Medio Oriente

Truppe Idf pronte per l’operazione «Piano piccola Gaza»: oggi l’annuncio

L’Idf ritiene che Hamas stia operando in strutture non organizzate, a parte tre brigate, e che stia reclutando ragazzini di 14-16 anni.

Il premier israeliano Benyamin Netanyahu durante la visita nel nord di Gaza, 15 aprile 2025. ANSA/US Idf

5' di lettura

5' di lettura

Domenica 4 maggio 2025 il gabinetto israeliano politico-di sicurezza approverà l’escalation dell’Idf nella Striscia.

Lo riferisce il notiziario della tv pubblica Kan. L’Idf ritiene che Hamas stia operando in strutture non organizzate, a parte tre brigate, e che stia reclutando ragazzini di 14-16 anni.

Loading...

Il piano del capo di stato maggiore prevede l’acquisizione di territori che l’Idf rastrellerà, restandoci con una operazione definita “Piano piccola Gaza”.

L’Idf evacuerà la popolazione dal nord e dal centro, saranno costruiti complessi umanitari tra le rotte Morag e Filadelfia, dove il cibo sarà distribuito da aziende private e altre organizzazioni.

Netanyahu rinuncia a viaggio

Il primo ministro Benyamin Netanyahu ha deciso di rinviare la sua visita in Azerbaigian, prevista dal 7 all’11 maggio, a causa degli sviluppi nella regione, ha comunicato l’ufficio del primo ministro. “Alla luce degli sviluppi nella Striscia di Gaza e in Siria, e a causa di un fitto calendario politico e di sicurezza, il premier Netanyahu ha deciso di rinviare la sua visita in Azerbaigian a data da destinarsi”, si legge nella nota del suo ufficio.

Israele, proteste contro il governo per il rilascio degli ostaggi

Sono riprese a conclusione dello Shabbat le manifestazioni contro il governo e per la fine della guerra.

Durante la protesta a Tel Aviv, Einav Tsangauker, madre dell’ostaggio Matan, ha accusato il premier Benyamin Netanyahu di condurre il Paese verso un’ulteriore escalation militare che mette a rischio la vita degli ostaggi a Gaza.

“Netanyahu intende richiamare i riservisti per un’altra offensiva che porterà solo alla morte dei nostri cari”, ha dichiarato, chiedendo la rimozione del governo. Altre manifestazioni si sono tenute a Haifa, Gerusalemme, Beer Sheva e Ofakim, con la partecipazione di familiari delle vittime del 7 ottobre. I manifestanti chiedono il ritorno degli ostaggi, la fine della guerra e l’istituzione di una commissione d’inchiesta.

Hamas ha diffuso un video che ritrae un ostaggio detenuto a Gaza

Hamas ha diffuso un video che ritrae un ostaggio detenuto a Gaza, identificato dai media israeliani come Maxim Herkin. Non c’è data né montaggio, tuttavia l’uomo fa riferimento alla Giornata dell’Indipendenza di Israele, che si è svolta la scorsa settimana, e si identifica come uno dei 59 ostaggi a Gaza.

Il gruppo militante palestinese ha regolarmente pubblicato video di ostaggi nel corso della guerra. In passato, i funzionari israeliani hanno liquidato questi video come propaganda, concepita per esercitare pressioni sul governo.

Intanto, in un’operazione speciale un elicottero dell’aeronautica israeliana ha trasferito aiuti umanitari ai drusi della provincia di As-Suwayda, nel sud della Siria: lo ha confermato un funzionario della sicurezza alla stampa israeliana, precisando che è la prima volta che un mezzo militare agisce a 70 chilometri dal confine. L’operazione è stata approvata a livello politico. Per Israele, l’area drusa è parte dello spazio di sicurezza nel sud della Siria. Non sono stati registrati nuovi scontri tra drusi e jihadisti vicino a Damasco. (ANSA).

Il gabinetto di sicurezza durante la notte ha approvato di espandere le operazioni militari nella Striscia di Gaza, richiamando anche diverse brigate di riservisti e mobilitando l’Ottava divisione di fanteria. Lo scrive il Jerusalem Post.

