Maturità 2025, due scritti e l’orale per mezzo milione di studenti: tutto quello che c’è da sapere
Le novità: requisiti di ammissione e voto in condotta. Si parte con l’italiano, poi prova d’indirizzo. Si chiude con il colloquio.
di Laura Virli e Claudio Tucci
4' di lettura
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È partito il conto alla rovescia per la maturità 2025, che interessa poco più di 500mila studenti, 524.415 per l’esattezza. L’esame di Stato prenderà il via, domani, 18 giugno con la prova d’italiano, che ha una durata massima di sei ore ed è comune a tutti gli indirizzi. Il giorno seguente, cioè il 19 giugno, toccherà alla seconda prova sulle discipline caratterizzanti i singoli percorsi di studio, che in alcuni casi (ad esempio nei licei musicali e coreutici) può durare due o tre giorni.
Il documento del 15 maggio
Il primo passo di avvicinamento alle prove è stato la predisposizione da parte del consiglio di classe, e la sua successiva pubblicazione, del cosiddetto “documento del 15 maggio” che descrive il percorso scolastico dei ragazzi. In questo documento, infatti, sono illustrati i contenuti, i metodi, i mezzi, gli spazi e i tempi del percorso formativo, i criteri, gli strumenti di valutazione adottati e gli obiettivi raggiunti, e ogni altro elemento che lo stesso consiglio di classe ritenga utile e significativo ai fini dello svolgimento dell’esame. Per le discipline coinvolte sono evidenziati anche gli obiettivi specifici di apprendimento.
Il passo successivo è stato l’insediamento delle commissioni che, da un paio d’anni, sono tornate miste, vale a dire che sono composte da tre docenti esterni, tre interni, e il presidente esterno. Ogni commissione lavora su due classi. Con la riunione preliminare (di regola due giorni prima dell’inizio dell’esame) si sono definiti gli ultimi dettagli organizzativi (ad esempio, il calendario delle operazioni d’esame, l’analisi della documentazione presentata dal consiglio di classe per ogni candidato, i criteri per la predisposizione e la scelta dei materiali del colloquio, e così via).
Requisiti d’ammissione
La prima vera novità di quest’anno riguarda i requisiti d’ammissione, con due importanti novità, frutto degli ultimi interventi normativi. La prima è che oltre alla frequenza di almeno tre quarti del monte ore annuale personalizzato e al sei in tutte le discipline, condotta inclusa (con un cinque l’ammissione è decisa dal consiglio di classe, che deve motivarla), bisognerà aver partecipato alle prove Invalsi (italiano, matematica, inglese) e, stavolta, anche ai percorsi di scuola-lavoro (i Pcto per almeno 90 ore nell’ultimo triennio dei licei, 150 nei tecnici, 210 nei professionali). Valgono anche le “attività assimilabili” che per i candidati esterni (per i quali sono previsti esami preliminari, ndr) sono accertate e valutate dal consiglio di classe.
La seconda novità riguarda il voto in condotta, per effetto delle innovazioni volute dalla legge 150/2024. Se la valutazione del comportamento è pari a sei decimi, in sede di colloquio orale il candidato dovrà discutere un elaborato critico, definito dal consiglio di classe, in materia di cittadinanza attiva e solidale fondata sul rispetto dei principi costituzionali. Il voto in comportamento incide anche sui crediti per l’ammissione all’esame di Stato. Infatti, il punteggio più alto può essere assegnato esclusivamente agli alunni che hanno ottenuto da nove decimi in su. Tale disposizione trova applicazione anche ai fini del calcolo del credito degli studenti frequentanti, nel corrente anno scolastico, il terzultimo e penultimo anno.
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