Difesa

Maxi cacciabombardiere «Gcap», via libera in Italia dalla Camera

Sistema di aerei integrato con sciami di droni, satelliti e altri dispositivi

di Gianni Dragoni

2' di lettura

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Passo avanti decisivo verso la stipula dell’accordo finale per il Gcap («Global combat air programme»), il futuro cacciabombardiere di sesta generazione progettato da Gran Bretagna, Italia e Giappone. L’assemblea della Camera ieri ha approvato in via definitiva il disegno di legge del governo di ratifica ed esecuzione della Convenzione sull’istituzione dell’organizzazione governativa internazionale Gcap, firmata a Tokyo il 14 dicembre 2023.

Hanno votato a favore Fdi, Fi, Lega, Noi Moderati, Italia Viva, Azione e il Pd. Contrari M5S e Avs, perché il programma si inserisce nel quadro di un aumento della spesa per le armi.

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Il superbombardiere, che sarà un sistema di aerei integrato con sciami di droni, satelliti e altri assetti militari, tutti collegati da una rete «intelligente», per questo si parla di «sistema di sistemi», dovrà entrare in servizio dal 2035, in sostituzione degli Eurofighter.

Il programma Gcap, lanciato nel luglio 2018 dalla Gran Bretagna con il nome di Tempest, prevede un’organizzazione su due livelli. Al piano superiore c’è un’organizzazione internazionale, detta Gigo («Gcap international government organization»). La sede principale è in Gran Bretagna a Reading, a Ovest di Londra. La Gigo sarà composta da un comitato direttivo («Steering committee»), con rappresentanza paritetica delle tre parti e da un’Agenzia Gcap.

Al livello sottostante c’è l’organizzazione industriale composta dalle aziende capofila della difesa dei tre paesi, Bae Systems, Leonardo e Mitsubishi, che costituiranno una joint venture con il 33,3% ciascuna, con una ripartizione del lavoro coerente con tale quota. «Abbiamo definito, insieme ai nostri clienti e partner, gli elementi principali del programma Gcap che verranno sanciti nella firma formale di un accordo industriale entro fine anno e che prevedono per Leonardo attività strategiche nello sviluppo di sistemi di sistemi», ha detto Roberto Cingolani, a.d. di Leonardo, il 7 novembre. Saranno coinvolte anche altre aziende nazionali. «Per l’Italia si prevede la partecipazione anche delle aziende Mbda Italia, Elettronica e Avio Ge, oltre che di realtà industriali minori, anche tra le Pmi», dice un documento del Servizio studi della Camera.

L’Agenzia Gigo all’inizio avrà 150 addetti, ma «a partire da agosto 2025 si prevede un incremento di personale tra le 380 e le 420 unità», dice il documento. Il personale italiano sarà prevalentemente delle Forze armate. Il Ddl prevede oneri per 3,65 milioni per quest’anno, 20 milioni per il 2025, 27 milioni per il 2026, 27,54 milioni «a decorrere dall’anno 2037». Questo per il funzionamento della Gigo.

Ma per lo sviluppo e la realizzazione del sistema di combattimento si prevedono oneri per decine di miliardi. L’Italia ha stanziato 7,526 miliardi fino al 2050. Questa somma non comprende i costi per l’acquisto dei velivoli.

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  • Gianni Dragoni

    Gianni DragoniCaporedattore, inviato

    Luogo: Roma

    Lingue parlate: italiano, inglese, francese

    Argomenti: economia, finanza, industria aerospazio, difesa, industria ferroviaria, trasporto aereo, grandi aziende pubbliche, privatizzazioni, bilanci società di calcio, stipendi manager, governance società quotate, conflitti d'interesse

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