La Difesa civile dell’enclave fa sapere che undici persone, tra cui tre bambini piccoli, sono morte in un attacco israeliano notturno al campo profughi palestinese di Khan Younis, nel sud della Striscia di Gaza.

Usa-Israele vicini a intesa su ripresa aiuti a Gaza

Gli Stati Uniti, Israele e i rappresentanti di una nuova fondazione internazionale sono vicini a un accordo su come riprendere la consegna degli aiuti umanitari a Gaza, evitando che finiscano sotto il controllo di Hamas. Lo riferisce Axios citando due funzionari israeliani e una fonte statunitense a conoscenza del piano. Le fonti sostengono che durante e prima del cessate il fuoco, Hamas è riuscito a prendere il controllo della maggior parte degli aiuti che sono entrati nella Striscia e ha venduto parte degli aiuti utilizzando i milioni di dollari di entrate per pagare i miliziani della sua ala militare.

Dopo che l’accordo per il cessate il fuoco a Gaza è crollato due mesi fa, Israele ha bloccato tutte le consegne di cibo, acqua e medicine nell’enclave, aggravando la crisi umanitaria. Le agenzie umanitarie delle Nazioni Unite affermano che le scorte di cibo a Gaza si esauriranno entro pochi giorni. I funzionari israeliani sostengono che si esauriranno completamente in tre o quattro settimane. La sospensione delle consegne di aiuti il 2 marzo ha fatto precipitare l’enclave in una situazione caotica che ha portato a diffusi saccheggi. I funzionari israeliani sostengono che il nuovo sistema di consegna degli aiuti indebolirà Hamas perché sarà escluso dalla governance di Gaza.

Fonti israeliane: Trump terrà vertice con i leader dei paesi del Golfo

Intanto, fonti israeliane hanno annunciato che il presidente Donald Trump ha in programma di tenere un vertice con i leader dei Paesi del Golfo durante la sua visita ufficiale in Arabia Saudita tra 10 giorni. Lo riferisce il sito israeliano Walla, solitamente ben informato sui dossier mediorientali. Il principe saudita bin Salman prevede di invitare al vertice i leader di tutti i Paesi del Consiglio di cooperazione del Golfo: Emirati, Bahrein, Kuwait, Oman e Qatar. Trump è atteso a Riad il 13 maggio, il vertice è previsto il 14. Fonti affermano che una visita in Israele non è prevista poiché a breve non vi sarà un accordo per il rilascio dei rapiti e la tregua a Gaza.

Houthi denunciano raid Usa su Yemen

Sul fronte yemenita, i ribelli filoiraniani Houthi hanno denunciato vari raid aerei Usa sullo Yemen, compresa la capitale Sanaa, che i ribelli controllano. Lo afferma l’agenzia di stampa dei ribelli sciiti Saba, citata anche dai media israeliani, che non fornisce ulteriori dettagli, se non sui luoghi colpiti: Sanaa, e i vicini distretti di Bani Hashish e Khab al-Shaaf.

Gli Stati Uniti dallo scorso 15 marzo hanno avviato un’operazione di contrasto militare aereo degli Houthi denominata ’Rough Rider’ per contrastare gli attacchi dei ribelli alleati di Teheran contro le navi di Israele e occidentali nel Mar Rosso e contro Israele stesso. Le sirene sono risuonate in Israele, dove durante la notte l’Idf afferma di aver abbattuto un missile lanciato dallo Yemen.

Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, ha condannato gli attacchi statunitensi contro gli Houthi. “L’aggressione militare statunitense è una chiara violazione della sovranità e dell’integrità territoriale dello Yemen, nonché della Carta delle Nazioni Unite e del diritto internazionale”, ha affermato, aggiungendo: “Gli attacchi sono considerati crimini di guerra e crimini contro l’umanità perché prendono di mira aree residenziali e infrastrutture vitali nello Yemen”. Baghaei ha anche espresso rammarico per l’“inazione” delle Nazioni Unite di fronte agli attacchi statunitensi, che a suo dire hanno causato una crescente insicurezza in Medio Oriente.

Ha detto, infine, che i Paesi della regione hanno la responsabilità condivisa di contrastare “l’atteggiamento guerrafondaio e illegale” degli Stati Uniti, riporta l’Irna.

Riproduzione riservata ©

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti