Medio Oriente

Croce Rossa: Gaza è «sull’orlo del collasso». Attaccata una nave con aiuti di Freedom Flotilla: la condanna della Turchia

Israele lancia attacco vicino al palazzo presidenziale di Damasco, con messaggio chiaro al regime siriano e protezione della comunità drusa.

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È «sull’orlo del collasso totale la risposta umanitaria» nella Striscia di Gaza. Questo l’allarme lanciato dalla Croce Rossa Internazionale a due mesi da quando, il 2 marzo scorso, Israele ha deciso di chiudere i confini della Striscia di Gaza agli aiuti umanitari. «Senza un’immediata ripresa delle consegne di aiuti, il Comitato Internazionale della Croce Rossa (Cicr) non avrà accesso al cibo, ai medicinali e ai beni di prima necessità necessari per sostenere molti dei suoi programmi a Gaza», si legge in una nota. «I civili di Gaza affrontano ogni giorno una dura lotta per sopravvivere ai pericoli delle ostilità, far fronte ai continui sfollamenti e sopportare le conseguenze della privazione di un’assistenza umanitaria urgente», ha affermato Pascal Hundt, vicedirettore delle operazioni del Cicr. «Non si può e non si deve permettere che questa situazione degeneri ulteriormente», ha aggiunto Hundt spiegando che, in base al diritto internazionale umanitario, «Israele ha l’obbligo di utilizzare tutti i mezzi disponibili per garantire che siano soddisfatti i bisogni fondamentali della popolazione civile sotto il suo controllo».

A rischio anche l’ospedale da campo che gestisce la Croce Rossa internazionale a Gaza, che «sta pericolosamente esaurendo le scorte di cibo e medicinali. Alcuni medicinali e materiali di consumo essenziali sono già esauriti». Hundt ha spiegato che «l’interruzione dei sistemi idrici, tra cui la chiusura delle condutture idriche e la distruzione di importanti autocisterne fognarie, ha creato un rischio inaccettabilmente elevato di malattie trasmesse dall’acqua». Hundt ha poi illustrato come l’uccisione di 15 operatori umanitari e sanitari, tra cui otto appartenenti alla Mezzaluna Rossa palestinese, e gli ingenti danni agli ospedali nelle ultime settimane, abbiano «ulteriormente paralizzato il sistema sanitario di Gaza». Ma «il diritto internazionale umanitario è chiaro: il personale e le strutture mediche devono essere rispettati e protetti in ogni circostanza», ha affermato. «Gli aiuti devono poter entrare a Gaza. Gli ostaggi devono essere rilasciati. I civili devono essere protetti», ha aggiunto. «Senza un intervento immediato, Gaza sprofonderà ulteriormente in un caos che gli sforzi umanitari non saranno in grado di mitigare», ha concluso Hundt.

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Olga Cherevko, rappresentante dell’Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari (Ocha), ha dichiarato in una videoconferenza da Gaza City che la popolazione dell’enclave palestinese è ormai costretta a lottare per il cibo e l’acqua. “Le scorte alimentari sono ormai quasi esaurite”, ha affermato. “Le mense comunitarie hanno iniziato a chiudere e sempre più persone soffrono la fame”, ha affermato ancora, citando notizie di bambini e altre persone vulnerabili che muoiono di malnutrizione.

Freedom Flotilla: drone colpisce nostra nave al largo di Malta

Le difficoltà nel portare aiuti alla popolazione di Gaza si sono acuite ancora, il giorno dell’allarme della Croce Rossa. Gli organizzatori della Freedom Flotilla, organizzazione impegnata a consegnare aiuti umanitari alla Striscia di Gaza sfidando il blocco israeliano, sostengono infatti che una loro nave è stata attaccata durante la notte da un drone che l’ha presa di mira due volte, provocando un incendio a bordo e una breccia nello scafo. Si tratta della ’Conscience’, battente bandiera di Palau. A bordo - ha spiegato alla Cnn il portavoce Yasemin Acar - c’erano 30 attivisti. L’attacco - secondo quanto riportato da Freedom Flotilla su X - è avvenuto al largo delle coste di Malta, in acque internazionali nel Mar Mediterraneo, alle 00.23 locali.

In una nota la Freedom Flotilla ha incolpato Israele dell’accaduto. «Gli ambasciatori israeliani devono essere convocati e rispondere delle violazioni del diritto internazionale, tra cui il blocco in corso e il bombardamento della nostra nave civile in acque internazionali», si legge. L’organizzazione inoltre chiede alla comunità internazionale di «condannare questa aggressione contro una nave umanitaria disarmata» e chiede alle autorità maltesi «di agire immediatamente». Anche l’attivista per il clima, Greta Thunberg, e il colonnello in pensione dell’esercito americano Mary Ann Wright avrebbero dovuto trovarsi a bordo della ’Conscience’.

“Condanniamo nel modo più fermo l’attacco alla nave civile, che pone una minaccia alla sicurezza marittima e di navigazione in acque internazionali”. Lo ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri di Ankara, come riferisce Anadolu, a proposito dell’attacco, secondo quanto denunciato dagli attivisti, in acque internazionali a largo di Malta, con droni israeliani su una nave con aiuti umanitari per la popolazione di Gaza.

Intanto, Israele ha lanciato un attacco a un obiettivo situato nei pressi del palazzo presidenziale di Damasco, mandando “un chiaro messaggio al regime siriano”.

«Chiaro messaggio al regime, no a invio forze a sud di Damasco»

Lo hanno reso noto il premier e il ministro della Difesa israeliani, Benjamin Netanyahu e Israel Katz, affermando in una nota congiunta che Israele “non consentirà che vengano inviate forze a sud di Damasco né che venga posta in essere alcuna minaccia per la comunità drusa”.

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Netanyahu: «Raid a Damasco, non tocchino comunità drusa»

Questa mattina il primo ministro Benyamin Netanyahu e il ministro della Difesa Israel Katz hanno rilasciato una dichiarazione congiunta confermando che Israele ha attaccato un obiettivo vicino al palazzo presidenziale a Damasco: “Questo è un messaggio chiaro al regime siriano.

Non permetteremo alle truppe siriane di spostarsi a sud di Damasco o di rappresentare una minaccia per la comunità drusa”. L’Idf fa sapere che gli aerei israeliani hanno lanciato attacchi nei pressi della residenza ufficiale del leader siriano Ahmad al-Sharaa nella capitale.

Attacchi israeliani su Gaza, oltre 30 morti

Salgono ad almeno trentuno le persone uccise a seguito degli attacchi israeliani contro la Striscia di Gaza. Lo riporta l’emittente televisiva Al Jazeera sul suo sito. L’esercito israeliano continua da giorni a portare avanti i suoi attacchi. L’ultimo è stato sferrato contro il campo profughi di Bureij, dove cinque persone sono state uccise. Secondo una fonte medica, i morti sarebbero almeno sette.

Trump: «A Gaza ci sono meno di 24 ostaggi ancora vivi»

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha rivelato di aver appreso di recente che a Gaza ci sono meno di 24 ostaggi ancora vivi: “Su 59, 24 erano ancora in vita, e ora capisco che non è nemmeno questo il numero”, ha detto durante un evento della Giornata nazionale di preghiera alla Casa Bianca.

Per mesi, Israele ha affermato di ritenere che 24 dei 59 ostaggi siano vivi, tre giorni fa la moglie del primo ministro Benyamin Netanyahu, Sara, lo ha interrotto durante un evento pubblico per affermare che il numero era inferiore a quello ufficiale. Il premier ha ribattuto che ci sono “fino a 24” ostaggi vivi.

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