: non condividiamo le recenti proposte di Israele

La crisi umanitaria a Gaza è stata invece al centro dell’interrogazione di Avs. «In questi mesi a più riprese ho sentito il primo ministro Netanyahu, sono state conversazioni spesso difficili in cui ho sempre richiamato l’urgenza di trovare una strada per terminare le ostilità e rispettare il diritto internazionale e il diritto internazionale umanitario. Una richiesta che rinnovo anche oggi, a fronte di una situazione umanitaria a Gaza che non ho difficoltà a definire sempre più drammatica e ingiustificabile» ha detto Meloni rispondendo al deputato di Avs Angelo Bonelli. La premier ha aggiunto: «Non abbiamo condiviso diverse scelte e non condividiamo le recenti proposte del governo israeliano e non abbiamo mancato di dirlo ai nostri interlocutori, consapevoli come siamo che non è stato Israele a iniziare le ostilità e che c’era un disegno alla base dei disumani attacchi di Hamas e la crudeltà rivolta agli ostaggi».

«L’Italia non richiamerà l’ambasciatore in Israele»

Ma la presidente del Consiglio ha spiegato anche di essere convinta che «sulla base delle numerose conversazioni che ho avuto in questi mesi con i leader della Regione, si possa lavorare a un quadro politico e di sicurezza regionale capace di porre fine al conflitto, aprire la strada a un processo che conduca alla soluzione dei due Stati, e resto convinta che per farlo occorra partire dal piano di ricostruzione proposto dai paresi arabi. E’ verso questo obiettivo che il governo continua a impegnarsi, lavorando con i leader della Regione, con i nostri partner europei, con gli Stati Uniti. Lo faremo mantenendo con tutti un dialogo aperto, franco, se necessario anche critico. Ed è esattamente per questo che non è nell’intenzione del governo italiano richiamare l’ambasciatore italiano in Israele».

Appello Conte a silenzio per Gaza, opposizioni in piedi

 «Rivolgo un appello a tutti colleghi: un segno di umanità diamolo. Condanniamo in silenzio questo sterminio, alziamoci in piedi». Lo ha detto il leader M5s Giuseppe Conte in Aula alla Camera durante il premier time, invitando a un gesto dei parlamentari per Gaza. Le opposizioni si sono alzate in piedi. «Rimane seduta, vergogna!», ha detto rivolgendosi a Meloni.

«Lavoriamo per arrivare a riduzione strutturale prezzo energia»

La presidente del Consiglio ha parlato anche del costo dell’energia, un tema caro agli industriali. «Purtroppo anche nel 2024 come da molti anni, il prezzo dell’energia elettrica in Italia ha superato quello di altre nazioni europee. Ed è la ragione per la quale abbiamo posto la questione del caro energia tra le nostre priorità, stanziando fino ad ora oltre 60 miliardi di euro per sostenere le famiglie e le imprese». E ancora: «Stiamo continuando a lavorare per arrivare a una diminuzione strutturale del prezzo dell’energia. Io continuo a ritenere che tra le varie cause del caro energia ci sia anche qualcosa che non funziona nella formazione del prezzo ed è quello su cui il governo si sta concentrando ora»

Orsini: bene impegno Meloni su costi dell’energia

Parole apprezzate dal presidente di Confindustria Emanuele Orsini. «Esprimiamo apprezzamento per la presa di posizione netta assunta oggi dal presidente del consiglio, Giorgia Meloni, sulla necessità di ridurre il prezzo dell’energia. Dalle sue parole si evincono chiaramente la consapevolezza e il senso di urgenza su questo tema fondamentale che mina la competitività del paese. E’ infatti cruciale che si riconosca come prioritaria la riduzione del prezzo dell’energia che va fatta attraverso il disaccoppiamento del prezzo dell’energia elettrica da quello del gas».

«13.500 forze dell’ordine per potenziare sicurezza»

Nel corso del premier time la presidente del Consiglio ha inoltre annunciato che «il governo ha disposto l’invio di oltre 13.500 unità tra carabinieri, poliziotti e finanzieri per potenziare la sicurezza nei territori, ai quali si aggiungono circa 3mila vigili del fuoco. Aiuteremo chi ci aiuta, proteggeremo chi ci protegge e difenderemo chi ci difende, perché è quello che fa uno Stato giusto e normale»

«Errata transizione solo verso elettrico, aiuta Cina»

Spazio anche alla riforma del Green Deal, in risposta a un’interrogazione di Forza Italia. In particolare, sull’automotive «abbiamo tenuto l’anticipo alla seconda parte del 2025 della revisione dell’intero regolamento sui veicoli leggeri. In quella sede, sulla scorta del non-paper promosso da Italia e Repubblica Ceca, sostenuto da altri 15 governi, punteremo a riaffermare il principio di neutralità tecnologica, aprendo così a tutti i carburanti alternativi che possono contribuire alla decarbonizzazione del settore. Continuiamo a ritenere sbagliato, sul piano industriale ma anche sul piano geopolitico, per seguire unicamente la transizione verso l’elettrico, le cui filiere oggi sono in gran parte controllate dalla Cina». Poi la premier ha ricordato che «nel marzo scorso siamo riusciti a inserire per la prima volta il principio della neutralità tecnologica. nelle conclusioni del Consiglio europeo»

«A Palazzo Chigi gruppo di lavoro su disagio giovanile»

«È mia intenzione istituire a Palazzo Chigi un gruppo di lavoro per affrontare questa materia. Vorrei coinvolgere in questa iniziativa soprattutto chi vive in mezzo a questi ragazzi e vorrei chiedere a tutti partiti di aiutarmi e condividere le loro idee e proposte su quali siano i profili più adatti per affrontare questa materia» ha detto ancora Meloni, al premier time alla Camera, rispondendo all’interrogazione di FdI sulle iniziative del governo contro il disagio giovanile, illustrata dal deputato Fabio Roscani. “Non so dire - ha aggiunto - dove può portarci iniziativa di questo tipo ma posso dire per certo che non è tempo perso»

Il segretario di +Europa Riccardo Magi, travestito da fantasma, protesta contro la scarsa visibilità sui referendum durante il premier time nell’aula della Camera, Roma, Mercoledì 14 Maggio 2025 (Foto Roberto Monaldo / LaPresse) +Europa secretary Riccardo Magi, disguised as a ghost, protests against low visibility on referendums during premier time in the Chamber of deputies, Rome, Wednesday, May 14, 2025 (Photo by Roberto Monaldo / LaPresse)

Magi entra in Aula vestito da fantasma, espulso da Fontana

 

Da segnalare che Riccardo Magi, segretario di Più Europa, è entrato in Aula alla Camera vestito da fantasma mentre il capogruppo della Lega Riccardo Molinari stava intervenendo in occasione del premier time della premier. Il presidente della Camera Lorenzo Fontana ha immediatamente chiesto l’espulsione del deputato, portato via a spalla dai commessi di Montecitorio. «Si ricorda - ha urlato Magi rivolto alla presidente del Consiglio mentre veniva portato via - presidente Meloni quando accusava i governi di silenziare i referendum, di sfavorire la partecipazione. Se lo ricorda? Era il 2016 e 2022». La premier ha assistito sorridendo. Più tardi Magi ha dichiarato: «Oggi in occasione del premier time con Giorgia Meloni alla Camera mi sono vestito da fantasma del referendum. Avrei voluto chiederle di garantire ai cittadini l’informazione sui referendum e magari invitarli ad andare al voto l’8 e 9 giugno»

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