Meloni: Delmastro leggero, cittadini valuteranno se c’è stata una manina. Schlein: la premier doveva chiedere le dimissioni
«Noi sappiamo che il governo viene impallinato dalla sua maggioranza di solito, non dall’opposizione. E questa maggioranza è solida», dice la presidente del Consiglio a La7
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I punti chiave
- Schlein: Delmastro ha mentito, Meloni avrebbe dovuto pretendere le dimissioni
- La premier: sul referendum sinistra buttato in caciara, da noi qualche fallo reazione
- «Opposizione voleva non-riforma, giusto stop emendamenti»
- «Nessun contraccolpo per governo, maggioranza solida»
- La leader dem: votare no per difendere la Costituzione antifascista
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Ultime schermaglie prima del voto sul referendum sulla giustizia. «Delmastro è stato leggero, ma da qui a dire che è connivente... Se c’è stata una manina che dice “tiriamo fuori la cosa peggiore sul governo negli ultimi giorni di campagna sul referendum”, gli italiani valuteranno. Però non c’entra niente con il referendum sulla giustizia». Lo ha detto la premier Giorgia Meloni nell’edizione speciale del Tg La7 “Sì o no” dedicato al referendum sulla giustizia.
Schlein: Delmastro ha mentito, Meloni avrebbe dovuto pretendere le dimissioni
Ben diversa la lettura che offre dell’episodio la segretaria del Pd Elly Schlein intervenuta poco dopo. «Giorgia Meloni avrebbe dovuto pretendere le dimissioni di Delmastro e invece, rivolgendosi a me, ha detto: “io l’ho appreso dai giornali e questo dovrebbe farci riflettere su un certo modo di fare giornalismo”. Io credo che questo debba far riflettere piuttosto sul suo modo di scegliere i sottosegretari alla giustizia. Delmastro ha mentito su questa vicenda. Dalle foto che sono emerse pare che abbia continuato a frequentare quel locale anche dopo la condanna in appello di questo signore condannato per essere prestanome del clan senese. Lui ha fondato una società con la figlia diciottenne di un uomo che era già stato indagato per mafia e che poi è stato condannato per mafia. È possibile che un sottosegretario alla giustizia fondi delle società senza sapere con chi le sta fondando?».
La premier: sul referendum sinistra buttato in caciara, da noi qualche fallo reazione
«Sicuramente non è stata una bella campagna elettorale anche perché c’è stato questo tentativo di buttarla in caciara, come si dice a Roma, di individuare il nemico” ed è questo “che mi ha convinto a buttarmi su questo tema, consapevole che ci sarebbe stata l’accusa di politicizzazione” perché volevo spiegare nel merito, i toni sono stati negativi soprattutto da parte della sinistra, “c’è stato qualche fallo di reazione anche nella nostra metà campo e quindi complessivamente non è stata una bella campagna elettorale”. Così ancora la premier Giorgia Meloni.
«Opposizione voleva non-riforma, giusto stop emendamenti»
La riforma della giustizia «è una legge costituzionale che ha fatto quattro passaggi parlamentari», quelli dell’opposizione erano «emendamenti che avevano l’obiettivo di stravolgere la riforma tale da renderla una non riforma, quindi credo che sia stato giusto aver bocciato gli emendamenti dell’opposizione» ha detto la presidente del Consiglio rispondendo alla domanda relativa al fatto che la riforma non ha subito alcuna modifica rispetto al testo licenziato dal Cdm.
«Nessun contraccolpo per governo, maggioranza solida»
«Francamente - ha detto - non vedo contraccolpi di natura politica indipendentemente da come dovesse andare il referendum, soprattutto per il governo perché noi sappiamo che il governo viene impallinato dalla sua maggioranza di solito, non dall’opposizione. E questa maggioranza è solida».

